Tutti gli Eventi e le Iniziative || Anno per Anno

Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” – guidata dal senatore Giuseppe Lumia – e delle sezioni autonome “Fondazione Mediterraneo” e “Kimiyya” - guidate da Eleonora Santilli e Giuseppe Antinolfi – hanno partecipato alla “Marcia della Pace Perugia - Assisi 2025”.
Promossa da Aldo Capitini nel 1961, da allora continua ad arricchire la nostra cultura della Pace e della Fraternità con valori, idee e impegni condivisi.
Oggi più che mai, questa marcia ci aiuta a riflettere sulla gravità delle guerre in corso e sulla necessità di promuovere insieme una pace globale e duratura.

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Pubblicato in italiano e inglese il volume “Diari di guerre. Bosnia” di Michele Capasso. È il primo di una collana che testimonia i principali conflitti del secolo scorso e di questo secolo.
Il “libro-diario” è la testimonianza di Michele Capasso e ripercorre la sua esperienza in Bosnia ed Erzegovina dal 1964 e fino ad oggi, raccontando episodi di amici, uomini e donne, che si sono riuniti in una grande “cordata d’amore” per azioni di solidarietà nei confronti delle popolazioni vittime di una guerra che ha causato centinaia di migliaia di vittime innocenti.
Il volume ha tra i protagonisti Predrag Matvejevic’, scrittore e saggista, che ha condiviso con l’autore i momenti più significativi a cavallo tra i due millenni, dal 1988 al 2017.
È il racconto di esperienze umane singolari, in un momento storico in cui il Mediterraneo assume, a cavallo tra due millenni, un’importanza strategica per il dialogo e la pace: con la Bosnia ed Erzegovina vittima di un conflitto simbolicamente rappresentato da Sarajevo e da Srebrenica, cittadina in cui l’11 luglio 1995 si è perpetrato il secondo genocidio del XX° secolo.
Guerra fratricida, epurazione etnica, urbicidio, memoricidio, genocidio: contro tutto quanto accadeva nella Bosnia ed Erzegovina e, in generale, nella ex Jugoslavia e nei Balcani, Michele Capasso agisce investendo ogni risorsa personale, invitando a non arrendersi come testimoniano le storie narrate in questo libro dove tutto è rigorosamente riscontrabile in documenti e immagini.
Il senso complessivo della narrazione è mettere in evidenza la grande forza che l’essere umano ha saputo sviluppare nel contrastare le avversità e il dolore, causato dalla guerra e dall’odio insensato, affrontando le avversità senza mai perdere la fiducia nel domani.
La presentazione in anteprima del volume si svolgerà a Sarajevo il 16 ottobre 2025 in presenza dei protagonisti e dei rappresentanti della Bosnia ed Erzegovina e delle principali istituzioni internazionali.

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Gli Stati Uniti del Mondo, con le sezioni “Fondazione Mediterraneo” e “Kimiyya”, partecipano all’evento “Il pensiero e la creatività femminile nel mondo islamico”. Pia Molinari, direttrice del Museo della Pace, sottolinea che “la creatività femminile nel mondo islamico rappresenta una risorsa per tutti noi”.

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Presentata la campagna “Libri per la pace” per iniziative di solidarietà in aree di guerra e disagio sociale.
La Fondazione ha reso disponibili libri rari e pregiati per raccogliere fondi da destinare ai più bisognosi.
Tra i primi ad aderire la società Artè.

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Mentre in Italia si prepara la manifestazione nazionale per Gaza che parte dalla Piramide e raggiunge Piazza San Giovanni, leggo un articolo del mio fraterno amico Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, che condivido parola per parola.
Nel testo scrive:
“L’umanità non deve finire a Gaza. È veramente difficile credere che esseri umani possano infierire su altri esseri umani, su più di due milioni di persone che hanno già sofferto, che sono morti, che stanno soffrendo la mancanza di diritti e di necessità vitali. Nessuno impedisce questa assurdità che toglie ogni dignità a chi la subisce e a chi la provoca. Dopo questa totale distruzione chi può giustificare tanto sangue e tanta sofferenza? Avrà fondamenta solide quello che sarà costruito sulla sofferenza e sulla morte? Non si comprende tanto accanimento su innocenti, indifesi, disarmati".
E continua:
"Non ci potrà essere nessuna comprensione e nessuna giustificazione a tanta disumanità, al silenzio complice, alle parole di circostanza. Da tempo bisognava disarmare le mani fratricide e fermare quel fuoco. In questo momento ho solo domande all'umanità che ha sconfitto la sua stessa natura e non risponde ai bisogni fondamentali della giustizia e della verità. Spero che la comunità internazionale si sia posta queste stesse domande mentre in silenzio, impotenti e attoniti assistiamo a questo ulteriore massacro e a questa disumana distruzione".

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Grande emozione oggi tra i visitatori del Museo della Pace provenienti dall’Italia e dall’America Latina.
In particolare grande commozione nelle Cappelle dedicate a San Charbel e a San Carlo Acutis e nella sezione dedicata a Pino Daniele.

