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CORDOGLIO PER LA MORTE DI MICHELE VORIA, MEMBRO DELLA FONDAZIONE ED AMICO

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Il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso, Pia e Jacopo Molinari, i componenti del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico Internazionale, i delegati delle sedi distaccate ed i direttori delle sezioni autonome si stringono a Nicole ed Antonio Voria per la perdita del caro marito e papà Michele.
Membro della Fondazione Mediterraneo, Sindaco di Rutino ed appassionato del Mediterraneo, Michele Voria condivise sin dall'inizio le finalità della Fondazione con iniziative - a partire dal 1994 - in favore delle popolazioni della ex Jugoslavia.
Desideriamo ricordare il suo essere "generoso" al servizio del Bene Comune.
In questa intervista la sua testimonianza sul "Totem della Pace" a Rutino, da lui fortemente voluto e che ora proporremo sia titolato a suo nome.

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VISITA ALLA MOSTRA “THE SAVAGES OF GERMANY. DIE BRÜCKE AND DER BLAUE REITER EXPRESSIONISTS”

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Il presidente Michele Capasso e la prof. Caterina Arcidiacono hanno visitato la mostra “The Savages of Germany. Die Brücke and Der Blaue reiter expressionists”.
Gli Espressionisti Die Brücke e Der Blaue Reiter offrono al pubblico estone un'occasione unica per vedere le opere d'arte più straordinarie di due importanti gruppi artistici del primo Novecento. Attraverso l'opera di Ernst Ludwig Kirchner, Emil Nolde, Vassily Kandinsky, August Macke, Franz Marc, Alexej von Jawlensky e altri, la mostra si concentra sulle innovazioni introdotte nella scena artistica dagli espressionisti. Gli espressionisti si dedicarono allo studio di grandi temi universali, come la relazione tra l'uomo e l'universo, attraverso vari mezzi artistici profondamente personali.
Die Brücke ("The Bridge" in inglese) era un gruppo artistico tedesco fondato nel 1905 a Dresda. Gli artisti di Die Brücke hanno abbandonato impressioni visive e temi idilliaci (tipici dell'impressionismo), desiderando descrivere il mondo interiore umano, pieno di polemiche, paure e speranze. I colori nei loro dipinti tendono ad essere contrastanti e intensi, le forme deformate ei dettagli ingranditi. Oltre alle varie scene della vita di città, un altro tema comune nell'opera di Die Brücke era lo scenario: quando viaggiavano attraverso la campagna, gli artisti videro l'opportunità di rappresentare gli stati emotivi dell'uomo attraverso la natura. Il gruppo si sciolse nel 1913.
Der Blaue Reiter ("Il cavaliere blu" in inglese) era un altro gruppo espressionista ed era attivo negli anni 1911-1914. Si è incentrato sugli emigranti russi (Vassily Kandinsky, Alexej von Jawlensky e altri) e artisti locali tedeschi (Franz Marc, August Macke e altri). I membri erano uniti nel loro desiderio di esprimere argomenti relativi all'universo, all'anima e al mondo degli spiriti. I colori forti erano importanti nel loro lavoro e ad ogni colore veniva assegnata una certa associazione spirituale o simbolista. Le opere di entrambi i gruppi hanno guadagnato consensi in Europa e i loro membri sono considerati i rappresentanti più importanti dell'espressionismo, uno dei movimenti artistici più significativi di sempre.
Oltre a presentare le opere dei principali autori dell'espressionismo tedesco, la mostra tenta di far luce sull'espressionismo come movimento artistico influente del primo Novecento che ha lasciato la sua impronta nell'arte estone dell'era post-prima guerra mondiale. Ado Vabbe, Peet Aren, Nikolai Triik, Konrad Mägi e altri hanno sperimentato la scena artistica tedesca direttamente durante i loro studi e viaggi, ma anche attraverso influenze espressioniste nella letteratura moderna, nel teatro e altrove. Il contesto della mostra consente allo spettatore di sperimentare la fruizione dell’espressionismo attraverso opere d'arte originali di artisti estoni, arricchendo la loro comprensione dell'espressionismo come un fenomeno dinamico, versatile e vitale che copre un'ampia area geografica.
La mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione con numerosi musei e gallerie d'arte tedesche. Le opere d'arte espressioniste di autori estoni provengono dalle collezioni del Museo d'arte dell'Estonia, dal Museo d'arte di Tartu e da collezioni private.
Il Museo della PaceMAMT si è proposto per ospitare parte dell’esposizione.

