Tutti gli Eventi e le Iniziative || Anno per Anno

Grande emozione per il messaggio di un caro amico libanese del 10 luglio 2025 che inviava al Museo della Pace immagini di San Charbel: “Un Santo potente –  dice – che ha operato tanti miracoli e guarigioni e che lascerà un segno anche a Napoli”.
Due settimane dopo, il 24 luglio, in un momento di preghiera nella Chiesa di San Ferdinando a Piazza Trieste e Trento, San Charbel si è manifestato riempiendo l’ampolla di olio benedetto: poco prima era vuota.
In questo modo si è manifestato alla città di Napoli.

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Una delegazione di “Artisti in rete” guidata da Tiziana Capasso con membri provenienti da tutt’Italia ha visitato il Museo della Pace e la sede degli Stati Uniti del Mondo.
Accolti da Michele Capasso e Pia Molinari hanno espresso apprezzamento per il sito e per i nobili obiettivi dell’istituzione internazionale che raccoglie 181 Paesi e 16.00 organismi della società civile.
In questa occasione è stata proposta l’adesione di “Artisiti in rete” alla rete degli Stati Uniti del Mondo.

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Nel corso di un incontro tra Pia Molinari - responsabile del programma “Totem della Pace nel mondo” - e il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio Giuseppe Panico è stato concordato di restaurare l’opera monumentale anche alla luce del nuovo significato di “Simbolo degli Stati Uniti del Mondo”.

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Gli Stati Uniti del Mondo hanno attribuito il prestigioso “Premio Mediterraneo di Pace” 2025 alla “Città-martire” di Sarajevo, in occasione degli eventi celebrativi per l'assedio.
Il prestigioso titolo - il “Totem della Pace” dello scultore Molinari – é stato consegnato al sindaco di Sarajevo Predrag Puharić e sarà condiviso con la nuova amministrazione in occasione degli eventi in programma dal 16 al 18 ottobre 2025. La Consegna è stata fatta dal Segretario generale degli Stati Uniti del Mondo Michele Capasso e da Pia Molinari. Il sindaco Puharić ha espresso profonda gratitudine ricordando i forti legami esistenti tra la città di Sarajevo, Michele Capasso, la Fondazione Mediterraneo e gli Stati Uniti del Mondo con le visite dei precedenti sindaci nella sede di Napoli: tra tutte quella del 2003 del sindaco Muhidin Hamamdžić.

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Accompagnati da Amela Zec Filipović - funzionaria dell'ufficio cultura dell’Ambasciata d’Italia a Sarajevo – Michele Capasso e Pia Molinari hanno visitato la città vittima del più grande assedio dopo la seconda guerra mondiale.
Nella città “rinata” vi sono i segni del triste passato ma anche i progetti per un futuro di pace e di sviluppo condiviso.
In questa occasione vi è stato un commovente colloquio telefonico con Kanita Fočak: l’architetto guida e interprete della lingua italiana durante l’assedio, alla quale la Fondazione Mediterraneo ha dedicato il libro “Kanita” scritto da Federico Bugno.

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Nel corso di un incontro tra il sindaco di Sarajevo Predrag Puharić con il Segretario generale degli Stati Uniti del Mondo Michele Capasso e Pia Molinari – responsabile del programma “Totem della Pace nel mondo” – è stato stabilito di realizzare l’opera monumentale dello scultore Mario Molinari (del tutto simile, a quella in materiale ‘corten’ che ospita il Sacrario dedicato a Papa Francesco e inaugurata il 7 giugno 2025) da dedicare alle Madri vittime delle guerre nel mondo, iniziando dalle Madri di Srebrenica.
La proposta sarà formalizzata il prossimo 16 ottobre nel corso di un incontro internazionale che si svolgerà a Sarajevo.

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Grande emozione per il Segretario generale Michele Capasso, accompagnato da Pia Molinari, il ritorno alla Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia ed Erzegovina (NUBBiH: in bosniaco Nacionalna i univerzitetska biblioteka Bosne i Hercegovine): la biblioteca nazionale della Bosnia ed Erzegovina, che si trova nella città di Sarajevo.
“La prima volta sono venuto qui il 12 settembre 1992: era tutto distrutto – ha affermato commosso Michele Capasso – e le macerie erano ancora fumanti, causate nella notte tra il 25 e il 26 agosto  quando, durante l'assedio di Sarajevo, l’esercito della Repubblica Serba attaccò con bombe incendiarie e cannonate l'edificio della Vijećnica che ospitava la Biblioteca nazionale. L'attacco durò per tre interi giorni, mentre decine di vigili del fuoco, bibliotecari e volontari cercavano di mettere in salvo i duemilioni di libri dalle fiamme, nonostante i cecchini e le antiaeree continuassero a colpire l'edificio.
In quella occasione una giovane bibliotecaria, Aida Buturović, perse la vita a 32 anni dopo essere stata colpita da una scheggia di granata mentre cercava di salvare parte dei libri custoditi tra le mura della Vijećnica. Alla fine solo un decimo dei libri conservati nella Biblioteca nazionale riuscì a salvarsi dalle fiamme. Da quel momento la mia vita cambiò e decisi di profondere ogni mio sforzo, ogni mia risorsa per la Biblioteca distrutta e per le popolazioni della Bosnia ed Erzegovina. Definii quell’atto un ‘Genocidio della Cultura’”.
Ad accompagnare Michele Capasso e Pia Molinari nella visita al Museo ed alla sezione dedicata al Tribunale dell’Aja Amela Elezovic’ e Ismena Causevic’, testimoni della guerra e dello scempio della Biblioteca.
In questa occasione è stato deciso di dedicare uno spazio del Museo alle azioni della Fondazione Mediterraneo e degli Stati Uniti del Mondo in favore della Biblioteca di Sarajevo, a cominicare dall’iniziativa “Un libro per una biblioteca” e l’”Appello per la Biblioteca di Sarajevo” lanciato in tutto il mondo nel 1993.

