OMCOM||Osservatorio sulle Mafie

OMCOM – OSSERVATORIO MEDITERRANEO SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E LE MAFIE

La Fondazione Mediterraneo e la Fondazione Antonino Caponnetto hanno costituito l’OMCOM – OSSERVATORIO MEDITERRANEO SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E LE MAFIE – che si pone come obiettivi il monitoraggio e l’analisi di quanto succede nei paesi dell’area mediterranea affrontando con una visione geopolitica le problematiche criminali organizzate e mafiose. Compito dell’Omcom è anche quello di formare gli addetti ai lavori per metterli in grado di leggere le infiltrazioni presenti sul territorio e di informare le opinioni pubbliche del mediterraneo sui pericoli che tali infiltrazioni comportano.

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“La minaccia segnalata nei precedenti Rapporti OMCOM come “Intelligence jihadista Nordafricana”, denominazione da noi posta per agevolare l’identificazione mirata di una realtà priva di sigle, fluida, ibrida, trova frammenti di “DNA” in precedenti sigle particolarmente attive nel passato”: inizia così l’analisi di Salvatore Calleri – presidente della Fondazione Caponnetto e dell’Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità organizzata e le mafie.

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Si sono svolte a Firenze ed a Napoli (sede dell’OMCOM e del Museo della Pace - MAMT) le celebrazioni per il centenario dalla nascita di Nino Caponnetto, Giudice ideatore del suo storico Pool o “Nonno Nino” per le migliaia e migliaia di ragazzi incontrati, fino all’ultimo momento della sua vita, nelle scuole di tutta la nostra smemorata Italia. 
“Ha amato Firenze, ne è stato amato e lo è tutt’ora. Ha amato Palermo, ne è stato amato ma non a sufficienza. Ha scelto di fare il Giudice. Senza dire nulla alla moglie ha sostituito Rocco Chinnici ucciso con metodo libanese da Cosa Nostra. Ha ottenuto come Pretore al primo incarico la prima sentenza della Corte Costituzionale. Ha combattuto in Africa e ne è tornato pieno di incubi e schierato per la pace. Ha parlato ai giovani di tutta Italia. Ha creato il primo pool antimafia mettendoci quattro moschettieri: Falcone, Borsellino, Guarnotta, Di Lello. Ha amato sua moglie Betta per 61 anni fino alla morte. Ha difeso la Costituzione. Ha per primo, nella storia del nostro Paese, fatto condannare in modo definitivo oltre 400 boss mafiosi. Ha pianto per la morte dei suoi ‘figli’ Falcone e Borsellino. Ha detto ‘tutto è finito’, pentendosene subito”.

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La Fondazione Mediterraneo, in partnership con accademie, università e vari Paesi del mondo, ha presentato al Museo della Pace - MAMT “LA REPUBBLICA DELLO SPAZIO”: un progetto di lunga portata  finalizzato a proteggere,  custodire, valorizzare e promuovere i patrimoni dell’umanità nelle principali categorie.

Viviamo in un momento difficile della nostra storia – ha affermato il presidente Michele Capasso – in cui la dimensione fluida sembra essere predominante: valori, cambiamenti climatici, arte, creatività, mestieri, memorie collettive e tanto altro sembrano non avere più significato e tutto appare in balia di un ‘onda “anomala” in grado di sconvolgere il mondo portando via tutto.
Per salvare l’immenso patrimonio materiale ed immateriale mondiale è necessario agire “Oltre” ed “Altro”: creando una dimensione reale al di fuori del nostro pianeta, nello Spazio appunto, dove proteggere, custodire, valorizzare e promuovere la parte più significativa dei patrimoni mondiali dell’umanità. Dal patrimonio artistico - a rischio di terremoti, alluvioni ed eventi climatici - alle memorie collettive immateriali, dai documenti più significativi della storia alle poesie, dagli antichi saperi alle nuove tecnologie: un elenco nutrito di cose da custodire  e proteggere, sia a livello immateriale che materiale”
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In occasione delle celebrazioni del trentesimo anniversario della nascita della Fondazione Mediterraneo – in programma per tutto il 2020 – sarà presentato in vari Paesi il progetto esecutivo ed i criteri generali de “La Repubblica dello Spazio”.

