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18 Aprile 2026
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa agli eventi principali in Angola in occasione della visita di Papa Leone XIV.
A Luanda, il Papa parla alle autorità ricordando innanzitutto le vittime delle recenti inondazioni a Benguela. Evidenzia poi le "cicatrici" dello sfruttamento del Paese generate da "prepotenti interessi" predatori: "Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali porta con sé questa logica estrattivistica!". Nell'incoraggiare chi ha scelto il bene, la giustizia, la pace, la riconciliazione, Leone XIV chiede ai leader locali di non aver paura del dissenso.
L'Angola è un "mosaico coloratissimo" e in quanto tale va preservato da tutti i tentativi predatori che ne minano un armonico sviluppo improntato a giustizia e fratellanza. È il cuore del messaggio che il Papa, approdato in questa regione dell'Africa australe, consegna parlando - dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, João Manuel Gonçalves Lourenço -, a circa 400 persone, tra autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della società civile e della cultura riunite nel Padiglione protocollare del Palazzo presidenziale. Un incontro istituzionale 'riscaldato' prima da un corteo, sì, coloratissimo, che ha fatto da corona alla papamobile lungo il percorso, poi da un omaggio musicale dal tipico ritmo lento e coinvolgente della kizomba.
È sullo sfruttamento non etico delle risorse nel Paese che si concentra il Pontefice nel suo discorso, pronunciato in portoghese, dopo aver ascoltato le parole di benvenuto del Presidente che presenta un quadro problematico aggredito da quella che lui ha definito "una corsa sfrenata alle materie prime prese con la forza delle armi degli eserciti più potenti del mondo contro Paesi sovrani". Dal canto suo, Gonçalves Lourenço ci tiene a illustrare di fronte all'ospite d'onore l'attività del governo nel promuovere politiche sociali adeguate e nel provvedere a investimenti nell’ambito dell’approvvigionamento idrico, elettrico, nel garantire alloggi, posti di lavoro, una sanità, un’istruzione funzionanti. Consapevole che la sfida è complessa, il Presidente ribadisce l’impegno istituzionale a favore dei più poveri, guidato dalla lotta quotidiana contro disuguaglianze, indifferenza, esclusione sociale.
Una sfida complessa e difficile, sì, almeno a considerare quanto accaduto domenica scorsa quando la popolazione è stata colpita da gravi inondazioni che hanno causato una trentina di morti, e che hanno travolto le infrastrutture sommergendo interi quartieri. Oltre 34.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Il bilancio più drammatico a Benguela, affacciata sull'Atlantico, dove hanno perso la vita 23 persone. A queste, in particolare, si rivolge il pensiero del Papa, proprio all'inizio del suo discorso.
Leone afferma che il popolo angolano "possiede tesori non vendibili, né derubabili". Compiaciuto che ci sia ancora chi resiste a quello che definisce "l'inganno della ricchezza", le parole del Pontefice avvertono tuttavia sul rischio che gioia e speranza - virtù che chiama "politiche" - siano infiacchite e contaminate da vere e proprie distorsioni.

Per quattro giorni Villa Lais, uno dei parchi storici più amati del quadrante tra Appio Latino e Tuscolano, torna a riempirsi di libri, incontri, musica e parole: tra questi la presentazione del libri di Michele Capasso "Diari di guerre. Bosnia" e "Raffaele, il Sindaco".
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa agli eventi principali in Guinea Equatoriale in occasione della visita di Papa Leone XIV, giunto all’Aeroporto Internazionale di Malabo, sulla costa settentrionale dell’isola di Bioko, accolto con tutti gli onori dal Presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo; subito dopo ha raggiunto il Palazzo presidenziale accompagnato da due ali di folla coloratissime, in un turbinio di musica, bandiere, cappellini gialli.
Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” partecipa agli eventi principali in Camerun in occasione della visita di Papa Leone XIV. Il Papa incontra oltre centomila persone in rappresentanza del popolo del Camerun e di quell’Africa "saccheggiata", come l’aveva definita lui stesso ripetendo la domanda di Cristo ai discepoli nel brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci: è il Vangelo proclamato nella Messa a Douala, capitale economica con quattro milioni di abitanti, affacciata sull’oceano, a un’ora di volo da Yaoundé, che il Pontefice visita nel suo viaggio apostolico fra quattro nazioni del continente. In auto Leone XIV percorre l’arteria che taglia le bidonville che attanagliano l’Africa. Passa fra le baracche di legno e le famiglie che vivono sulla terra brulla. Poi arriva al "Japoma Stadium" nella cittadella dello sport targata “Coppa d’Africa” dove celebra l’Eucaristia. Il caldo è torrido. E con la papamobile attraversa la folla fra canti e balli. Nella liturgia Leone XIV cita l’interrogativo della Scrittura che, dice, oggi «è rivolto a quanti hanno la responsabilità sociale e politica di guardare al popolo e al suo bene». E hanno il compito di rispondere alla "fame della gente" che umilia gran parte dell’umanità, denuncia. " Fame di pace, di libertà, di giustizia», tiene a far sapere. E fame di "cibo" che viene "razionato per emergenza", "rubato per contesa", "sprecato da chi si ingozza davanti a quanti non hanno nulla da mangiare". L’alternativa all’ingordigia è il "miracolo" della "condivisione", come il Papa lo chiama nell’omelia pronunciata sia in francese, sia inglese. E avverte: "C’è pane per tutti se a tutti lo si dona. C’è pane per tutti se viene preso non con una mano che afferra, ma con una mano che dona".
A Napoli l’8 maggio 2026, benedicendo i visitatori del percorso emozionale dedicato a Papa Francesco - situato al piano terra della sede degli Stati Uniti del Mondo e del Museo della Pace - Papa Leone XIV ha stabilito un ideale collegamento con il suo predecessore e, in particolare, con le encicliche “Laudato sì” e “Fratelli tutti” promulgate da Papa Francesco.