Prix Méditerranée pour la "Paix"  - 2017
à
Madre Yvonne Reungoat
Supérieur général de l'Institut des Filles de Marie Auxiliatrice - Salésiens de Don Bosco

"Pour l'activité en faveur de la paix et de la concorde entre les peuples du monde, menée à la tête des Filles de Marie Auxiliatrice (FMA), spécialement où règnent la guerre et la pauvreté: précisément dans ces endroits les FMA constituent, souvent , le seul point de référence pour les hommes et les femmes appartenant à différentes religions Mère Yvonne Reungoat, avec son expérience de missionnaire dans les lieux les plus nécessiteux du continent africain, a la conscience de la joie et de la simplicité pour aider les autres et ressentir "Famille": un lieu où, grâce au charisme de Don Bosco et à l'exemple de Mère Mazzarello, il est possible, chaque jour, de donner de l'espace à cette "Créativité d'Amour" qui constitue l'instrument de mise en œuvre du charisme salésien; avec humilité et complicité et avec espoir chez les jeunes, producteurs de notre avenir ".

La remise du Prix
Naples, 09 novembre 2017

Prix Méditerranée pour la "Paix" - 2014
a Barack Obama

Presidente degli Stati Uniti, USA

Per i suoi straordinari sforzi finalizzatii a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli. Per il suo continuo sostegno ad una visione di un mondo libero dalle armi di distruzione di massa. Coerentemente con la sua politica – affermatasi già durante il suo primo mandato – Barack Obama sostiene il dialogo e la cooperazione fra tutti i popoli, indipendentemente dalle etnie, dalle religioni e dalle politiche nazionali. In particolare, ha tracciato e sostenuto nuove relazioni tra il mondo Musulmano e l’Occidente, sulla base di interessi comuni, di reciproca comprensione e rispetto.
Durante il suo mandato, il presidente Obama ha continuato la sua ferma azione in difesa dei diritti umani e della democrazia, come pure ha sostenuto misure efficaci per combattere il cambiamento climatico del Pianeta. Oggi continua a sostenere con forza il processo di pace in Medio Oriente e nel Grande Mediterraneo.

La remise du Prix
Naples, 13 janvier 2014

Prix Méditerranée pour la "Paix" - 2014
a Ernesto Olivero

Fondatore Sermig, ITALY

Per la creazione del Sermig, un luogo di pace e di educazione dei giovani per la pace.
Con la sua fede e la sua tenacia ha realizzato migliaia di progetti per aiutare i più deboli in tutto il mondo. É un esempio di come un uomo può agire con la forza della fede per il bene di tutta l'umanità.

La remise du Prix
Naples, 02 octobre 2014

Prix Méditerranée pour la "Paix" - 2013
all'Isola di Lampedusa

ITALIA

Per l’alto valore simbolico dell’accoglienza, dell’integrazione e della coesistenza con migliaia di diseredati - in cerca di dignità, vita e futuro - con i quali gli abitanti di Lampedusa hanno intrecciato rapporti di solidarietà e amicizia, costituendo un grande meticciato di civiltà.
Per l’azione svolta in favore dei diritti umani e della difesa dell’ambiente naturale quale strumento di dialogo e cooperazione tra i Popoli.

La remise du Prix
Lampedusa, 01 juillet 2013

PREMIO MEDITERRANEO DI PACE - 2012
Majallie Whbee
Vice Presidente Assemblea Parlamentare del Mediterraneo
ISRAELE

Per l'impegno profuso nel promuovere il dialogo tra Israele e Palestina all'interno dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, affrontando con equilibrio e verità storica i problemi antichi ed attuali che impediscono il processo di Pace, nella consapevolezza che quest'ultimo costituisce l'unica via percorribile per due Popoli in due Stati: destinati dalla Storia e dalla Geografia a coesistere sulla stessa Terra.

