Tutti gli Eventi e le Iniziative || Anno per Anno

È l’azione prioritaria degli “Stati Uniti del Mondo” costituita da una sede centrale e da una rete di sedi tematiche nei cinque continenti.
Il concept/progetto de “La Casa per la Pace” nasce nel 1999 nelle ambizioni degli Stati Uniti del Mondo, ponendosi come proposta complementare a sostegno delle iniziative già in essere.
Il concept - corredato da contributi specialistici tesi ad affermarne la realizzabilità risponde non solo alle concrete esigenze della sede centrale de “La Casa per la Pace”, ma contempla anche l’articolazione in una rete in progress di unità di dimensioni diverse strategicamente collocate in luoghi acutamente scelti. Ogni sede con la sua propria espressione, inedita, sempre con caratteri iconici e al tempo stesso paradigmatici sotto il profilo ecologico e funzionale, aperti al futuro. L’obiettivo fondamentale è quello di introdurre una rete di luoghi per la pace capaci di coniugare la memoria con il futuro: una memoria che non si limita al “ricordo della pace” ma si fa gesto, parola, responsabilità condivisa. Ciascuna sede sarà dedicata a un tema legato ai luoghi e alla memoria: il ricordo delle madri delle vittime, l’impegno per la conversione ecologica, il valore degli antichi mestieri e via dicendo.
Tutto questo si inquadra nel rapporto utopia/pace: un sogno, un’aspirazione, un’evoluzione, un ideale, una passione alla quale dedicare la vita, un lavoro costante per superare i limiti del reale e spostarsi verso un’azione non accessoria sulla quale occorre investire con convinzione resistendo ad ogni attitudine di scetticismo che, per fortuna, è ancora sconosciuta ai giovani, produttori del nostro futuro ed eredi di questa iniziativa di pace.

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Tutti noi fondatori degli STATI UNITI DEL MONDO e della FONDAZIONE MEDITERRANEO esprimiamo profondo cordoglio e battiamo le mani per la salita al cielo di Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte Costituzionale e membro della nostra istituzione.
Personalmente Franco è un amico caro, conosciuto da Francesco De Martino del quale fu suo assistente a partire dal 1955.
Le nostre vite si sono intrecciate in molteplici occasioni: dalla partecipazione alla Commissione per l’arbitrato nella ex Jugoslavia del 1993-94 alla predisposizione della “Costituzione degli Stati Uniti del Mondo” del 12 dicembre 1997: in quel giorno, nonostante la presenza di oltre duemila delegati di tanti Paesi, continuammo a parlare di articoli, di democrazia e di bioetica attirando la curiosità e l’attenzione anche dell’allora Principe Felipe di Spagna (oggi re Felipe VI).
Tra i tanti ricordi due dediche bellissime su due suoi libri: “F.De Martino storico” (1990) e “Tornare alle radici. Per la ricostruzione delle basi della democrazia” (2014).
Appresa la notizia c’è stato il desiderio, quasi la necessità, di ascoltare la sua voce: proprio nel giorno in cui Trump ha violato la sovranità del Venezuela e nel mondo si continua a calpestare ogni giorno ogni forma di diritto internazionale.
L’abbiamo fatto riascoltando un’intervista che Franco rilasciò due anni fa a Filippo Patroni Griffi - giudice costituzionale - nella quale ribadisce l’affievolimento del valore e della collegialità dell’Alta Corte e la necessità di tutelare, “comunque e dovunque”, i diritti dei cittadini attraverso una “nuova ricca umanità”.
Queste sue parole dovrebbero essere di monito in questo difficile periodo della storia in cui viviamo, ogni giorno, una carestia di umanità, di valori e di diritti.

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Grazie al cofinanziamento del PR Campania FESR 2021-2027 - Asse Prioritario 1 “Ricerca, Innovazione, Digitalizzazione e Competitività”; Obiettivo specifico: RSO1.3. Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi (FESR); Azione 1.3.1 - Misure a sostegno della competitività, innovazione e internazionalizzazione delle imprese; Dgr. n. 355 del 11/07/2024 “Programmazione di risorse a valere sul PR Campania FESR 2021-2027 per interventi in favore delle imprese culturali e creative; 
Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative - prende il via il progetto “LA CAMPANIA DELLE EMOZIONI 2025”.
Negli spazi già allestiti con il precedente progetto “LA CAMPANIA DELLE EMOZIONI” - nella centrale piazza Municipio 72 in Napoli, sede del Museo della Pace MAMT - troveranno fruizione ulteriori video emozionali dedicati all’Irpinia, al Sannio, alla Terra di Lavoro, al Miglio d’Oro, alle regge della Campania, ai Parchi della Campania e altri ancora: a conclusione saranno prodotti due spot di sintesi e un video emozionale con tutte le località dal titolo “Campania: duecento minuti di emozioni”.

