MAMT||Museo Mediterraneo dell' Arte, della Musica e delle Tradizioni

Michele Capasso, Pia Molinari e Jacopo Molinari sono intervenuti al Forum svoltosi presso la Facoltà di Economia UNSA di Sarajevo, in particolare alla tavola rotonda dal tema "AI & ART" Come l'IA trasforma l'arte?"
Moderati dalla Prof.ssa Amila Akagić, ETF UNSA, 12 relatori provenienti da università e centri di ricerca internazionali si sono confrontati sull'argomento.L'IA è ovunque, ma comprendiamo veramente il suo impatto sulla nostra società e sul futuro che stiamo plasmando? In questo panel, ci concentriamo specificamente sull'arte, poiché rimane uno degli specchi più sinceri del cambiamento sociale. L'arte rivela non solo ciò che la tecnologia consente, ma anche cosa significa per noi come esseri umani. L'obiettivo di questo panel è quello di aprire uno spazio per uno scambio aperto e riflessivo, riunendo le prospettive di accademici, esperti di etica e artisti.
La discussione si è basata su tre dimensioni chiave: tecnologia, responsabilità etica e futuro dell'espressione umana. Attraverso le voci dei dodici relatori è stato evidenziato come l'intelligenza artificiale stia già plasmando la nostra realtà e influenzando la pratica artistica, sfidando al contempo i presupposti prevalenti sul suo ruolo, i suoi limiti e le scelte che ci troviamo ad affrontare come società che si muove verso il futuro.
L'intelligenza artificiale si è affermata come una forza trasformativa in quasi tutti i settori della vita moderna, rimodellando le strutture economiche, le interazioni sociali e i quadri etici. Si dice spesso che "l'intelligenza artificiale è solo uno strumento: tutto dipende da come la si usa". Ma è davvero così? L'intelligenza artificiale può sostituire il carboncino, un pennello, una macchina fotografica, una macchina da stampa, uno strumento musicale o un sintetizzatore, strumenti che storicamente hanno reso possibile l'arte in un dato momento?
Ormai milioni di persone in tutto il mondo hanno sperimentato l'IA. Alcuni sono rimasti colpiti dalla sua velocità e dall'apparente creatività, altri sono rimasti delusi o turbati dai suoi limiti, e altri ancora si rifiutano del tutto di impegnarsi. Queste reazioni rivelano che il nostro rapporto con l'IA non è puramente tecnico: è emotivo, culturale e profondamente umano. L'IA non entra in uno spazio neutrale; entra in tradizioni, valori e idee consolidate su autorialità, competenza ed espressione.
"Piuttosto che offrire risposte definitive, il panel ha invitato alla riflessione - ha affermato Michele Capasso - Cosa cambia quando la creazione diventa mediata da algoritmi? Dove inizia e finisce l'intenzione umana? E come possiamo preservare lo spazio per l'ambiguità, la vulnerabilità e il significato in un futuro sempre più plasmato da sistemi intelligenti?", ha concluso.