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29 Maggio 2026
Il Segretario generale, il Consiglio degli Ambasciatori, il Consiglio direttivo, i rappresentanti delle sedi distaccate, il Comitato scientifico internazionale e tutti i membri sono vicini alla moglie Sabah e ai familiari tutti per la scomparsa del caro Edgar Morin, grande filosofo ma, soprattutto, fraterno amico e riferimento della “Fondazione Mediterraneo” e degli “Stati Uniti del Mondo”.
Nel Comunicato predisposto per questa occasione si legge:
“Edgar Morin e Michele Capasso sono legati da un sodalizio culturale e intellettuale ultratrentennale, incentrato sulla promozione del dialogo, della pace e dell'idea di un futuro comune per i popoli del Mediterraneo. Il filosofo francese Edgar Morin e l'architetto e saggista Michele Capasso collaborano dagli anni '90 attraverso la Fondazione Mediterraneo, con sede storica a Napoli. Insieme ad altre personalità che l’hanno costituita con loro - da Predrag Matvejevic’ a Gerardo Marotta, da Oscar Nicolaus a Mauro Ceruti, da Massimo Cacciari a Umberto Eco - hanno lanciato numerosi appelli per la pace, tra cui quelli storici per le vittime della ex Jugoslavia e di Gaza.
Morin è membro di spicco del Comitato Internazionale degli "Stati Uniti del Mondo" ed ha guidato iniziative di alto profilo come la “Cattedra Averroès di Alti Studi Mediterranei - UNESCO” con sede a Marrakech.
Il legame con Capasso e i suoi sodali si fonda sulla condivisione dei principi della "complessità" elaborati da Morin, al punto che le due istituzioni hanno condiviso le attività del Centro Studi di Filosofia della Complessità "Edgar Morin".
Il rapporto tra Morin e Capasso unisce l'analisi sociologica e filosofica di Morin con l'azione diplomatica e culturale sul campo portata avanti da Michele Capasso, con costanti prese di posizione a difesa della fratellanza e contro i conflitti globali”.
Il legame si è ulteriormente rafforzato a Marrakech, dove Edgar Morin tenne una memorabile serie di lezioni dal 2 al 7 marzo 2000 - nell’ambito della “Cattedra Averroès” - dal titolo « Penser la Méditerranée, méditerranéiser la pensée ».
“Edgar - afferma commosso il Segretario generale Capasso - traeva energia anche dall'altra sponda del Mediterraneo. Per sfuggire al grigiore invernale, si trasferiva ogni inverno a Marrakech con la moglie Sabah, godendosi la serena dolcezza della vita. Da questa seconda casa ha mantenuto intatta la sua sete di conoscenza, continuando a seguire le notizie quotidiane e a rispondere ai messaggi, sotto lo sguardo fiero della moglie. Resiliente e appassionato di Storia, riassumeva così il suo insaziabile appetito intellettuale: ‘A Parigi o a Marrakech, non ho mai smesso di essere curioso del mondo di cui sono un atomo’”.
