2018

Il presidente della Turchia Recep Tayyp Erdoğan è in visita a Roma per un solo giorno: con moglie, figlia ed alcuni ministri.
Ha incontrato Papa Francesco, il presidente Sergio Mattarella, il premier Paolo Gentiloni ed alcuni imprenditori che operano in Turchia. Contrastanti le valutazioni tra proteste, speranze e misure di sicurezza eccezionali.
Sul tappeto i problemi di sempre: diritti umani, guerra con i Curdi, contrasto alla laicità dello Stato e via per un lungo elenco.
“Una lunga serie di occasioni perdute - commenta il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso, che con il presidente Erdoğan ha avuto numerosi incontri a partire dal 2005 - che avrebbero potuto incidere sul processo della nostra storia. Quando il presidente Erdoğan venne a Napoli presso la sede della nostra Fondazione nel settembre 2005 (accompagnato da molti ministri ed in presenza dei massimi rappresentati delle istituzioni europee) chiese la collaborazione alla Fondazione per una rapida adesione della Turchia all’Unione europea. In quella occasione elencammo una serie di priorità e dettagliammo le cose da fare: a partire dai diritti umani, dalle donne, dal rispetto delle diverse culture e via per un elenco di 20 punti contenuti nel nostro programma “Grande Mediterraneo” che lo stesso Erdoğan allora apprezzò (ved. intervista a “IL MATTINO”). Nessuna di quelle raccomandazioni è stata poi realizzata. A conclusione di quell’incontro ed in altri svoltisi negli anni successivi fino al 2015 allertammo il presidente Erdoğan sul rischio di una deriva autoritaria che avrebbe potuto stravolgere il processo democratico e l’adesione della Turchia all’UE. I fatti degli ultimi anni ci hanno dato ragione”.