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VISITA AL MUSEO KUMU ED ALLA MOSTRA “I VIAGGIATORI: VIAGGI E MIGRAZIONI NELLA NUOVA ARTE DELL'EUROPA CENTRALE E ORIENTALE”

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Il presidente Michele Capasso e la prof. Caterina Arcidiacono hanno visitato il Museo Kumu e, in particolare, la mostra “I viaggiatori: viaggi e migrazioni nella nuova arte dell'europa centrale e orientale”.
È il racconto dei viaggi in una regione in cui la libertà di viaggiare è stata, fino a poco tempo fa, un lusso disponibile solo per pochi. La rivoluzione del 1989/1991 e la successiva apertura ai processi mondiali e di globalizzazione hanno consentito ai cittadini del blocco orientale di raggiungere una libertà senza precedenti. La nuova identità post-socialista della regione è stata dettata dalla partecipazione agli scambi internazionali tanto quanto dal nuovo ordine politico ed economico.
Per i due decenni successivi, il capitalismo e la globalizzazione ci hanno portato più lontano, più velocemente e più a lungo, fino a quando ci siamo abituati a pensare in termini di progresso con una sola direzione: avanti!
La mobilità accelerata è divenuta condizione definitiva, così come l'immobilità forzata era stata un fattore determinante per le precedenti generazioni di europei dell'Est. Oggi vediamo come quel momento è stato fondamentale per la storia europea moderna quanto eccezionale. La risposta dell'Europa ai rifugiati stranieri dimostra che la nostra partecipazione allo scambio globale era, ed è, prevalentemente a senso unico. Condividiamo volentieri i privilegi che abbiamo acquisito dopo la caduta del muro di Berlino e come conseguenza della nostra adesione all'UE siamo entusiasti di andare all'estero ma molto meno dell'accoglienza degli stranieri e dei profughi.
La mostra “I Viaggiatori” mette in evidenzia il valore arricchente del viaggio e contemporaneamente le tensioni che inevitabilmente sorgono tra la poetica dell'esperienza del viaggio e le situazioni politiche che lo condizionano. La mostra presenta la mobilità come la condizione ultima di oggi, così come l'immobilità forzata è stata la forza determinante per le precedenti generazioni di cittadini dell'Europa dell'Est - offrendo così una riflessione sul carattere delle identità post-comuniste contemporanee, formate all'incrocio tra i due.
Ventiquattro artisti contemporanei provenienti da quindici paesi dell'ex blocco sovietico e dell'ex Jugoslavia mostrano come persone, beni e idee fluiscono tra questa parte dell'Europa e altre regioni del mondo. Raccontano le storie di viaggi di vacanza e viaggi di migrazioni: storie dei confini chiusi durante l'Europa dell'era della Guerra Fredda divisa e dell'accelerazione guidata dal capitalismo del XXI secolo. Viaggiatori e migranti condividono le loro esperienze personali di spostamento tra varie lingue e contesti culturali attraverso una molteplicità di punti di vista particolarmente necessari nel momento di maggiore nazionalismo e sentimenti anti-immigrati in Europa oggi.
Tutti i lavori della mostra sono stati creati dopo il 2000 da artisti provenienti da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Russia, Serbia, Albania, Kosovo, Stati Uniti, Regno Unito ed Estonia. Due artisti estoni, Flo Kasearu e Karel Koplimets, hanno preparato nuovi progetti appositamente per The Travellers. La mostra include la grande installazione “Halka / Haiti 18 48'05''N 72 23'01''W di C.T. Jasper e Joanna Malinowska”, che è stata presentata per la prima volta nel padiglione polacco alla 56a Biennale di Venezia nel 2015. La maggior parte dei 24 artisti presenti nella mostra non è mai stata presentata in Estonia prima d'ora.
La mostra è accompagnata da un libro dello stesso titolo con contributi degli artisti e del curatore, pubblicato da Lugemik e progettato da Studio (Mikk Heinsoo e Kaarel Nõmmik).
Artisti: Adéla Babanová, Daniel Baker, Olga Chernysheva, Wojciech Gilewicz, C.T. Jasper e Joanna Malinowska, Flo Kasearu, Karel Koplimets, Irina Korina, Taus Makhacheva, Porter McCray, Alban Muja, Ilona Németh e Jonathan Ravasz, Roman Ondák, Tímea Anita Oravecz, Adrian Paci, Vesna Pavlović, Dushko Petrovich, Janek Simon, Radek Szlaga & Honza Zamojski, Maja Vukoje, Sislej Xhafa.