La remise du Prix
Malta, 13 Octobre 2012

PREMIO MEDITERRANEO DI PACE - 2012
Taysser Quba'a
Vice Presidente Assemblea Parlamentare del Mediterraneo
PALESTINA

Per l'impegno profuso nel promuovere il dialogo tra Israele e Palestina all'interno dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, affrontando con equilibrio e verità storica i problemi antichi ed attuali che impediscono il processo di Pace, nella consapevolezza che quest'ultimo costituisce l'unica via percorribile per due Popoli in due Stati: destinati dalla Storia e dalla Geografia a coesistere sulla stessa Terra.

La remise du Prix
Malta, 13 Octobre 2012

PREMIO MEDITERRANEO DI PACE - 2011
S.E. CARDINALE CRESCENZIO SEPE
Arcivescovo Metropolita di Napoli, ITALIA

Per l’impegno profuso nel promuovere il dialogo tra culture e civiltà con il coinvolgimento dei giovani. In particolare è stato l’artefice del XXI° Incontro Internazionale Interreligioso per la Pace dal tema “Per un mondo senza violenza, religioni e culture in dialogo” svoltosi a Napoli dal 21 al 23 ottobre 2007. Il Cardinale Crescenzio Sepe ha, poi, il merito di aver istituito, per il 2011, un “Giubileo Speciale” per Napoli, affidando a tutti i cittadini il compito della rinascita della città.

La remise du Prix
Naples, 20 mai 2011

ANDRE' AZOULAY - 2010
Consigliere del Re del Marocco e Presidente della Fondazione Euromediterranea "Anna Lindh" per il Dialogo tra le Culture, MAROCCO

Ha testimoniato l’importanza del dialogo tra le culture, della mutua comprensione e della coesistenza nella giustizia sociale e nella democrazia. Oggi continua la sua azione a favore della pace nella regione del Grande Mediterraneo testimoniando che non c’è pace e rispetto delle differenze senza la tutela dei diritti della persona. È tra i promotori di un vero dialogo tra il Mondo Arabo‑Islamico e quello dell’Occidente.

La remise du Prix
Naples, 13 juin 2010

 

MAHMOUD DARWICH - 2009
Poeta palestinese, PALESTINA

Comunemente considerato come “il poeta della Pace”, “il poeta della causa palestinese” o della Resistenza palestinese - ha saputo fuggire dall’esiguità del campo tematico che offriva la poesia di resistenza, trasformando poco a poco in miti gli oggetti più familiari della terra perduta, trattando così la Palestina come una metafora della condizione umana. La sua poesia già potentemente lirica si alimenta velocemente di un soffio epico prodigioso, dispensato essenzialmente attraverso l’evocazione intelligente di figure storiche o mitiche attinte da tutte le culture. Il lavoro ingegnoso sulle immagini, e le formule colme di efficacia, permettono a Mahmoud Darwich di darsi, e di dare alla Palestina l’identità rubata loro con il sogno della Pace. Ma la sua poesia sviluppa soprattutto una riflessione profonda e dolorosa sulla memoria, sull’esilio in tutte le sue dimensioni, e, oltretutto, a partire dagli anni ‘90, scava profondamente nel vivo dell’estraneità, dell’alterità e della morte. Sostituto della patria confiscata, la scrittura è altamente rivendicata come principio dell’esistenza e ancor più, come “sopra-vita”. La poesia acquisisce a questo punto pienamente il suo senso di dimora (bayt). Mahmoud Darwich, con la sua poesia, ha saputo promuovere la Pace nel mondo e nell’area Euro Mediterranea.

La remise du Prix
Gaeta, 27 mars 2009

 

CARMINE NARDONE - 2008
Presidente della Provincia di Benevento, ITALIA

Per la sua azione politica e scientifica in favore della Provincia di Benevento, grazie alla quale è stato possibile elevare il territorio sannita a polo di eccellenza tecnico ed economico in ambito euromediterraneo. Attraverso la creazione di una scuola internazionale di diagnostica ambientale, ha realizzato un vero laboratorio di pace nel quale giovani provenienti da 30 Paesi del Grande Mediterraneo si sono riuniti in una nuova dimensione delle tecnologie avanzate in cui i servizi satellitari dallo spazio sono resi ad esclusivo servizio dell’umanità.