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Dinanzi al suo mitico “Chalet Ciro”, c’è stato l’ultimo saluto a don Antonio De Martino: figura centrale, proprietario e anima dello storico chalet di Mergellina. 
Un caro amico della Fondazione, un visionario che ci ha accompagnato nei momenti difficili della nostra missione di pace, addolcendo con le sue prelibatezza momenti complessi di trattative di pace. Sempre pronto a intervenire di persona a incontri, cene e riunioni con Capi di Stato e di Governo, Ambasciatori, esponenti di organismi internazionali.
Straordinaria fu la partecipazione sua e del figlio Ciro alle celebrazioni dei 25 anni della nostra Fondazione insieme ai vent’anni degli Emirati Arabi Uniti per la diplomazia: il Grand Hotel di Roma diventò luogo dello Chalet Ciro e improvvisamente graffe, gelati e dolci invasero il qualificato pubblico: dall’allora presidente del Senato Pietro Grasso a S.E. Jamal Sanad Al Swaidi e tanti altri.
A un grappolo di foto affidiamo il ricordo non solo di un imprenditore di successo, ma di un vero e proprio custode della tradizione partenopea, capace di trasformare un piccolo presidio sul lungomare in un punto di riferimento globale per la gastronomia dolce. 
Il suo storico motto “I Make You Happy” (“Ti rendo felice”) resterà per sempre il simbolo di un’”Intelligenza artigianale” - come don Antonio amava definire la sua impresa – e lo Chalet Ciro continuerà a esistere nel segno della storia e dell’esempio di Antonio, mantenendo vivo quel profumo di saperi, tradizioni e storia che lo ha reso e lo renderà leggenda.   

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Il Segretario generale Michele Capasso ha partecipato alla cerimonia di commiato del presidente del TAR Campania Vincenzo Salamone.
In questa occasione – presenti le massime autorità civili, militari e religiose – è stato ricordato l’impegno del Presidente Salamone per favorire una giustizia amministrativa sempre di più al servizio dei bisogni della gente.

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Una delegazione di Ambasciatori degli “Stati Uniti del Mondo” e di membri della “Fondazione Mediterraneo” ha partecipato all’11 Forum globale dell’UNAOC avente come tema generale:
“UNAOC: due decenni di dialogo per l'umanità - Promuovere una nuova era di rispetto reciproco e comprensione in un mondo multipolare”.
“L'11° Forum Globale dell'UNAOC - ha affermato il segretario generale degli Stati Uniti del Mondo Michele Capasso - si è svolto in un momento storico critico, caratterizzato da divisioni sempre più profonde, conflitti diffusi in tutto il mondo e una fiducia sempre più scarsa nell'efficacia delle strutture di governance globale e del sistema multilaterale. Grazie all’alto rappresentante Moratinos e al suo staff è stato possibile realizzare un evento significativo importante in questo momento”.
Il Forum ha riunito leader politici, organizzazioni internazionali e regionali, leader religiosi e rappresentanti delle varie fedi, nonché esponenti del settore privato, della società civile, del mondo accademico, dei giovani, delle arti, dello sport e dei media, che hanno rinnovato il loro impegno comune a favore del dialogo, del rispetto reciproco e della comprensione.
L'UNAOC entra nel suo terzo decennio e il Forum è stata l'occasione opportuna per commemorare il 20° anniversario dell'UNAOC e tracciare il suo percorso futuro nella ricerca di una pace duratura.

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In occasione del 35° Vertice antimafia il presidente Michele Capasso ha donato ai partecipanti i libri “Diari di guerre-Bosnia” e “Raffaele, il sindaco”.

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Il presidente Michele Capasso ha dedicato a Paolo Borrometi - assegnatario nel 2015 del “Premio Mediterraneo Raffaele Capasso per la legalità” – una copia del volume “Raffaele, il Sindaco”.
Borrometi ha espresso emozione per la figura di Raffaele Capasso, di cui si conclude quest’anno il centenario dalla nascita.

