Federazione Anna Lindh Italia || Onlus

 

La Federazione Anna Lindh Italia, senza scopo di  lucro, condivide le finalità della Fondazione Anna Lindh  creata nel 2004 dalla Commissione europea congiuntamente ai 42 paesi euromediterranei. 
L’obiettivo della Federazione è promuovere, sostenere ed attuare l’interazione culturale e sociale tra l’Italia e i paesi euromediterranei in vari campi d’azione tra i quali: arte, architettura, archeologia, ambiente, artigianato, giovani, donne, diritti umani, migranti, mestieri d’arte, occupazione, formazione, educazione, infanzia, sport, dialogo interreligioso, legalità, musica, cultura del cibo, empowerment, tradizione, turismo, solidarietà sociale, scambi economici e culturali, mestieri d’arte.
In particolare la Federazione intende attuare iniziative in favore dei giovani finalizzate specialmente a restituire loro speranza e fiducia attraverso la promozione del “vero”, del “bello” e del “buono”.

La Fondazione Mediterraneo e la Federazione Anna Lindh Italia hanno partecipato all’Incontro internazionale di preghiera per la pace dal tema “Nessuno si salva da solo. Pace e fraternità”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio.
In questa occasione è stato sottoscritto dai partecipanti l’”Appello per la pace”.
Il presidente Michele Capasso, alla vigilia del trentennale della Fondazione Mediterraneo, ha sottolineato “l’importanza dell’incontro perché proprio in questo momento difficile a causa della pandemia è indispensabile riaffermare lo spirito di fraternità e di unione considerandoci tutti insieme fratelli e sorelle”.

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Si è svolta presso la sede della Fondazione Mediterraneo - in Napoli, Via Depretis n. 130 - la riunione congiunta del Consiglio direttivo della Fondazione Mediterraneo  e del Comitato esecutivo della Fondazione Anna Lindh Italia Onlus.
Presidente della riunione è il prof. Massimo Pica Ciamarra (presidente del Comitato Esecutivo della Federazione), segretario l’avv. Valerio Barone, Consigliere delegato.
Tra i punti all’Ordine del Giorno:

  • Il riesame del programma delle attività alla luce della pandemia del COVID 19.
  • Le nuove date del programma “Italia da scoprire”.
  • Le attività del programma “Kimiyya”.
  • Le attività del programma “La Città del dialogo”.
  • Le attività dei membri della Federazione Anna Lindh.
  • La risposta alla diffida inviata il 30.06.2020 dall’avv. Sciaudone.

Su quest’ultimo punto i membri partecipanti, all’unanimità, hanno delegato l’avv. Barone a rappresentarli a pieno titolo ed a rispondere alla diffida evidenziando:

  • L’irrisolta questione del capofila della Rete italiana, alla luce delle interrogazioni al Parlamento italiano (all. 4) ed al Parlamento europeo (all. 13) e dei ricorsi in corso presso le istituzioni italiane ed europee (all. 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12) deputate al rispetto della democrazia e dei trattati (la questione è stata oggetto di apposite Assemblee, come quella del 27.10.2017: al seguente link è possibile visionare la documentazione: https://www.fondazionemediterraneo.org/index.php/iniziative/federazione-anna-lindh-italia-onlus/4188-assemblea-della-federazione-anna-lindh-italia-onlus
  • L’inesistente vantaggio da parte della Federazione rispetto all’adesione di nuovi membri, essendo i 1037 attuali tutti membri fondatori che hanno aderito volontariamente e democraticamente (all. 7).
  • Le tante affermazioni non corrispondenti ai fatti svolti (un esempio, l’Appello al Presidente della Repubblica che sarebbe stato sottoscritto nel 2019, mentre è stato sottoscritto nel 2017 quando la Fondazione Mediterraneo era Capofila della Rete italiana a tutti gli effetti – (all. 1, 2, 3).
  • L’avvenuto cambiamento del logo e l’inesistenza di un uso “abusivo” di loghi ALF con quelli della “Federazione” e della “Fondazione Mediterraneo” (all. 14, 15, 16).
  • La necessità di evitare il continuo ricorso a diffide periodiche e quant’altro che non trovano alcun fondamento.
  • L’evidenza del numero di attività svolte dalla Federazione ALF dalla sua costituzione (oltre 1.300 iniziative da poter visionare sui portali web – falitalia.org ).