La remise du Prix
Naples, 4 janvier 2008

 

SHIRIN EBADI - 2007
Premio Nobel per la Pace, IRAN

Grande Prima donna giurista in Iran, premio Nobel per la pace, si è distinta per il suo impegno per i diritti umani, per la democrazia, per il rispetto delle donne e dei bambini. La sua ferma opposizione alla cultura patriarcale che, nel mondo e nel Mediterraneo, nega i diritti delle donne costituisce un punto fermo per un futuro di pace fondato sull’eguaglianza di genere. La sua azione è rivolta specialmente in favore dei bambini, speranza dell’ umanità, affinché crescano in un universo relazionale, emotivo ed affettivo dove non vi sia né violenza né sopraffazione. La sua figura di praticante musulmana è emblema dell’antica tradizione di accoglienza e rispetto dell’Altro propria della cultura dell’ Islam e contraddice immagini stereotipate di cui i media sono creatori e divulgatori. Il suo impegno per la costruzione del dialogo attraverso la ricerca di valori condivisi è monito e guida all’azione comune per la creazione di un Grande Mediterraneo di pace e prosperità.

La remise du Prix
Naples, 5 mars 2007

 

PREMIO MEDITERRANEO DI PACE - 2006
Parrocchia di S. Giorgio Maggiore 
Parrocchia di S. Maria della Sanità 
Parrocchia Resurrezione del Signore 
ITALIA

Per l’impegno svolto a favore della Pace e della Solidarietà sociale nelle aree emarginanti di una grande metropoli, qual è la città di Napoli, laddove si esacerbano i conflitti dovuti alla povertà e alla disuguaglianza di risorse e opportunità.

La remise du Prix
Naples, 4 janvier 2007

 

ASSOCIAZIONE "MARSEILLE ESPERANCE" - 2004
Presidente Jean Claude Gaudin, FRANCIA

L’originalità e l’esemplarità nella promozione del dialogo interreligioso senza frontiere, riunendo i rappresentanti delle religioni e delle credenze praticate dagli abitanti della città focena, costituiscono l’azione meritoria di questa Associazione.

La remise du Prix
Naples, 28 mai 2004

 

padre ELIAS CHACOUR - 2003
Cristiano, Arabo e cittadino d'ISRAELE

Sacerdote a Ibillin, un piccolo villaggio della Palestina, Elias Chacour, cristiano, arabo e cittadino d’Israele, è uno dei pochi testimoni viventi di una coesistenza, oggi impossibile, nel medio Oriente. È un uomo che, malgrado l’amarezza che potrebbe suscitare in lui la storia del suo Popolo, si batte strenuamente e quotidianamente per la riconciliazione di questi due “fratelli di sangue”, gli Israeliani e i Palestinesi. Tra le sue sfide, quella di costruire la pace senza mai cedere davanti a coloro che continuamente la distruggono. La sua opera inizia da una scuola, da lui fondata a Ibillin, dove 4500 bambini e studenti palestinesi, musulmani o cristiani, e giudeo – israeliani apprendono insieme. È su questi banchi che la missione di Elias Chacour prende forma: costruire una terra di pace dove possano vivere, insieme e in pace, i figli di Dio, fratelli che oggi si sbranano a vicenda. È un messaggio d’amore e un’arringa appassionata in favore della pace quella che Chacour indirizza ai suoi fratelli palestinesi e israeliani, non per convertirli alla sua religione, ma per mostrargli una possibilità concreta e tangibile di condivisione di pace e di vita. Chacour è un “altro uomo di Galilea” che parla dal profondo della sua sofferenza e della sua sapiente esperienza.

