Totem della Pace

Esempio delle adesioni ricevute.

Le istituzioni internazionali alle quali è stata proposta la realizzazione del “Totem della Pace” sono:

- Parlamento Europeo (Bruxelles)

- NATO (Bruxelles)

- Consiglio d’Europa (Strasburgo)

- Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (Malta)

- Lega degli Stati Arabi (Il Cairo)

- Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo (Riyad)

- Unione per il Mediterraneo (Barcellona)

- FAO (Roma)

- UNESCO (Parigi)

- Unione del Maghreb Arabo (Rabat)

- ONU (New York)

Le prime città italiane dove sarà realizzato il “Totem della Pace” sono:

Bari, Bologna, Cagliari, Capri, Cosenza, Firenze, Genova, Ispica, L'Aquila, Latina, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Rutino, Salerno, Trieste...

Le città del mondo alle quali è stata proposta la realizzazione del “Totem della Pace” sono le Capitali ed altre città che hanno confermato il loro interesse:


Abidjan, Alexandria, Algiers, Amman, Amsterdam, Antananarivo, Arles, Astana, Athens, Baghdad, Bahia, Bahrain,

Barcelona, Bari, Beirut, Belgrade, Berlin, Bogotá, Bologna, Bonn, Bora Bora, Brasilia, Bratislava, Brazzaville,

Brussels, Bucharest, Budapest, Buenos Aires, Cagliari, Calcutta, Cape town, Capri, Caracas, Chicago, Chisinau,

Copenhagen, Cosenza, Dakar, Damascus, Doha, Dubai, Dublin, Edinburgh, Fez, Firenze, Forio d’Ischia, Frankfurt,

Jerusalem, Gaeta, Geneva, Genova, Gothenburg, Graz, Hong Kong, Honolulu, Cairo, Ispica, Istanbul, Kabul,

Karachi, Kiev, Krakow, Kuala Lumpur, Kuwait City, L’Aquila, La Havana, La Valletta, Latina, Lecce, Lima, Lisbon,

Liverpool, London, Los Angeles, Ljubljana, Luxembourg, Madrid, Manila, Marrakech, Marseille, Melbourne,

Mexico City, Miami, Milano, Monaco, Monte Carlo, Montreal, Moscow, Mumbai, Murcia, Muscat, Nairobi, Napoli,

New York, Nicosia, Nouakchott, New Delhi, Osaka, Oslo, Palermo, Panama, Paris, Pecking, Pescasseroli,

Philadelphia, Podgorica, Prague, Rabat, Ramallah,Reykjavik, Riga, Rio de Janeiro, Riyadh, Roma, Rutino,

San Francisco, Saint Petersburg, Salerno, San Sebastiano al Vesuvio, Santiago of Chile, Sarajevo, Shanghai,

Singapore, Seville, Skopje, Sofia, Srinagar, Stockholm, Sydney, Tallinn, Tampere, Tartu, Teheran, Tirana, Tokyo,

Trieste, Tripoli, Tunis, Vancouver, Vatican City, Vernole, Vienna, Vigo, Vilnius, Warsaw, Washington, Zagreb,

Zurich,…

Mario Molinari – nato a Coazze (Torino) il 9 Marzo 1930 – inizia l’attività come direttore della cartiera Sertorio a Coazze per poi trasformarsi in pura essenza scultorea dopo tre anni di lezioni di disegno presso il Maestro Raffaele Pontecorvo. La sua scultura ad aggiungere mira a stimolare ironicamente l’anima facendo del colore un’arma, una potenza con la quale abbattere la realtà. La poliedricità dei soggetti e dei materiali espressa a 360 gradi porta le sue sculture alla massima espressione sfiorando la quarta dimensione.

Il vasto percorso artistico lo vede, a partire dagli anni Sessanta tra i protagonisti e fondatori del gruppo “Surfanta” di matrice surrealista.

Negli anni successivi ha avuto una presenza assidua in Gallerie, Musei e Fondazioni Europee ed Internazionali per poi esordire con interventi scenografici all’aperto.

Molinari è stato un pioniere di quella filosofia che porta l’arte letteralmente tra i piedi delle persone, che camminando per le strade incappano nelle sue imponenti opere monumentali in cemento armato colorato che, tra stupore e incredulità, si ergono per rendere giustizia alla natura umana insaziabile nella gioia di vivere.

Quei luoghi non preposti come ad esempio piazze, porti, fiumi (fiume Po – Mostra galleggiante 1994) ed ospedali accolgono Molinari in una simbiosi dove uno necessita dell’altro trovando nell’accostamento quella linfa oramai vitale.