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In occasione della Giornata mondiale per la Pace, il presidente della Fondazione Mediterraneo ha lanciato - come un ennesima bottiglia nel mare – un accorato appello per la pace in Siria e in Libia, riproponendo il testo diffuso nel settembre 2013 in occasione del Forum Civile Euromed di Bruxelles.
In particolare per la Libia, il presidente Capasso ha sottolineato il caos persistente nel paese ed il circolo vizioso che lacera le speranze di dialogo e di pace. “
Dal 2014 - si legge tra l’altro nel testo della dichiarazione di Capasso  - la Libia è immersa in una seconda feroce guerra civile. Il paese è diviso tra due governi che lottano per il controllo del potere e del petrolio. In tale lotta vi è un fattore di frammentazione particolare: il tribalismo. Tutti gli attori implicati – milizie, gruppi islamisti ed anche i due governi – cercano l’appoggio tribale. Ciò nonostante, l’impossibilità della Libia di divenire una nazione non è dovuta al tribalismo ma, al contrario, quest’ultimo si rinforza perché lo Stato è totalmente assente. Dall’altro lato, l’implicazione di paesi come il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti o l’Egitto rappresenta un ulteriore elemento chiave, al punto di parlare di una guerra regionale indiretta”.