La remise du Prix
Naples, 14 mars 2003

 

alla memoria di MARIAGRAZIA CUTULI E JULIO FUENTES - 2002
Giornalisti uccisi in Afghanistan, ITALIA-SPAGNA

La guerra. Groviglio di torti e passioni, di infamie e grandezze. Come uno strappo nel tessuto che a stento millennio dopo millennio dal primo lontano antenato agli albori di quella riflessione e coscienza che pose regole e leggi a frenare l’istinto, reprimere l’egoismo, invenire una concezione del bene, legare nel mutuo ausilio con valori generali e comuni e ci ha reso meno transeunti nel gran mare dell’essere per la traccia che vi persiste, si rinnova nel presente, perpetua nel futuro e segna un’identità più alta di quella biologica. Uno strappo in cui nella lotta di forza contro forza la civiltà tragicamente costruita si fa come incerta e a momenti vacilla. E loro là, i corrispondenti di guerra, senza odio né parte, a testimoniare coraggi e viltà, esempi di compassione o di abusi, di generosità e di bassezze, senza pregiudizio alla ricerca di quella verità che ciascuno dei contendi travisa. Là per fondare su quella verità una migliore comprensione degli uni e degli altri, delle sofferenze di chi gli uni e gli altri subisce, mettere in questione le certezze opposte e gettare le basi di un nuovo intendimento che ponga fine alle ostilità, stabilisca una nuova pace, possibilmente più giusta. Per questa comprensione, per questo futuro migliore e più umano, là: tenaci, senza risparmio, senza fuga dal rischio. Senza appoggio, se non quello lontano dei giornali che li hanno inviati a una missione più difficile del combattimento, quasi sempre più oscura. Là, inermi tra gli armati, sereni tra le passioni, arditi senza baldanze, determinati più dei combattenti. Là, sempre un passo più avanti e dove la lotta è accesa, convinti e decisi. Fino al sacrificio come Maria Grazia Cutuli e Julio Fuentes di cui ci riportano i corpi mutilati e il telefonino spezzato. Non si è spezzata la loro voce che qui raccogliamo, il loro messaggio che qui ripetiamo nel loro nome.

La remise du Prix
Naples, 4 janvier 2002

 

LEAH RABIN - 2001
ISRAELE

Leah Rabin è stata una grande donna israeliana: una donna che ha lottato per la pace, capace di toccare i cuori con una voce chiara, sincera, con la sua speranza in un futuro migliore, con il suo ottimismo contagioso.

 

La remise du Prix
Naples, 4 janvier 2001

 

alla memoria di S.M. HASSAN II - 2000
Re del MAROCCO

Il Marocco, nonostante abbia gran parte delle sue coste sull´Atlantico, è autenticamente mediterraneo. Non soltanto perché da Tangeri a Oujda si estende la costa marocchina bagnata dal Mediterraneo, ma perché la cultura del Marocco è fondata su quell´umanesimo che ha fatto dell´uomo la misura del mondo: un umanesimo universale, come hanno sottolineato molti pensatori ed artisti. Uno di questi scrisse: ´Se l´umanità è destinata a sopravvivere, la civiltà di domani, così come quella di ieri, dovrà essere costruita sulle fondamenta delle grandi tradizioni umanistiche e classiche del Mediterraneo. Questo termine Mediterraneo è spesso utilizzato solo dal punto di vista geografico, riducendo così il suo valore universale´. Dall´alto della città di Tangeri una linea blu divide le acque dell´Oceano da quelle del Mediterraneo; queste ultime sembrano avventurarsi nell´Atlantico alla ricerca di altri continenti da fecondare con la cultura e le antiche tradizioni. Questa linea di divisione - nel Corano Marajou AI Bahrein - è la rappresentazione forte dell´attitudine del genio mediterraneo a trasmettere la nostra antica immortale cultura al mondo intero: un´attitudine che S.M. Hassan II ha costantemente alimentato, dalla Sua ascesa al trono fino ad oggi, continuando l´opera di unità nazionale iniziata da Suo padre Mohammed V. Il Suo grande merito è stato quello di sostenere il processo di democratizzazione verso cui ha saggiamente indirizzato il Suo Paese: quest´azione resterà nella storia come pilastro principale della Sua vita politica. Accettando questa sfida, Egli ha smentito tutti coloro che sostenevano un´assoluta incompatibilità strutturale tra l´Islam e la Democrazia. Istituendo, per la prima volta nel mondo arabo e nella riva sud del Mediterraneo, la pratica dell´alternanza democratica, S.M. Hassan II ha offerto non solo al popolo marocchino ma a tutti i popoli arabi e musulmani un esempio di fierezza e di speranza. Per molto tempo, in questo ambito, si sono confusi fini e mezzi a vantaggio di un pluripartitismo formale incapace di costruire un´esperienza democratica. L´alternanza, al contrario, è l´unico indiscutibile parametro in grado di assicurare un pluralismo concreto e fondato sui bisogni reali della gente. Nel Suo libro autobiografico Egli ha descritto una parabola che si è diffusa nel tempo: ha comparato il Suo Paese ad un albero che estende le proprie radici nella terra africana - nutrendosi delle antiche tradizioni - e le proprie foglie verso l´Europa, dispensatrice di modernità. Per svilupparsi questo albero deve legare le due rive del nostro mare comune, come braccia che li raccolgono e le uniscono, come un ponte ideale. Maestà, nel momento in cui le più alte intelligenze del Mediterraneo Le assegnano questo premio, ci uniamo a loro certi che questo alto riconoscimento viene conferito non solo al massimo esponente del mondo maghrebino ma anche all´insieme dei popoli del Maghreb che, grazie alla Sua opera, possono sperare in un futuro fondato sulla pace e sul rispetto delle diverse identità".

