IN DIECIMILA PER RICORDARE DON PEPPE DIANA. AL MUSEO DEL PACE – MAMT APERTURA SPECIALE PER IL 25° ANIVERSARIO DALLA MORTE

Il Museo della PaceMAMT effettuerà un’apertura speciale il 19 marzo 2019 con visite guidate alla sezione dedicata a Don Peppe Diana in occasione del 25° anniversario dalla morte.
Tra le dieci e le dodicimila persone hanno preso parte a Casal di Principe (Caserta) alla marcia organizzata dall'Agesci nel ricordo di Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994. Don Peppe era uno scout, e così dopo la sua morte, ogni anno, gli scout si riversano a Casal di Principe per rinnovare il messaggio di speranza lanciato dal prete, che con grande coraggio sfidò la camorra quando solo in pochissimi lo facevano.
Dei partecipanti 7000 erano scout provenienti da tutta Italia; gli altri cittadini di Casal di Principe. Una marcia fatta di canti e gesti simbolici, scandita da tre tappe: la prima davanti alla casa di mamma Iolanda, la madre del sacerdote, che come ogni anno si è affacciata al balcone per salutare gli scout; seconda tappa all'esterno della chiesa di San Nicola di Bari, dove don Peppe era parroco e dove 25 anni fu ucciso. Ultima tappa al cimitero, dove è sepolto il prete, e dove hanno celebrato messa l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, e il vescovo di Aversa Angelo Spinillo.
«È una giornata bellissima quella di oggi - dice un entusiasta Valerio Taglione, coordinatore del Comitato Don Diana nonché scout a riposo - perché l'Agesci prosegue la sua missione pastorale nel nome di Don Peppe. Vedere tanti ragazzi con il fazzolettone venire ogni anno in massa a Casal di Principe riempie il cuore di gioia, ed è il segnale dell'enorme eredità lasciata da don Peppe». «Don Diana era uno di noi - dice Vincenzo Piccolo, presidente del Comitato Nazionale dall'Agesci - per questo essere qui ogni anno è importante». Presenti alla marcia i vertici nazionali dell'associazione Scout e i Masci. 

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PROGETTO MD.NET. LIVING LAB RACCONTO DELLA DIETA MEDITERRANEA

A seguito dell'incontro e dei workshop tenutisi a Pollica (Salerno) il 17 settembre 2018, il progetto MD.net organizza i Living Lab, per lavorare sui quattro temi identificati dagli stakeholder durante l'evento.
Cittadini, artisti, ricercatori, tecnici, imprese e settore pubblico si riuniscono in ciascun Living Lab per integrare le loro competenze e conoscenze, esplorando idee, strumenti e tecnologie in grado di affrontare le problematiche sollevate. L'obiettivo finale è individuare e co-progettare cinque azioni pilota per la creazione di imprese innovative e creative.
Il Living Lab "Racconto della DM" si è concentrato sul contributo delle donne del Cilento allo sviluppo dell'innovazione e della creatività dei prodotti MD tradizionali.
L’incontro si è svolto venerdì 15 marzo, nel Palazzo Di Lorenzo, Ceraso (Salerno).
Sono intervenuti l’assessore della Regione Campania Chiara Marciani, la direttrice generale per le politiche sociali Nadia Caragliano e la coordinatrice del progetto Carmela Cotrone.
Michele Capasso – presidente della Fondazione Mediterraneo, partner associato del progetto – ha sottolineato l’importanza di consolidare i risultati e renderli durevoli nel tempo: a tal fine ha offerto il sito e le attrezzature multimediali del Museo della PaceMAMT per promuovere la Dieta mediterranea in tutti i suoi aspetti, in modo da assicurare un sito di riferimento a livello internazionale.

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PREGHIERA PER LE VITTIME IN NUOVA ZELANDA

A poche ore dagli attentati nelle due moschee in Nuova Zelanda, molti membri della Fondazione Mediterraneo e della FEDERAZIONE ANNA LINDH ITALIA onlus hanno dedicato un momento di preghiera per le vittime dell’attacco terroristico e per i loro familiari.
Un messaggio è stato inviato al Consiglio Mondiale delle Comunità Islamiche (World Muslim Communities Council), che ha sede ad Abu Dhabi e riunisce più di 600 istituzioni in 142 paesi, “facendo appello alla comunità internazionale per prendere le misure adeguate e fermare queste onde di estremismo e odio nel mondo”.

