FEDERAZIONE ANNA LINDH ITALIA

 

La Federazione Anna Lindh Italia, senza scopo di  lucro, condivide le finalità della Fondazione Anna Lindh  creata nel 2004 dalla Commissione europea congiuntamente ai 42 paesi euromediterranei. 
L’obiettivo della Federazione è promuovere, sostenere ed attuare l’interazione culturale e sociale tra l’Italia e i paesi euromediterranei in vari campi d’azione tra i quali: arte, architettura, archeologia, ambiente, artigianato, giovani, donne, diritti umani, migranti, mestieri d’arte, occupazione, formazione, educazione, infanzia, sport, dialogo interreligioso, legalità, musica, cultura del cibo, empowerment, tradizione, turismo, solidarietà sociale, scambi economici e culturali, mestieri d’arte.
In particolare la Federazione intende attuare iniziative in favore dei giovani finalizzate specialmente a restituire loro speranza e fiducia attraverso la promozione del “vero”, del “bello” e del “buono”.

Come ogni anno il Museo della Pace ha svolto vari eventi con gli studenti delle scuole e vari gruppi di visitatori in occasione della “Giornata della Memoria”.
Nella Sala Israele - inaugurata da Shimon Peres - sono stati proiettati vari video, alcuni anche inediti, sulla Shoah e sulla deportazione degli Ebrei nei vari campi di concentramento.
Commozione e partecipazione in particolare guardando le testimonianze di Andra e Tatiana Bucci in occasione della loro visita al Museo della Pace. Commovente la loro storia: figlie di madre ebrea, nel 1944 - quando avevano solo 6 e 4 anni - sono state deportate ad Auschwitz e sono sopravvissute.
Oggi Tatiana vive a Bruxelles, mentre Andra tra gli Stati Uniti e l'Europa.
In questa occasione è stato presentato il libro ”Storia di Sergio” di Alessandra Viola, Andra Bucci e Tatiana Bucci: il racconto del loro cugino napoletano morto nei campi di concentramento.

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La Fondazione Mediterraneo e la Federazione Anna Lindh Italia hanno partecipato alla Conferenza internazionale su materiali, energia e ambiente svoltasi presso la El-Oued University.
L'obiettivo è stato quello di riunire ricercatori, professori e industriali interessati ai progressi tecnologici e scientifici nei materiali, nell’energia sostenibile e nella salvaguardia dell’ambiente. Questa prima edizione intende raccogliere gli appelli da ogni parte del mondo per l’ambiente e creare una collaborazione tra università e industria per il trasferimento di alta tecnologia. A tal fine i temi trattati sono stati individuati proprio per soddisfare al meglio le emergenze su scala planetaria. Tra gli argomenti trattati si citano:

  • Argomento 1: Energia Rinnovabile Energia e ambiente; Cambiamento di fase, flussi e processi di trasferimento di energia; Ottimizzazione dei sistemi energetici; Celle a combustibile; Essiccazione e mezzi porosi; Stoccaggio dell'energia; Trasferimento termico e di massa; Gestione dell'energia.
  • Argomento 2: Modellistica dei materiali; Valutazione dei materiali; Caratterizzazione e comportamento dei materiali; Nanotecnologia; Materiali per biomateriali energetici e ambiente; Stoccaggio e conversione dell'energia.
  • Argomento 3: Matematica in fisica; Applicazione della meccanica quantistica su materiali; Metodi numerici e simulazioni applicati in Tecnologia; Teoria degli operatori e loro applicazioni in Fisica della scienza; Problemi di limite Fisica del plasma.

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La Fondazione Mediterraneo e la Federazione Anna Lindh Italia hanno sottoscritto tra i primi il “Manifesto di Assisi” e partecipato all’incontro di Assisi nel Salone Papale del Sacro Convento.
Tra gli interventi quelli del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi e del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. Tra i promotori del Manifesto ci sono il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, quello di Confindustria, Vincenzo Boccia, l'amministratore delegato Enel, Francesco Starace, e di Novamont, Catia Bastioli oltre al presidente della Fondazione Mediterraneo, Michele Capasso.
"Questo manifesto, che delinea quindi un prima e un dopo per le politiche ambientali in Italia, non poteva non partire dall'Umbria perché frutto della consapevolezza green che hanno sia Assisi sia questa regione" ha affermato il direttore della sala stampa del Sacro Convento, padre Enzo Fortunato.
L'Umbria, per la presidente Donatella Tesei, "rappresenta una regione dove, affrontando questi concetti, possiamo passare dalle parole ai fatti".
Quello del 24 gennaio ad Assisi è per Realacci un appuntamento sull'ambiente "più forte di quello del Forum economico mondiale di Davos" perché, ha spiegato, "il Manifesto di Assisi è una alleanza nuova e molto italiana che tesse una rete tra economia, cultura e ricerca con il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali del Paese".
Il presidente Michele Capasso, in occasione del trentennale della Fondazione Mediterraneo che coincide con la giornata odierna,  ha sottolineato l’importanza di passare da un “sistema di misure” ad un “sistema di valori” in cui “è assolutamente indispensabile costruire un'economia e una società più a misura d'uomo in grado di affrontare con coraggio la crisi climatica, grazie ad una nuova alleanza tra istituzioni, mondo economico, politica, società e cultura”.

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La Fondazione Mediterraneo, in partnership con accademie, università e vari Paesi del mondo, ha presentato al Museo della Pace - MAMT “LA REPUBBLICA DELLO SPAZIO”: un progetto di lunga portata  finalizzato a proteggere,  custodire, valorizzare e promuovere i patrimoni dell’umanità nelle principali categorie.

Viviamo in un momento difficile della nostra storia – ha affermato il presidente Michele Capasso – in cui la dimensione fluida sembra essere predominante: valori, cambiamenti climatici, arte, creatività, mestieri, memorie collettive e tanto altro sembrano non avere più significato e tutto appare in balia di un ‘onda “anomala” in grado di sconvolgere il mondo portando via tutto.
Per salvare l’immenso patrimonio materiale ed immateriale mondiale è necessario agire “Oltre” ed “Altro”: creando una dimensione reale al di fuori del nostro pianeta, nello Spazio appunto, dove proteggere, custodire, valorizzare e promuovere la parte più significativa dei patrimoni mondiali dell’umanità. Dal patrimonio artistico - a rischio di terremoti, alluvioni ed eventi climatici - alle memorie collettive immateriali, dai documenti più significativi della storia alle poesie, dagli antichi saperi alle nuove tecnologie: un elenco nutrito di cose da custodire  e proteggere, sia a livello immateriale che materiale”
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In occasione delle celebrazioni del trentesimo anniversario della nascita della Fondazione Mediterraneo – in programma per tutto il 2020 – sarà presentato in vari Paesi il progetto esecutivo ed i criteri generali de “La Repubblica dello Spazio”.

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