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Un gruppo di giovani della Fondazione Grimaldi hanno visitato la sede degli Stati Uniti del Mondo e del Museo della Pace.
Accolti dal Segretario generale Michele Capasso hanno visto il video del decennale del Museo e ripercorso le tappe fondamentali dell’azione degli Stati Uniti del Mondo, visitando poi le collezioni più significative.

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Jal el Dib. Ospedale de la Croix. 2 dicembre 2025. Ore 9. Il Santo Padre arriva all’ingresso principale della residenza della Congregazione in auto. Le suore gli corrono incontro e una gli si stringe al collo. Suor Marie, insieme alla direttrice dell’ospedale, suor Rose Hanna, e alla superiora del Convento, suor Hiam El Badawi, accompagnano il Papa nel teatro e anche lì l’accoglienza è festante: in sala risuonano le zaghroutah, le urla – tipiche delle donne mediorientali – segno di felicità e di festa grande.
Suor Marie ringrazia il Pontefice per la sua presenza, che conferma l’amore di Dio per i più poveri tra i poveri, i più abbandonati e i più sofferenti; poi il ricordo del fondatore Abouna Yakub che affermava: “La mia religione è il Libano e i sofferenti”. Infine, ancora un ringraziamento al Santo Padre per essere “il ‘padre’ dei dimenticati, degli abbandonati e degli emarginati”.
Il Santo Padre riceve in dono 77 rosari fatti a mano dai pazienti poi ascolta le testimonianze e si commuove.
“Sono contento di incontrarvi, era un mio desiderio, perché qui abita Gesù: sia in voi ammalati, sia in voi che ne avete cura, le suore, i medici e tutti gli operatori sanitari e il personale”, esordisce in francese, assicurando che tutto il popolo dell’ospedale libanese è nel suo cuore e nelle sue preghiere. Anche il Papa ricorda la santità della vita del fondatore e la sua testimonianza portata avanti dalle suore Francescane della Croce.
Porto di Beirut. 2 dicembre 2025. Ore 9.30. Dopo le emozioni dell’Ospedale de la Croix ci troviamo tra le macerie del porto di Beirut, dove il 4 agosto 2020 una terribile esplosione causò più di duecento morti, settemila feriti e più di trecentomila sfollati, sconvolgendo il Libano e il mondo intero.
Qui il Papa viene a portare conforto a un dolore causato da una ferita ancora aperta per tutti.
Il Papa prega dinanzi al monumento in marmo che riporta, uno ad uno, i nomi dei morti. Depone una ghirlanda e saluta i sopravvissuti e i familiari delle vittime. Ognuno ha in mano fotografie dei parenti scomparsi. L’emozione è forte. Il Papa saluta uno a uno i familiari delle persone che hanno perso la vita, gesto semplice ma carico di vicinanza umana: davanti a un bambino si inginocchia e afferra la foto del papà che il piccolo tiene tra le mani. Una mamma lo abbraccia. Un momento di profonda commozione che segna una delle tappe simbolicamente più forti del viaggio in Libano del Santo Padre.
Beirut Waterfront. 2 dicembre 2025. Ore 10.30. L’impatto è potente. Migliaia di persone riempiono la spianata affacciata sul mare. L’altare è ospitato in una grande struttura bianca coperta e il Papa è circondato da tante scritte “Pace” che nelle principali lingue circondano la scritta più grande “Beati i costruttori di pace”: tema di questo primo Viaggio Apostolico.
Dopo la celebrazione papa Leone XIV rivolge quest’ultimo saluto alla folla:
“Cari fratelli e sorelle, in questi giorni, con il mio primo Viaggio Apostolico compiuto durante l’Anno giubilare, ho desiderato farmi pellegrino di speranza nel Medio Oriente, implorando da Dio il dono della pace per questa amata terra, segnata da instabilità, guerre e dolore.
Cari cristiani del Levante, quando i risultati dei vostri sforzi di pace tardano ad arrivare, vi invito ad alzare lo sguardo al Signore che viene! Guardiamo a Lui con speranza e coraggio, invitando tutti a incamminarsi sulla via della convivenza, della fraternità e della pace. Siate costruttori di pace, annunciatori di pace, testimoni di pace!...”.

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