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LA FONDAZIONE MEDITERRANEO IMPEGNATA PER LA DIFESA DEL PIANETA

La Fondazione Mediterraneo presente oggi in varie piazze d'Italia e d'Europa al fianco dei giovani per la DIFESA DEL PIANETA.
Nel 1989, quando la Fondazione Mediterraneo nacque, allertò sui cambiamenti climatici e sulle conseguenze irrimediabili per il pianeta e per la terra.
Allo stesso modo allertò sui problemi del Mediterraneo, sui migranti, sulle guerre.
Allora nessuno sembrava occuparsi di questi temi e tutti noi eravamo considerati “visionari”.
Oggi è stata una giornata piena di speranza.
Dopo il “fiammifero” lanciato da Greta Thunberg - portabandiera di una battaglia internazionale per salvaguardare l’ambiente con intere masse di giovani pronte a seguirla – un “fuoco buono “ sembra invadere il pianeta: quello di tanti giovani decisi a non lasciare la Terra in mano ad adulti incoscienti ed irresponsabili.
Il cambiamento climatico e le conseguenze che porta con sé rientrano tra i temi più accessi e discussi dall’opinione pubblica.
La Fondazione Mediterraneo con la Federazione Anna Lindh Italia onlus ha sostenuto gli studenti scesi in piazza oggi in tante città: uno sciopero mondiale per aprire le coscienze ai fatti e al pianeta che soffre la negligenza umana.
S.O.S: il pianeta ha bisogno dell’aiuto di tutti NOI:
clima pazzo, ghiacciai che si sciolgono, temperature al di sopra della norma stagionale, siccità sono solo alcune conseguenze dovute al cambiamento climatico. 
Come conseguenza alla conseguenza ciò incide sulla vita economica provocando danni alle comunità, ai sistemi produttivi ed alla salute delle persone.
Il surriscaldamento globale, per essere controllato ha bisogno delle buone azioni di ciascuno di noi e non certo di egoismo perchè bisogna guardare a un futuro che non è così lontano: in molte parti è già OGGI !!
“E’ impensabile consegnare ai nostri figli e nipoti un pianeta divenuto ormai quasi incurabile: il momento di agire sul clima è questo” ha affermato il presidente Michele Capasso, mostrando le conclusioni del Forum della Fondazione Mediterraneo del 1997 laddove, la stessa frase, riportava solo il condizionale: “un pianeta che potrebbe divenire incurabile”.
Oggi lo è davvero!

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PRESENTATO IL LIBRO DI SALVATORE CALLERI “IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA ALLA MAFIA”

Presentata l'opera di Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto e copresidente dell’OMCOM – l’Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie creato con la Fondazione Mediterraneo ed il suo presidente Michele Capasso.
Il libro ha come titolo Manuale di sopravvivenza (alla mafia). Per l’autore si tratta di un libro "che spiega la mafia attraverso i luoghi comuni. Un libro che insegna a vedere, a riconoscere la mafia. Un manuale educativo che ti permettere di sopravvivere alla mafia”.
Il volume ha la prefazione di Catello Maresca, pm a Napoli e dal 2007 alla Direzione Distrettuale Antimafia dove ha coordinato l'arresto del boss Michele Zagaria latitante da 16 anni: “Questo è un libro che sento molto vicino, come un’arma in più per combattere la mafia, che teme le parole, quelle che comunicano la sua realtà autentica, e la fanno conoscere, e comprendere. Insieme, con l’impegno e la passione di tutti quanti credono in questa battaglia, la mafia possiamo sconfiggerla” ha scritto nella sua prefazione Maresca.
Nato a Catania nel 1966, cresciuto a Firenze, Salvatore Calleri è laureato in giurisprudenza. Dal 1992 fino al dicembre 2002 è stato uno dei più stretti collaboratori di Caponnetto. Su idea della vedova del giudice, Calleri ha contribuito a costituire la fondazione di studi sulla mafia che ha preso vita nel giugno del 2003 a Firenze a sei mesi dalla morte del magistrato.
Presenti il generale dei carabinieri Vadala’ e l’ex presidente della Commissione antimafia Giuseppe Lumia.
IL presidente Michele Capasso, copresidente dell’OMCOM e presidente della Fondazione Mediterraneo, si è felicitato con l’autore per la qualità dell’opera condividendone valori e finalità.

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LA “FEDERAZIONE ANNA LINDH ITALIA” ESPRIME PROFONDO CORDOGLIO PER LE VITTIME DELL’AEREO PRECIPITATO IN ETIOPIA.

Il presidente, il comitato esecutivo e tutti i membri della Federazione Anna Lindh Italia Onlus esprimono profondo cordoglio per la morte delle vittime nell’incidente aereo in Etiopia. In particolare le vittime italiane, con le quali la Federazione ha avuto collaborazioni:
Sebastiano Tusa, archeologo ed assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia; i tre volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo: il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella Vigiani ed il tesoriere Matteo Ravasio; Paolo Dieci, presidente del Cisp, il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli; Maria Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti (funzionaria Nazioni Unite World Food Programme) e Rosemary Mumbi.