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Nel corso di una cerimonia - in occasione del decennale dalla rifunzionalizzazione del Museo della Pace MAMT - è stato presentato il video emozionale “Il Museo della Pace dieci anni dopo”.
Hanno partecipato diplomatici e membri dei 181 Paesi degli Stati Uniti del Mondo.
In questa occasione è stato anche proiettato lo spot del video di 10 minuti realizzato in collaborazione con la RAI.
Il video è stato realizzato da “Phantasya Communication s.r.l.” con la collaborazione di enti e istituzioni coinvolti nelle riprese ad alta definizione: la Regione Campania ha cofinanziato il video nell’ambito dei contributi destinati ai Musei per l’anno 2025 (D.D. 99 e 102 del 13.06.2025).
In questo modo è possibile in trenta minuti avere consapevolezza dei principali percorsi emozionali del Museo, che attirano visitatori da tutto il mondo, oltre che vedere i principali documenti, oggetti e doni di Capi di Stato e di Governo al Museo.
Le 20 sezioni del Museo della Pace riguardano grandi tematiche quali l’ambiente, l’archeologia, l’architettura, l’arte, l’artigianato, la legalità, le migrazioni, la musica, le religioni, la storia e le tradizioni, il cibo, i grandi protagonisti della storia: da Pertini a Caponnetto, da Churchill a Kennedy, da Padre Pio a Madre Teresa, da Don Diana a Falcone, da Don Bosco a Borsellino e via per un lungo elenco.
Il Museo è “patrimonio emozionale dell’umanità” e dichiarato di interesse regionale ed internazionale. È dotato di mappe tattili per ipovedenti.

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La giornalista e scrittrice Barbara di Castri ha sottoscritto il “Manifesto Kimyya” per i diritti delle donne, esprimendo grande apprezzamento per l’iniziativa.

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Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” ha partecipato in qualità di Osservatori all’'ottantesima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite UNGA 80, svoltasi a New York dal 9 settembre al 30 settembre 2025, con il dibattito generale che si è tenuto dal 23 al 29 settembre.
La sessione ha celebrato l'ottantesimo anniversario dell'ONU e si è concentrata sul tema "Meglio insieme: 80 anni e oltre per la pace, lo sviluppo e i diritti umani. Sono stati organizzati anche eventi collaterali, tra cui il SDG Moment e un Climate Summit.
Il Segretario Generale SUM Michele Capasso ha ribadito la urgente necessità di rinnovare l’ONU per adeguarla alle sfide dei nostri giorni sottolineando come “Il 7 ottobre 2023, quando Hamas attaccò Israele, ha fatto esplodere tutto il sistema e il pseudo-ordine internazionale generatosi alla fine della Seconda guerra mondiale, andando ben oltre il conflitto israelo-palestinese e fra ebrei e musulmani. La razzia di quel 7 ottobre 2023 ha distrutto il mito dell’invincibilità israeliana con la reazione abnorme di Netanyahu che ha provocato decine di migliaia di morti a Gaza, in particolare bambini, vittime di un crimine contro l’umanità”.

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Abbiamo lanciato un appello urgente proprio in occasione dell'80° Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Chi ospita la sede delle Nazioni Unite ha negato il visto d’ingresso a uno Stato “osservatore permanente” per partecipare all’Assemblea delle Nazioni Unite.
Indispensabile trovare una sede rappresentativa che accolga tutte le istanze per l’indispensabile dialogo e confronto.
Gli “Stati Uniti del Mondo” rappresentano la soluzione ad uno stato di cose non più tollerabile anche attraverso una nuova immagine della sede.
Quella attuale delle Nazioni Unite esprime modalità obsolete del costruire: la nuova proposta avrà invece caratteri emblematici, giustamente non contestualizzati.

  1. Costruzione sferica di ca.150 m di diametro - come un grande mappamondo - poggiata al suolo su pareti in pietra che seguono il perimetro dell’“antartico”, raggiunta da navette in sottosuolo. Sommità lievemente incassata che riprende il perimetro dell’“artico”, adatta ad arrivi dal cielo.
  2. Tutti gli Stati del Mondo in bassorilievo sulle superfici opache (con nomi di città e regioni, senza confini, solo strade e legami che uniscono, incrementabili nel tempo grazie a dispositivi informatici). All’interno, in corrispondenza, ampie terrazze piantumate accessibili. Oceani e mari per 2/3 trasparenti e captatori di energia solare per produrre “idrogeno verde” adatto alle esigenze energetiche del complesso basato su ventilazione naturale, materiali autoriparanti (self-healing materials), riciclo integrale delle acque, principi di “biomimetica ecocenica”.
  3. All’interno spazi utili di grandezza analoga agli attuali (Secretariat ca.85.000 mq; General Assembly + Conference + Library ca.60.000 mq); presenza max ca.12.000 persone/giorno. Nell’intorno un parco e aree per il gioco dei più giovani cittadini del futuro. 

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