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Settimo anniversario al Museo della Pace - MAMT.Questa mattina grande afflusso di visitatori e studenti, in particolare delle scuole elementari e medie, per celebrare il “223° anniversario della nascita della bandiera tricolore”.
Video, immagini e documenti - sin dalla prima presentazione del tricolore a Genova nel 1789 – hanno coinvolto i piccoli visitatori.
Tanti i collegamenti attraverso i grandi schermi videowall del Museo: in particolare con la città di Reggio Emilia per le celebrazioni principali in quella città, dove nella piazza Prampolini vi è stata le cerimonia dell’alzabandiera e l’esecuzione dell’inno nazionale. Insieme alle autorità civili e militari reggiane il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha sottolineato  l’importanza ed il valore dei simboli.
La compagnia di formazione interforze, schierata nella  piazza, ha visto i velivoli della scuola di volo Top Gun Fly sorvolare i cieli di Reggio e, con i fumogeni colorati,  comporre il Tricolore.

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Il quinto degli anniversari è dedicato al quarantesimo anniversario dalla morte di  di Piersanti Mattarella
Molti gli studenti intervenuti nelle sale multimediali del Museo dove - nella sezione “I Grandi protagonisti della Storia” - sono disponibili video, immagini e documenti del politico siciliano.
In questa occasione sono state lette pagine dal libro di Giovanni GrassoPiersanti Mattarella. Da solo contro la mafia” e sono state proiettate le immagini del palinsesto che la RAI ha dedicato su tutte le reti e testate, radiofoniche e televisive: da domenica mattina 5 gennaio con “Uno Mattina in Famiglia” - che ha riservato uno spazio di approfondimento alla ricorrenza - al pomeriggio, alle 17.30 con uno “Speciale” di RaiNews24;  alle 23.10, in prima Tv su Rai1, “Speciale Tg1” ha raccontato la figura di Piersanti Mattarella attraverso il documentario di Rai Storia "Piersanti Mattarella, 6 gennaio 1980. Storia di un delitto di mafia", scritto da Alessandro Chiappetta e che ricostruisce il contesto in cui è maturato il delitto, le successive indagini e la storia processuale: ma, soprattutto, racconta la figura umana e politica di Piersanti Mattarella con le immagini delle Teche Rai, le interviste rilasciate da lui stesso e alcune fotografie inedite.

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A 99 anni dalla nascita la Fondazione Mediterraneo e il Museo della Pace - MAMT ricordano Antonino Caponnetto attraverso filmati, foto e storie che ripercorrono a tratti la storia di un grande magistrato italiano, noto soprattutto per aver guidato il Pool antimafia, ideato da Rocco Chinnici nel 1980, dal 1984 al 1990. Dopo l'assassinio di Chinnici ne prese il posto nel novembre 1983.
Resta immutata la grande nostalgia per tutto quello che ci ha lasciato.

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Si è svolto presso la sede della Fondazione Mediterraneo e del Museo della PaceMAMT il 26° Vertice antimafia, organizzato dalla Fondazione Caponnetto, dalla Fondazione Mediterraneo e dall’Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie (OMCOM).
Tra i relatori i magistrati Catello Maresca e Cesare Sirignano, i parlamentari Giuseppe Lumia, Mario Giarrusso e Piera Aiello, i giornalisti Dania Mondini e Francesco Emilio Borrelli, il generale Giuseppe Vadalà, rappresentanti della magistratura, della politica e della società civile ed i migliori esponeneti del mondo che combattono la mafia.
Il tema di quest’anno è stato “Mafia 4.0: dov’è e cosa fa in Italia, in Europa e nel Mediterraneo”.
In questa occasione sono stati consegnati i “Premi OMCOM 2019”.

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Il Museo della Pace - MAMT ha ospitato il 6° Summit del Mediterraneo sulla legalità e la lotta alla mafia.
Organizzato dalla Fondazione Mediterraneo, dalla Fondazione Caponnetto e dall’Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie, il Summit ha visto la partecipazione di esponenti del mondo della politica, della magistratura, della cultura e di esperti sui temi della legalità e della lotta alla mafia.
Il Summit ha aperto i lavori del 26° Vertice Antimafia.

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