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La cittadina di Srebrenica non è solo la memoria del più grande genocidio dell’Europa del XX secolo. È anche natura, turismo, speranza, futuro.
Michele Cpasso e Pia Molinari sono stati accompagnati da Hamdija Fejzić e Sadeta Suljić in un percorso di visita di Srebrenica, con particolare riferimento alle straordinarie fonti di acqua curativa famose in tutto il mondo.
E poi visita alla casa di Sadeta Suljić dove ci sono ancora i segni dei bombardamenti del 1995.

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In Bosnia-Erzegovina il Segretario Generale degli Stati Uniti del Mondo Michele Capasso e Pia Molinari - membro del board - hanno partecipato alla commemorazione del 30° Anniversario del genocidio di Srebrenica: uno dei capitoli più bui della storia dell'umanità.
Durante la solenne cerimonia commemorativa svoltasi presso il Centro Memoriale di Srebrenica-Potočari, Michele Capasso e Pia Molinari si sono uniti ai rappresentanti di tutti i Paesi del mondo per onorare la memoria delle 8372 vittime - in gran parte giovani bosniaci - brutalmente uccisi l'11 Luglio 1995.
"Sono più di 1.600 le vittime ancora da identificare e ciò rende queste commemorazioni un 'ETERNO FUNERALE' - ha affermato Michele Capasso - del quale l'Europa e l'Occidente sono responsabili. Oggi siamo qui per onorare le Madri di Srebrenica e proporre loro azioni concrete per ricordare sempre le vittime del genocidio ma anche per diffondere il dolore e la testimonianza di tutte le Madri di vittime innocenti: di qui la nostra proposta, accettata con riconoscenza, di dedicare il TOTEM DELLA PACE alle vittime del genocidio ed un Museo alle 'Madri di Srebrenica' da replicare in altri luoghi del Mondo teatri di guerre e massacri, dall'Ucraina a Gaza, dalla Siria al Sudan”.
La cerimonia è stata l’occasione di incontri informali con Miguel Àngel Moratinos, Alto rappresentante delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle Civiltà, con Antonio Costa, Presidente del Consiglio europeo, con Sayyid Nazar Al Julanda Majid Alsaid, Ambasciatore dell’Oman in Italia e Bosnia-Erzegovina ed altri.
Dopo la cerimonia si é svolto un incontro coordinato da Hamdija Fejzić - Presidente del comitato delle celebrazioni e presente a Napoli il 7 giugno 2025 per inaugurare il Sacrario dedicato a Papa Francesco - al quale hanno partecipato Munira Subašić e altre madri di Srebrenica, il direttore del memoriale e altre personalità della Bosnia-Erzegovina.
In questa occasione - dopo aver ricordato con commozione l'impegno di Michele Capasso e della Fondazione Mediterraneo sin dal 1994 per Srebrenica, Sarajevo e la Bosnia-Erzegovina - é stato concordato di realizzare il Totem della Pace dello scultore Mario Molinari - identico a quello dedicato a Papa Francesco a Napoli - in memoria delle vittime di Srebrenica.
Grande emozione l'abbraccio di Munira Subašić a Michele e Pia durante la cerimonia di attrazione a lei e alle Madri di Srebrenica del prestigioso titolo di "ALFIERI DELLA PACE" degli Stati Uniti del Mondo.

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Dopo aver deposto un fiore - insieme ai rappresentanti di vari Paesi sulla lapide del cimitero di Potocari che ricorda il genocidio dell’11 luglio 1995 - il Segretario generale Michele Capasso e Pia Molinari, insieme a Miguel Ángel Moratinos e altri presenti, hanno visitato il Memoriale ed il Museo di Srebrenica (situato di fronte all’ex complesso della Forza di protezione delle Nazioni Unite UNPROFOR) in ricordo delle vittime del massaccro.
Sotto la guida preziosa di Munira Subašić e delle altre madri, Nura Begović, Fadila Efendić, Šuhra Sinanović, Kadefa Muhić, Sadeta Suljić e di Hamdija Feizić sono state ripercorse le tappe fondamentali che ricordano il massacro di trent’anni fa.
Il museo presenta una mostra permanente sugli effetti personali ritrovati nelle fosse comuni. L’esposizione è arricchita da film informativi e documentari sugli eventi del genocidio. Dal 2017 è stata inoltre inaugurata una mostra riguardante il ruolo delle forze di pace olandesi presenti durante il massacro. Il museo è in fase di ampliamento e si sta formando un archivio con libero accesso a documenti sulla storia del genocidio.
Il cimitero, posto al di là della strada, presenta all'entrata il muro della memoria, delle lastre posizionate in semicerchio dove sono incisi i nomi delle 8.732 vittime del massacro di Srebrenica. Vi sono elencate sia le vittime sepolte nel cimitero sia le vittime ancora disperse.
All’entrata del sito vi è inoltre la Muṣallā, il luogo per la preghiera comune che precede la sepoltura delle vittime. Intorno all’area centrale si dispongono, a forma di petali di fiore, sette spiazzi di terra coperti quasi interamente da sottili lapidi bianche in ricordo delle vittime del genocidio. Il cimitero è in continua espansione, ed ogni anno vengono sepolti i corpi delle vittime ritrovate. Quest’anno sono state sepolte sette nuove vittime identificate.
Grande riconoscimento alla Fondazione per l’allestimento della mostra “Srebrenica-Sarajevo trent’anni dopo: per non dimenticare”.

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