EVENTI PRINCIPALI

Papa Leone XIV si è trattenuto due giorni a Barcellona, dal 9 all’11 giugno. Il primo giorno è stato dedicato alla preghiera dell’ora media e successivamente al discorso del Papa durante la veglia di preghiera allo Stadio Olimpico. Il giorno seguente (10 giugno) ci sono state invece la visita al centro penitenziario Brians 1 e la preghiera del Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, complesso monastico benedettino a circa 50 km da Barcellona, che custodisce all’interno la statua della Vergine di Montserrat, detta anche “La Moreneta”, proclamata patrona della Catalogna nel 1881 da Papa Leone XIII. Poi l’incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane nella Chiesa di San Agustì e la Messa celebrata nella Sagrada Familia (nel giorno in cui si celebrano i 100 anni dalla morte di Antoni Gaudì), con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo. 
“Sono emozionato per essere qui a Barcellona, città in cui sono iniziate le attività della Fondazione Mediterraneo quarant’anni fa - ha affermato il Segretario generale Michele Capasso - ma ancor di più mi ha colpito la forza di Papa Leone XIV quando ha affermato che ‘la Gratuità è superiore alla logica del profitto’”.
Il Papa è arrivato nello Stadio Olimpico "Lluís Companys" di Barcellona in serata per una veglia di preghiera e dialogo con alcuni giovani. Lo stadio, della capienza di 55mila spettatori, è pieno. Vicino all’impianto, Leone XIV ha benedetto una carovana di ambulanze e mezzi umanitari diretti in Ucraina grazie a un corridoio umanitario organizzato dalla suora domenicana Lucia Caram, del convento di Santa Chiara di Manresa, nota come Sor Lucia a livello internazionale per le sue iniziative umanitarie.

Dialogando con alcuni giovani nella veglia di preghiera allo stadio, il Pontefice ha detto: "Nelle nostre società, l'idolatria del profitto e del rendimento, la frenesia di dover sempre produrre ed essere vincitori, così come il culto della propria immagine, non sono altro che anestetici per addormentare la nostra coscienza e adattarla a una certa idea di società". 
"Quando le persone imparano a fermarsi, a dare valore alle cose importanti, ad apprezzare il tempo in modo nuovo e a riflettere sulla propria vita, sviluppano anche un pensiero critico nei confronti di un sistema sociale che non pone la persona al centro e provoca situazioni di ingiustizia e di povertà esistenziali a diversi livelli. Ecco perché l'inquietudine fa paura, così come la scoperta dell'interiorità, della spiritualità e ancor più del Vangelo", ha aggiunto. 
Il Papa ha anche esortato a “non giudicare le ‘notti’; né le notti della nostra vita, né quelle della Chiesa, né quelle della società che ci circonda. Nella notte, dobbiamo invece metterci in cammino, continuare a interpellare il Signore, aprirci al vento dello Spirito per accogliere la notte non più come segno di un fallimento, ma come inizio di una nuova vita”.
“In un altro passaggio del dialogo con i giovani durante la veglia di preghiera allo stadio – sottolinea il SG Michele Capasso – il Papa ha parlato anche dei femminicidi affermando che ‘Tante notizie di cronaca nera riflettono un clima avvelenato nei rapporti familiari, caratterizzato da abusi e oppressioni, e in particolare dalla violenza contro le donne, che purtroppo spesso sfocia anche in femminicidi. Siamo tutti chiamati ad affrontare questa drammatica realtà, sia personalmente che come società, perché spetta a noi affrontarla in tutte le sue dimensioni’”.
Nel suo primo discorso a Barcellona dalla Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, il Papa ha detto: “Il clima che siamo chiamati a diffondere nei nostri ambienti, nelle famiglie, nelle parrocchie, nei luoghi di lavoro e di formazione, negli ambienti di Curia e in ogni altro ambito di vita è un clima di famiglia, in cui si vive insieme, solidali, aperti, capaci di misericordia, di sacrificio, di attenzione reciproca, di perdono".