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21 Aprile 2026
In occasione del primo anniversario dalla salita al cielo di Papa Francesco si è svolta una cerimonia presso il Sacrario a Lui dedicato nel Porto di Napoli, contenente le reliquie dei migranti morti nel mare, delle vittime delle guerre, dei bambini morti per fame e delle “Città-martiri”.
In questa occasione è stata celebrata la Santa Messa e presentato, in anteprima nazionale, il volume di Michele Capasso “Francesco. Il Papa degli Stati Uniti del Mondo” (Edizioni Magma-SUM 2026) .
Sono intervenuti religiosi, membri degli Stati Uniti del Mondo, rappresentanti di vari Paesi e del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera oltre a centinaia di fedeli provenienti da vari Paesi del mondo.
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21 Aprile 2026
In occasione del primo anniversario dalla salita al cielo di Papa Francesco gli “Stati Uniti del Mondo” e la “Fondazione Mediterraneo” hanno organizzato una serie di eventi dal titolo “Ricordando Papa Francesco”.
In questa occasione è stata celebrata la Santa Messa in ricordo del Pontefice salito al cielo, celebrata da don Carmine Mazza assistito da suor Anna Avenia (Figlie di Maria Ausiliatrice) e suor Suzette Lerio (Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia).
Hanno partecipato rappresentanti delle ACLI e delle ACLI-Beni culturali, membri degli “Stati Uniti del Mondo” e devoti di Papa Francesco.
Dopo la Santa Messa è stato presentato il volume di Michele Capasso “Francesco. Il Papa degli Stati Uniti del Mondo” e sono stati accesi i lumini sul Sacrario dedicato al Pontefice nel Porto di Napoli, in presenza di rappresentanti del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera.
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18 Aprile 2026
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa agli eventi principali in Angola in occasione della visita di Papa Leone XIV.
A Luanda, il Papa parla alle autorità ricordando innanzitutto le vittime delle recenti inondazioni a Benguela. Evidenzia poi le "cicatrici" dello sfruttamento del Paese generate da "prepotenti interessi" predatori: "Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali porta con sé questa logica estrattivistica!". Nell'incoraggiare chi ha scelto il bene, la giustizia, la pace, la riconciliazione, Leone XIV chiede ai leader locali di non aver paura del dissenso.
L'Angola è un "mosaico coloratissimo" e in quanto tale va preservato da tutti i tentativi predatori che ne minano un armonico sviluppo improntato a giustizia e fratellanza. È il cuore del messaggio che il Papa, approdato in questa regione dell'Africa australe, consegna parlando - dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, João Manuel Gonçalves Lourenço -, a circa 400 persone, tra autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della società civile e della cultura riunite nel Padiglione protocollare del Palazzo presidenziale. Un incontro istituzionale 'riscaldato' prima da un corteo, sì, coloratissimo, che ha fatto da corona alla papamobile lungo il percorso, poi da un omaggio musicale dal tipico ritmo lento e coinvolgente della kizomba.
È sullo sfruttamento non etico delle risorse nel Paese che si concentra il Pontefice nel suo discorso, pronunciato in portoghese, dopo aver ascoltato le parole di benvenuto del Presidente che presenta un quadro problematico aggredito da quella che lui ha definito "una corsa sfrenata alle materie prime prese con la forza delle armi degli eserciti più potenti del mondo contro Paesi sovrani". Dal canto suo, Gonçalves Lourenço ci tiene a illustrare di fronte all'ospite d'onore l'attività del governo nel promuovere politiche sociali adeguate e nel provvedere a investimenti nell’ambito dell’approvvigionamento idrico, elettrico, nel garantire alloggi, posti di lavoro, una sanità, un’istruzione funzionanti. Consapevole che la sfida è complessa, il Presidente ribadisce l’impegno istituzionale a favore dei più poveri, guidato dalla lotta quotidiana contro disuguaglianze, indifferenza, esclusione sociale.
Una sfida complessa e difficile, sì, almeno a considerare quanto accaduto domenica scorsa quando la popolazione è stata colpita da gravi inondazioni che hanno causato una trentina di morti, e che hanno travolto le infrastrutture sommergendo interi quartieri. Oltre 34.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Il bilancio più drammatico a Benguela, affacciata sull'Atlantico, dove hanno perso la vita 23 persone. A queste, in particolare, si rivolge il pensiero del Papa, proprio all'inizio del suo discorso.
