EVENTI PRINCIPALI 2008-2022

La “Carovana della Pace” ha fatto tappa a Napoli, dinanzi al “Totem della Pace” dedicato a Papa Francesco, inaugurato il 7 giugno 2025 con le reliquie dei migranti morti nel mare, delle vittime delle guerre e dei bambini morti per fame.
Tante le riflessioni nel ricordo di Papa Francesco.
“Ci fa piacere essere qui dinanzi al ‘Totem della Pace’ perchè la pace è una conquista, ogni giorno hanno affermato i dirigenti ACLI nazionali – ed è inaccettabile quanto sta accadendo anzitutto in Palestina ma non solo”.
Per Michele Capasso, Segretario generale degli “Stati Uniti del Mondo” e presidente del Museo della Pace, l’incontro con la carovana della pace ha rappresentato un momento importante, che non poteva non fare tappa in questo luogo di alta significatività. Essere ospitato qui dove da quarant’anni esiste il simbolo della pace. Non bisogna trovare la via della pace, la pace è la via e la strada - aggiunge Capasso -. In quarant’anni abbiamo spesso messo insieme le varie parti per costruire un dialogo vero e concreto. In questo momento gli "Stati Uniti del Mondo" sono costituiti da 181 Paesi e da 16.000 organismi della società civile, stanno dando voce della testimonianza come atto di pace. Stiamo realizzando simboli in tutti il mondo dedicati alle madri dei bambini morti in guerra, morti per fame, alle madri ad esempio delle vittime di mafia e della criminalità organizzata, che con la propria testimonianza tutelano i valori fondamentali dell’umanità. 

Secondo il presidente delle Acli Metropolitane di Napoli, Umberto Cristadoro, "l’arrivo a Napoli della carovana è una tappa importante della marcia della pace di Assisi, Napoli è una città simbolica, ci sono tante etnie, genialità e contraddizioni ma dove la pace è radicata in modo forte". "Don Mimmo - le parole della direttrice della Caritas di Napoli suor Marisa Pitrella - ci ha richiamato a essere costruttori di pace, essere donne e uomini che non possono più stare fermi a guardare quello che sta accadendo ma che si sporcano le mani. La pace inizia già dalle nostre famiglie, nel nostro Paese e nelle nostre città. Dobbiamo costruire relazioni belle perché la pace non è solo giustizia ma è molto di più: è fraternità. Dobbiamo tutti insieme lavorare perché ognuno di noi possa mettersi in campo con il linguaggio, con le azioni, per costruire per essere Artigiani di Pace per costruire un mondo di fraternità per costruire la pace". Non così dissimile la riflessione di don segretario dell’arcivescovo di Napoli. Don Mimmo Battaglia "ha fatto una denuncia fortissima rispetto alle ipocrisie sulla pace, forte la testimonianza di padre Romanelli su Gaza. Una pace senza giustizia, non ci può essere e riguarda anche il lavoro come libertà e così si parametra anche il livello di giustizia e quindi di pace".