La remise du Prix
Naples, 5 janvier 2000

 

LAMBERTO DINI - 1999
Ministre des Affaires Etrangères, ITALIE

Il Le Ministre Dini a dirigé l’action de l’Italie en vue de préparer et réaliser la réunion ministérielle euro-méditerranéenne des 3 - 4 juin 1998 à Palerme, qui a permis de faire renaître la confiance dans les principes et dans le programme d’interventions prévus dans la Déclaration de Barcelone du 28 novembre 1995. En réaffirmant la priorité absolue du partenariat euro-méditerranéen pour la promotion dans la région d’une aire à prospérité partagée, le message de Palerme a indiqué comme ligne directrice l’engagement solidaire en vue de contraster et éliminer les causes de l’instabilité, qu’elles soient de nature politique, économique, sociale et culturelle. Le Ministre Dini, en tant que partisan de la notion de stabilité globale, a contribué à faire retenir cette ligne d’action qui pourra accélérer les efforts visant a élaborer le plus tôt posible une Charte euro-méditerranéenne pour la paix et la stabilité. Conformément à cet objectif, le Ministre Dini a joué le rôle de défenseur et protagoniste de la relance du dialogue avec la Libye même en vue de contribuer à créer des conditions favorables pour révoquer les sanctions imposées par le Conseil de Sécurité à l’égard de ce Pays. Il est important que le dialogue soit poursuivi avec patience par toutes les Parties et qu’il soit approfondi avec une grande compréhension réciproque dans le but souhaité de réinsérer la Libye de plein droit dans les efforts visant à renforcer la paix et la stabilité dans la région. Dans le même esprit qu’à Palerme et dans le but de soutenir l’effort pour parvenir à une paix générale en Méditerranée, la visite du Ministre Dini à Alger en juillet 1998 a donné un apport spécifique important, en se révélant un témoignage concret du dialogue visant à une coopération plus étroite avec un Pays si durement frappé par une tragique violence terroriste.

La remise du Prix
Naples, 5 janvier 1999

 

KIRO GLIGOROV - 1998
Président de la République de MACEDOINE

Grande figure de l’antifascisme européen et de la guerre de libération dans les Balkans, Kiro Gligorov est l’homme politique qui, par son action et son prestige dans la Fédération yougoslave, a réussi à contenir la tragique dérive des régimes européens similaires. Par son action et par ses écrits il a toujours défendu les principes des droits de l’homme, de l’égalité des citoyens, de l’expression démocratique, même lorsque ces idées étaient tout à fait minoritaires.
Ce Prix veut reconnaître la clarté de vues, la cohérence et détermination politique, le courage que Kiro Gligorov a toujours montrés, dès la constitution de la nouvelle situation yougoslave de l’après guerre en affirmant les mêmes idées directrices même lorsqu’elles n’étaient pas conformes à la politique courante. Par ces idées et par ces principes il a fait de la Macédoine un exemple ».

La remise du Prix
Naples, 5 janvier 1998