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SUD E GIOVANI, L'EVENTO DE “IL MATTINO”: AL MERCADANTE IL PREMIER GENTILONI CON ECONOMISTI, IMPRESE ED ESPERTI.

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Un'iniziativa aperta alla città e a tutti coloro che han voluto esserci: è questo il senso di “Avere vent'anni al Sud: le ragioni per restare e per tornare”, l'iniziativa promossa dal Mattino ed ospitata dal Teatro Mercadante di Napoli.
Attimi di tensione prima dell'inizio del convegno. Una ventina di manifestanti ha tentato di sfondare i cordoni di sicurezza delle forze dell'ordine protestando contro le riforme del governo, dal Jobs Act alla Buona Scuola, al grido di «Via da Napoli».
Motivi di sicurezza hanno poi suggerito di rinviare la successiva visita alla Fondazione Mediterraneo ed al Museo della Pace - MAMT che si trova a cento metri dal Teatro Mercadante.
Tre le sessioni di lavoro: la prima ha visto protagonisti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il rettore della Federico II Gaetano Manfredi, i presidenti di Confindustria Vincenzo Boccia, del CNR Massimo Inguscio e della Svimez Adriano Giannola, gli economisti Roberto Perotti e Gianfranco Viesti, il filosofo ed editorialista del Mattino Biagio de Giovanni. La seconda sessione è stata introdotta dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda con le discussioni di Marco Bentivogli (segretario generale Fim Cisl), Felice Delle Femine (direttore generale Bcp), lo startupper Adriano Farano, l'economista Oscar Giannino, Claudio Gubitosi, direttore Giffoni Film Festival, Francesco Guido, direttore generale Banco di Napoli, il filosofo Aldo Masullo, il presidente del Gruppo Getra Marco Zigon, e il responsabile di Digita Academy della Federico II Antonio Pescapè.
Alle 14.30 ila terza sessione con la relazione del ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, cui son seguiti gli interventi dell'editorialista del Mattino Massimo Adinolfi, di Dorina Bianchi per Ap, Mara Carfagna per Forza Italia, Maria Chiara Carrozza per il Pd, Stefano Fassina per Sinistra Italiana e Roberto Fico per i 5 Stelle, nonché dell'editorialista del Mattino Isaia Sales. Nel corso delle sessioni sono stati presentati video e testimonianze dal vivo di giovani meridionali che vivono sulla propria pelle l'incertezza del futuro da studenti, laureati o disoccupati.
Il presidente Michele Capasso ha espresso apprezzamento per l’iniziativa de “IL MATTINO” auspicando che ll focus sui giovaninon si spenga mai: su questo la Fondazione Mediterraneo è impegnata da 25 anni e lo sarà sempre, per restituire ai giovani speranza e futuro.