Leone afferma che il popolo angolano "possiede tesori non vendibili, né derubabili". Compiaciuto che ci sia ancora chi resiste a quello che definisce "l'inganno della ricchezza", le parole del Pontefice avvertono tuttavia sul rischio che gioia e speranza - virtù che chiama "politiche" - siano infiacchite e contaminate da vere e proprie distorsioni.
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17 Aprile 2026
Si è svolto presso la sede degli “Stati Uniti del Mondo” l’incontro conclusivo dal titolo “Verso gli Stati Uniti d’Europa", coordinato dal senatore Giuseppe Lumia, membro fondatore degli Stati Uniti del Mondo.
Molti i partecipanti dei movimenti federalisti e del volontario. Tra essi Pier Virgilio Dastoli, Emanuele Alecci, Mimmo De Simone.
Tra gli interventi quello della presidente della Fondazione La Pira Patrizia Giunti.
Il SG Capasso ha ripercorso l’iter degli Stati Uniti del Mondo che sin dal 1990 ha proposto come necessità ineluttabile la costituzione degli “Stati Uniti d’Europa”.
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15 Aprile 2026
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa agli eventi principali in Camerun in occasione della visita di Papa Leone XIV. Il Papa incontra oltre centomila persone in rappresentanza del popolo del Camerun e di quell’Africa "saccheggiata", come l’aveva definita lui stesso ripetendo la domanda di Cristo ai discepoli nel brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci: è il Vangelo proclamato nella Messa a Douala, capitale economica con quattro milioni di abitanti, affacciata sull’oceano, a un’ora di volo da Yaoundé, che il Pontefice visita nel suo viaggio apostolico fra quattro nazioni del continente. In auto Leone XIV percorre l’arteria che taglia le bidonville che attanagliano l’Africa. Passa fra le baracche di legno e le famiglie che vivono sulla terra brulla. Poi arriva al "Japoma Stadium" nella cittadella dello sport targata “Coppa d’Africa” dove celebra l’Eucaristia. Il caldo è torrido. E con la papamobile attraversa la folla fra canti e balli. Nella liturgia Leone XIV cita l’interrogativo della Scrittura che, dice, oggi «è rivolto a quanti hanno la responsabilità sociale e politica di guardare al popolo e al suo bene». E hanno il compito di rispondere alla "fame della gente" che umilia gran parte dell’umanità, denuncia. " Fame di pace, di libertà, di giustizia», tiene a far sapere. E fame di "cibo" che viene "razionato per emergenza", "rubato per contesa", "sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare". L’alternativa all’ingordigia è il "miracolo" della "condivisione", come il Papa lo chiama nell’omelia pronunciata sia in francese, sia inglese. E avverte: "C’è pane per tutti se a tutti lo si dona. C’è pane per tutti se viene preso non con una mano che afferra, ma con una mano che dona".
Certo, spiega Leone XIV, "al cibo che alimenta il corpo occorre unire con uguale carità il nutrimento dell’anima". Perché "molti sperimentano la povertà, sia quella materiale sia quella spirituale", dice rivolgendosi ai giovani. E a loro riserva un particolare incoraggiamento: "Non cedete alla sfiducia e allo scoraggiamento; rifiutate ogni forma di sopruso e di violenza, che illudono promettendo guadagni facili ma induriscono il cuore e lo rendono insensibile. Siate protagonisti del futuro, seguendo la vocazione che Dio dona a ciascuno, senza lasciarvi comprare da tentazioni che sperperano le energie e non servono al progresso della società". A loro indica come esempio Floribert Bwana Chui, il giovane congolese di Sant’Egidio martire per essersi opposto al malaffare e primo beato del pontificato di Leone XIV.
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13 Aprile 2026
Il Consiglio degli Ambasciatori degli Stati Uniti del Mondo e il Consiglio Direttivo della Fondazione Mediterraneo hanno espresso piena solidarietà nei confronti di Papa Leone XIV additando l’attacco del presidente Donald Trump come inammissibile e assolutamente improprio per un rappresentante della religione cattolica.
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13 Aprile 2026
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” ha partecipato alle varie tappe delle giornate trascorse da Papa Leone XIV in Algeria, nella capitale Algeri e ad Annaba, città di Sant’Agostino.
“Una visita benedetta” ->con queste parole il Pontefice ringrazia le autorità algerine e la Chiesa locale “piccola ma significativa”, ribadendo l’attualità del messaggio di Sant’Agostino a “cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze” e ricorda la visita nella Grande Moschea di Algeri: “Nonostante credenze diverse e modi diversi di pregare, possiamo vivere insieme in pace".
