PREMI MEDITERRANEO

Nel 1996 la Fondazione Mediterraneo ha istituito il Premio Mediterraneo (con le sue molteplici categorie) che annualmente viene assegnato a personalità del mondo politico, culturale e artistico che hanno contribuito, con la loro azione, a ridurre le tensioni e ad avviare un processo di valorizzazione delle differenze culturali e dei valori condivisi nell'area del Grande Mediterraneo.

Oggi questo Premio è considerato uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale.

Al Premio Mediterraneo sono associati vari eventi, quali il "Concerto Euro-Mediterraneo per il Dialogo tra le Culture" e il "Concerto dell'Epifania" (organizzato dal Centro francescano di cultura "Oltre il Chiostro" e dalla "Fondazione Mediterraneo": questo evento viene trasmesso da Rai Uno e Rai International in tutto il mondo la mattina del 6 gennaio di ogni anno.

 

L’assessore alla cultura del Comune di Napoli, dott. Gaetano Daniele, ha consegnato a Renato Ongania, direttore dell’ufficio di rappresentanza italiano della Fondazione Internazionale degli Amici di L. Ron Hubbard, con sede a Los Angeles, il “Premio Mediterraneo per la Poesia”  per il contributo offerto alle arti ed, in particolare, alla Poesia nella promozione di una cultura di pace.
I presenti hanno firmato la “Dichiarazione di Pace” (lirica di Hubbard).

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Madre Yvonne Reungoat, Superiora generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Salesiane di Don Bosco, ha ricevuto nel corso di una cerimonia svoltasi al “Museo della Pace – MAMT” il “Premio Mediterraneo di Pace”, consistente nell’opera dello scultore Mario Molinari Totem della Pace: considerato tra i più significativi a livello internazionale, il Premio della “Fondazione Mediterraneo” è stato assegnato nelle precedenti edizioni a importanti personalità quali Re Juan Carlos di Spagna, Re Hussein di Giordania, i presidenti Anibal Cavaco Silva ed Abu Mazen, Leah Rabin, il Patriarca Latino di Gerusalemme Fouad Twal,i Premi Nobel Shirine Ebadi e Naguib Mahfouz,  il Cardinale Carlo Maria Martini, il Cardinale Roger Etchegaray, e altri.
Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente Michele Capasso, da Pia Molinari e da Fallou, rappresentante dei migranti.
Nelle motivazioni si legge:
“Per l’attività in favore della Pace e della concordia tra i Popoli del mondo, svolta alla guida delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), in modo particolare dove imperversano la guerra e la povertà: proprio in questi luoghi le FMA costituiscono, spesso, l’unico punto di riferimento per uomini e donne appartenenti a fedi diverse.Madre Yvonne Reungoat, con la sua esperienza di missionaria nei luoghi più bisognosi del continente africano, ha la consapevolezza della gioia e della semplicità nell’aiutare gli altri e nel sentirsi “Famiglia”: un luogo in cui, grazie al carisma di Don Bosco ed all’esempio di Madre Mazzarello, è possibile, quotidianamente, dare spazio a quella “Creatività dell’Amore” che costituisce lo strumento con cui si attua il carisma salesiano; con umiltà e complicità e con la speranza nei giovani, produttori del nostro futuro”.

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Si è svolta a Napoli la cerimonia di assegnazione del “PREMIO MEDITERRANEO PER LE DONNE 2017” attribuito a Fouzia Assouli, presidente della “Fondazione delle donne dell’Euromediterraneo” ed attivista per i diritti delle donne.
Hanno consegnato il Premio il presidente Michele Capasso, Pia Molinari, Esther Fouchier ed i capofila delle reti nazionali della Fondazione Anna Lindh.
Fouzia Assouli ha ringraziato la Fondazione Mediterraneo per questo prestigioso riconoscimento.

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È stato assegnato alla COMMISSIONE INTERMEDITERRANEA (CIM) della CRPM (CONFERENZA DELLE REGIONI PERIFERICHE MARITTIME) il “Premio Mediterraneo Istituzioni 2017”.
Il Premio è stato consegnato nel corso dell’Assemblea Generale della CIM e condiviso con il presidente Apostolos Katsipras ed i presidenti e delegati delle 60 regioni partecipanti.
“Un momento di grande coralità – ha affermato il presidente Katsipras – che ci riempie di orgoglio ed allo stesso tempo di responsabilità: dobbiamo essere orgogliosi e saper meritare questo riconoscimento (tra i più importanti con il Premio Nobel) e restituire alle nostre Regioni il ruolo di catalizzatori della giustizia sociale e della solidarietà”.

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Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas, noto anche come Abu Mazen, ha inaugurato l’ambasciata dello Stato della Palestina presso la Santa Sede.
Abu Mazen ha incontrato Papa Francesco in Vaticano prima dell’apertura della sede diplomatica in via di Porta Angelica: durante il colloquio gli ha consegnato tra i vari doni una pietra proveniente dal monte Golgota. Il Papa ha invece consegnato al presidente palestinese la medaglia dell’anno giubilare ed una versione in arabo di “Amoris laetitia” e “Laudato sii”.
L’apertura dell’ambasciata palestinese presso la Santa Sede, ha dichiarato Abbas, “è il segno che il Papa ama il popolo palestinese e la pace”.
Lo Stato del Vaticano ha riconosciuto lo Stato della Palestina circa un anno e mezzo fa.
A fine incontro, Abu Mazen ha dichiarato: “Spero che altri stati prendano esempio dalla Santa Sede”.
Soddisfazione ed emozione ha espresso il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso, che ha ricordato l’incontro con il presidente Abu Mazen nella sede della Fondazione durante il quale fu proprio auspicato il rapido riconoscimento della Palestina come “Stato”, partendo proprio dalla Santa Sede.
“Un sogno che si è avverato – ha affermato Capasso – grazie alla “visione” di Papa Francesco”.

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