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GIGIO RANCILIO IN VISITA AL MUSEO MAMT

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Il giornalista de “L’Avvenire” Gigio Rancilio, accompagnato dalla moglie Luisa e dalla figlia Giulia, ha visitato in Museo della PaceMAMT esprimendo apprezzamento per l’iniziativa.

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ANNUNCIATI I VINCITORI DELLA DECIMA EDIZIONE DEL “MEDITERRANEAN JOURNALIST AWARDS”

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I vincitori della decima edizione del “Mediterranean Journalist Awards” sono stati annunciati dalla Principessa Rym Ali della Giordania nel corso della cerimonia di conferimento che si è svolta nei Parlamento europeo a Bruxelles. L'evento ha riunito giornalisti del Mediterraneo,  giovani leader di tutta la regione Euro-Med, la società civile e i rappresentanti delle organizzazioni internazionali.
I vincitori della decima edizione dei “Mediterranean Journalist Awards” sono stati selezionati durante la riunione dei membri della giuria che si è svolta lo stesso giorno. La Principessa Rym Ali è presidente della giuria così composta: Naglaa Emary, esperta dei media; Gisele Khoury, presidente della Samir Kassir Foundation; Robert Parsons, Senior editor di France 24; Paola Parri, vice segretario generale della COPEAM; Michael Thoss, Allianz of Civilization e Boyko Vassilev, televisione nazionale bulgara.

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CORSO DI FORMAZIONE SULL’ EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE GIORNALISTICA

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La Fondazione con il Museo della PaceMAMT ha ospitato il corso di formazione a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e di “Kompetere” dal tema “EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE GIORNALISTICA”.
Tra i relatori  Massimiliano Musto e Francesco Giorgino.
Il presidente Michele Capasso ha ospitato i partecipanti nel “Mercatino della solidarietà” dedicato alle donne siriane vittime della guerra ed all’”Oratorio S.Maria Mazzarello” di Torre Annunziata.

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APRE IL MERCATINO DELLA SOLIDARIETA’ IN FAVORE DELLE DONNE SIRIANE VITTIME DELLA GUERRA E DELL’”ORATORIO S. MARIA MAZZARELLO” DI TORRE ANNUNZIATA

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In presenza di Francesco Giorgino e dei giornalisti partecipanti al seminario di Formazione si è aperto al piano terra del Museo della PaceMAMT il “Mercatino della solidarietà”.
Prodotti di qualità donati da produttori sono a disposizione del pubblico. Le offerte saranno destinate alle donne siriane vittime della guerra ed all’Oratorio “S. Maria Mazzarello” di Torre Annunziata.
Il presidente Capasso ha ringraziato gli intervenuti e tutti quelli che hanno reso possibile questa inzizativa di solidarietà.

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RADUNO IN ONORE DI PINO DANIELE E RINO ZURZOLO

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Con il motto “Voglio ‘o mare”, una cinquantina di appassionati di Pino Daniele e Rino Zurzolo si sono radunati presso il Museo della Pace - MAMT per rendere omaggio al grande musicista napoletano ed al suo inseparabile amico.
Tante emozioni ed immersioni in musiche e canzoni indimenticabili.

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I PARTECIPANTI AL CORSO DI ECOGRAFIA IN VISITA AL MUSEO MAMT

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I partecipanti al “IV Corso di ecografia in urgenza emergenza” hanno visitao il Museo della Pace - MAMT esprimendo ammirazione per un luogo “non raro, ma unico”.
Accompagnati dal presidente Michele Capasso e dal presidente del Corso prof. Giuseppe Morelli Coppola si sono alternati i prof. Gianfranco Vallone, Roberto Farina ed i dott. Fiorella Palladino, Elvio De Blasio e Marco Garrone, dell’Ospedale Mauriziano di Torino.

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