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QUARTA SESSIONE DELL'ASSEMBLEA DELLE NAZIONI UNITE PER L’AMBIENTE. LA FONDAZIONE MEDITERRANEO E LA FEDERAZIONE ANNA LINDH ITALIA PRESENTI ALL’EVENTO.

L’appuntamento di Nairobi si apre con un minuto di silenzio, osservato prima di ogni riunione preparatoria, per le vittime del disastro aereo in Etiopia in cui sono morte tutte le 157 persone a bordo, tra cui 19 dipendenti Onu.
Fino a venerdì 15 marzo i delegati di 193 Stati membri dell’Onu, ministri, rappresentanti di Ong, associazioni – tra le quali la “Fondazione Mediterraneo” e la “Federazione Anna Lindh Italia onlus” - e amministratori di multinazionali si  sono confrontati sulle tematiche ambientali, con l’obiettivo di moltiplicare gli sforzi per salvare il pianeta dal cambiamento climatico e dall’eccessivo sfruttamento delle risorse.
Si è parlato anche di nuove tecnologie e in particolare della geo-ingegneria, come soluzioni alternative all’eccessiva produzione di Co2, di riduzione dei consumi, di spreco alimentare e di de-carbonizzazione delle economie e dell’inquinamento marino da plastiche.
Il presidente Capasso, in una delle riunioni, ha ricordato quanto affermato da Papa Francesco - da sempre attento al tema del rispetto della Casa comune, cui ha dedicato l’Enciclica ‘Laudato sì’ - pochi giorni fa, ricevendo in Vaticano i partecipanti alla Conferenza su “Religioni e sviluppo sostenibile”: in questa occasione il Papa ha indicato la necessità di una "conversione ecologica" del mondo attuale.
“Plastic Free Oceans”, fuori la plastica dai nostri mari: con questo motto il Wwf ha lanciato una mobilitazione internazionale per accelerare la messa al bando dei prodotti di plastica monouso in Europa e in Italia.
La “Fondazione Mediterraneo” e le associazioni ambientaliste della “Federazione Anna Lindh Italia onlus” hanno  sottolineato  come l’obiettivo per questa Assemblea di Nairobi sia quello di avere un New Deal che veda trattare tutte le problematiche ambientali, dal clima alla biodiversità, al sovrasfruttamento delle risorse in una modalità coordinata e costruttiva e non più frammentaria, come è stato fino a oggi.
Secondo l’ultimo report del Wwf, circa 100 milioni di tonnellate di plastica ogni anno vengono disperse nel mondo e circa 9 milioni sono le tonnellate che finiscono annualmente nei nostri Oceani.
“Questo non è più tollerabile – ha affermato il presidente Capasso – stiamo distruggendo la terra” ed ha ricordato le manifestazioni in programma il 15 marzo nel mondo, aderendo allo stimolo della giovane svedese Greta, per far fronte i cambiamenti climatici che stanno distruggendo il nostro futuro.

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A NAPOLI L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL MEDITERRANEO

Aprirà a Napoli in autunno la nuova sede dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (Pam). In presenza del Segretario generale Sergio Piazzi l'apertura è stata annunciata oggi nella sede della Regione Campania che ha concesso Palazzo Pico, un edificio dell'ente. “Ospiteremo parlamentari dei 30 paesi del Mediterraneo in un'associazione dal valore politico straordinario, perché ha la rappresentanza delle Nazioni Unite e lavorerà su alcuni temi decisivi per il nostro futuro come l'immigrazione, la sicurezza, gli scambi economici e il dialogo politico e interreligioso" ha affermato il presidente De Luca.
Il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso ha espresso il proprio compiacimento di avere a Napoli la sede della Pam, nata proprio presso la Fondazione Mediterraneo a Napoli e della quale la medesima Fondazione è osservatore permanente.
“Proprio in occasione del trentennale della Fondazione che si celebra quest’anno – ha affermato Capasso – la presenza a Napoli della Pam rafforza l’azione indispensabile per il dialogo, la pace e la cooperazione”.

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LA BNL IN VISITA AL MUSEO ED A KIMIYYA

Dirigenti della BNL di Napoli - Barbara Martini, Armando Campidoglio, Gigi Lasio, Giuseppe Staffelli e Vincenzo Castiello - hanno visitato il Museo della Pace. In particolare Barbara Martini ha sottoscritto il Manifesto KIMIYYA in difesa dei diritti delle donne.

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ANNA MARIA COLAO SOTTOSCRIVE IL MANIFESTO KIMIYYA

La professoressa Anna Maria Colao, endicronologa e scienziata riconosciuta nel mondo, ha sottoscritto il Manifesto KIMIYYA in difesa dei diritti delle donne.

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