EVENTI PRINCIPALI
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01 Dicembre 2025
Harissa. 1 dicembre 2025. Ore 11.30. Il Papa è preso dall’atmosfera e dalla bellezza del Santuario che non nasconde nemmeno quando indirizza il saluto ai presenti dicendo “Buongiorno” in arabo:
“Carissimi fratelli nell’Episcopato, sacerdoti, religiosi e religiose, fratelli e sorelle, buongiorno! Buongiorno! Con grande gioia vi incontro durante questo viaggio, che ha per motto 'Beati gli operatori di pace' (Mt 5,9). La Chiesa in Libano, unita nei suoi molteplici volti, è un’icona di queste parole, come affermava san Giovanni Paolo II, tanto affezionato al vostro Popolo”.
Nel Santuario vi sono tanti amici che alla fine riusciamo in parte a salutare. Tra essi il patriarca dei latini di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa, sorpreso di vederci in questa occasione e commosso per l’accoglienza riservata al Papa.
Beirut. Piazza dei Martiri. 1 dicembre 2025. Ore 16.00. Prendiamo posto sulle sedie in fondo da dov’è possibile avere una suggestiva visione con lo sfondo all’esterno della Moschea. L’allestimento è scenografico: la base centrale con la scritta “Pace” in più lingue, l’albero d’ulivo e altri dettagli che simboleggiano la pace.
Dopo i saluti ai rappresentanti delle varie confessioni religiose papa Leone XIV rivolge questo indirizzo di saluto ai partecipanti all’incontro:
“Cari fratelli e sorelle, sono profondamente commosso e immensamente grato di poter essere tra voi oggi, in questa terra benedetta: una terra esaltata dai profeti dell’Antico Testamento, che contemplarono nei suoi cedri imponenti emblemi dell’anima giusta che fiorisce sotto lo sguardo vigile del cielo…”.
Bkerké. 1 dicembre 2025. Ore 17.45. Il Papa giunge frastornato dai precedenti incontri ma viene subito “alimentato” dall’ “onda positiva dei giovani” che lo accarezza con suoni, grida, invocazioni.
Dopo aver ascoltato canti, balli e visto danze, dopo alcuni interventi dei rappresentati dei giovani papa Leone XIV legge il suo indirizzo di saluto:
“Assalamu lakum! (la pace sia con voi). Cari giovani del Libano, assalamu lakum!
Questo è il saluto di Gesù risorto (cfr Gv 20,19) e sostiene la gioia del nostro incontro: l’entusiasmo che sentiamo nel cuore esprime l’amorevole vicinanza di Dio, che ci riunisce come fratelli e sorelle per condividere la fede in Lui e la comunione fra di noi… Guardiamo a quanti esempi stupendi ci hanno lasciato i santi! Pensiamo a Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, due giovani che sono stati canonizzati in quest’anno santo del Giubileo. Guardiamo ai tanti santi libanesi. Quale bellezza singolare è manifesta nella vita di santa Rafqua, che con forza e mitezza resistette per anni al dolore della malattia! Quanti gesti di compassione ha compiuto il Beato Yakub El-Haddad, aiutando le persone più abbandonate e dimenticate da tutti! Quale luce potente proviene dalla penombra in cui decise di ritirarsi san Charbel, lui che è divenuto uno dei simboli del Libano nel mondo! I suoi occhi sono raffigurati sempre chiusi, come per trattenere un mistero infinitamente più grande. Attraverso gli occhi di san Charbel, chiusi per vedere meglio Dio, noi continuiamo a cogliere con più chiarore la luce di Dio. È bellissimo il canto a lui dedicato: “O tu che dormi e i tuoi occhi sono luce per i nostri, sulle tue palpebre è fiorito un grano d’incenso”.