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In occasione della celebrazione dei 15 anni dalla costituzione dell’ “Associazione marocchina ingegneri agricoli” (AMEIA) si svolge a Rabat un importante forum dal tema "L'agricoltura di precisione di fronte ai cambiamenti climatici: modi di adattamento e strategie di finanziamento".
La Fondazione Mediterraneo e la Federazione Anna Lindh Italia - da sempre sensibili ai temi dell'agricoltura nella sua sostenibilità - partecipano e sostengono questo incontro come esempio di buona pratica nel Mediterraneo per promuovere, tra l’altro, la digitalizzazione dell'agricoltura per un'agricoltura sostenibile, economicamente competitiva e interessata alla protezione delle risorse ambientali.
Quest'anno, sotto l'egida dell'Istituto agronomico e veterinario Hassan ll e del Ministero dell'agricoltura, della pesca marittima, dello sviluppo rurale, dell'acqua e Foreste, il forum ospita in parallelo altri sei forum che rappresentano i diversi settori, a dimostrazione dell’enorme ricchezza e della multidisciplinarietà.
Attraverso conferenze, mostre e workshop, il forum è un luogo di scambio, apprendimento, incontro tra studenti di ingegneria, ingegneri, ospiti e aziende di alto livello.

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La Fondazione Mediterraneo e la Federazione Anna Lindh Italia onlus hanno lanciato un accorato appello ai giovani per la tutela della terra e per la lotta alla desertificazione.
Al Museo della Pace - MAMT si sono svolti incontri e dibattiti - nel rispetto delle misure di sicurezza dettate dalla pandemia – con la partecipazione di un selezionato numero di studenti delle scuole primarie sensibilizzati sui temi della lotta alla desertificazione e di salvaguardia del pianeta.
Al fine di sensibilizzare i governi, le organizzazioni e gli individui sulla responsabilità collettiva nell’utilizzo sostenibile dell’acqua e di prevenire la desertificazione e la siccità, nel 1995 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con Risoluzione A/RES/49/115, ha scelto il 17 giugno per celebrare la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità. Lo stesso giorno, nel 1994 veniva adottata a Parigi la Convenzione per la lotta alla desertificazione (UNCCD – United Nations Convention to Combat Desertification), ratificata da 200 Paesi.  Obiettivo della Convenzione è mitigare gli effetti della siccità attraverso attività di cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti, in particolare in Africa. Le strategie messe in campo si concentrano sul miglioramento della produttività del suolo e sulla gestione sostenibile delle risorse del territorio e dell’acqua. Secondo uno studio dell’UNCCD perdiamo 24 miliardi di tonnellate di terra fertile ogni anno e 15 miliardi di alberi ogni ora, e 1,5 miliardi di persone traggono il loro sostentamento da terreni che sono a rischio desertificazione. Le pratiche considerate non sostenibili sono le monocolture, l’uso di sostanze chimiche e il pascolo eccessivo.
In tutto il mondo sono previste varie iniziative in occasione della Giornata.
L’Italia ha ratificato la sua adesione alla UNCCD nel 1997, sia in veste di paese donatore sia come paese colpito dalla desertificazione. Il Comitato Nazionale di Lotta alla Siccità ed alla Desertificazione (CNLSD) è stato istituito nel 1997 dal Ministero dell’Ambiente con il compito di coordinare l’attuazione della Convenzione in Italia. Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) nel 1999 ha adottato il Programma di azione nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione, che individua le strategie da mettere in campo sia a livello statale che regionale per combattere la desertificazione e la siccità in Italia. In particolare il programma si sviluppa su quattro settori: protezione del suolo, gestione sostenibile delle risorse idriche, riduzione dell’impatto delle attività produttive e riequilibrio del territorio.
Secondo Legambiente, le regioni fortemente a rischio sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La situazione è particolarmente grave in Sardegna, dove il pericolo desertificazione riguarda ben il 52% del territorio regionale, di cui l’11% già colpito.

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