Ripercorre il Santo Padre le “visite speciali” avute il 13 e 14 aprile alla Basilica di Notre-Dame d’Afrique ad Algeri e alla Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, sulla collina che domina la città moderna e le rovine dell’antica città romana di Ippona. Secondo il Pontefice, tutto questo ha “un forte valore simbolico”, perché Sant’Agostino, vescovo di Ippona per più di trent’anni, “è una figura che viene dal passato e ci parla di tradizione, ci parla della vita della Chiesa nei primi secoli del suo sviluppo”, ma, al contempo, rimane una “figura estremamente importante ancora oggi”.
Il Segretario generale Capasso afferma: “Gli scritti, l’insegnamento, la spiritualità, l’invito a cercare Dio e a cercare la verità sono il messaggio di Sant’Agostino di cui abbiamo tanto bisogno nel mondo contemporaneo, un messaggio molto attuale per tutti noi credenti ma anche per ogni persona”.
Per un Papa che da subito si è dichiarato “figlio di Sant’Agostino”, è stata quindi “una grazia particolare” poter ritornare ad Annaba e “offrire alla Chiesa e al mondo” la visione del grande padre della Chiesa: “Quella della ricerca di Dio e dello sforzo di costruire la comunità, di cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze”.
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11 Aprile 2026
La Global Sumud Flotilla, missione internazionale per portare aiuti a Gaza, ha fatto tappa a Napoli con circa 18-20 imbarcazioni ormeggiate a Mergellina, dinanzi alla sede degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo”.
Gli attivisti, parte della “Freedom Flotilla Coalition”, hanno sostato nel capoluogo campano prima di proseguire verso la Calabria e il Mediterraneo orientale per sfidare il blocco navale.
Provenienti da Marsiglia, la missione "Thousand Madleen to Gaza" mira a portare aiuti umanitari, con equipaggi composti da attivisti, medici e infermieri, supportati da una "flotta di terra" locale.
La presenza della flotta ha generato presidi e manifestazioni di supporto nel centro di Napoli, con la partecipazione di centinaia di persone in piazza del Plebiscito e piazza Sannazaro.
“La sosta ha rappresentato uno dei principali scali italiani prima della traversata mediterranea, confermando Napoli come hub centrale per le iniziative umanitarie e di protesta verso Gaza”, ha affermato il Segretario generale Michele Capasso, in visita di solidarietà ai membri della flotta ai quali ha descritto le iniziative di aiuto poste in essere sin dal 2023 dagli Stati Uniti del Mondo per le popolazioni di Gaza.
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01 Aprile 2026
Il Segretario generale degli “Stati Uniti del Mondo” prof. Michele Capasso ha lanciato dal CIECC Pechino un ennesimo accorato Appello per la Pace nel mondo, ricordando il monito di Gustavo Adolfo Rol che già nel 1987 allertò l’umanità sui rischi di un processo di autodistruzione causato da guerre, conflitti e distruzione del creato.
Nell’Appello si evidenzia che la “Democrazia è espressione alta del potere legittimo soltanto se rispetta regole etiche e morali, altrimenti – come sta purtroppo accadendo per gli Stati Uniti d’America guidati dal presidente Trump – il rischio è che si trasformi in una ‘tirannia della maggioranza’ o in un ‘dominio delle élite economiche e tecnologiche’ ”.
“Il grande insostituibile valore della Democrazia è la libera scelta di eleggere chi deve governare sostituendolo pacificamente a scadenza del mandato. Il pericolo - si legge nel testo - è l’autoesaltazione del Potere che alimenta un egoismo suicida contaminando l’intera umanità”.
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25 Marzo 2026
Si è svolto a Roma, presso l’aula magna dell’Università Gregoriana, un incontro per celebrare il cinquantesimo anniversario delle relazioni tra il Regno del Marocco e la Santa Sede.
Ospiti dell’Ambasciatrice del Marocco presso la Santa Sede, Rajae Naji El Mekkaoui, sono intervenuti, tra gli altri, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e André Azoulay, consigliere del re del Marocco Mohammed VI, che in precedenza era stato ricevuto da papa Leone XIV°.
Il Segretario generale degli Stati Uniti del Mondo Michele Capasso ha ricordato gli antichi rapporti con il Marocco e la Santa Sede e l’amicizia fraterna con il cardinale Pietro Parolin e Andrè Azoulay.
“In questa occasione – ha affermato Capasso – desidero sottolineare il ruolo del Marocco nel dialogo interreligioso e interculturale e la grande visione del re Hassan II di considerare le differenze religiose come risorsa e non come minaccia”.





























