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Tutte le Attività

INCONTRO CON FILIPPO SCIANNA ED I BUDDISTI DELL’ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA

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Si è svolto nella sede della Fondazione Mediterraneo – Museo della Pace un incontro con l’avv. Filippo Scianna, direttore dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, da 35 anni uno dei più prestigiosi istituti buddisti d’Europa.
Il direttore Scianna ed i partecipanti hanno espresso ammirazione per il Museo della Pace e per l’”atmosfera” emozionale che si respira nei veri percorsi.

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CORDOGLIO PER LA MORTE DI FRANCO RIZZI

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Il Presidente Michele Capasso ed i membri tutti della Fondazione Mediterraneo esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Franco Rizzi, storico segretario generale di UNIMED, membro fondatore della Rete Italiana della Fondazione Anna Lindh dal 2004 e compagno di tante battaglie per il dialogo, la pace e la cooperazione tra i popoli.
In occasione della recente scomparsa di Predrag Matvejevic’, membro co-fondatore della nostra Fondazione, il prof. Franco Rizzi lo aveva salutato con questo messaggio, ripreso da uno scritto di Matvejevic’, che qui condividiamo in memoria dei due nostri grandi Amici:
Il mare e la sponda, le isole nel mare e i porti sulla sponda, le immagini che ci offrono gli uni e gli altri cambiano nel corso dei peripli e durante gli approdi. Il Mediterraneo rimane lo stesso, noi invece no.

Ciao, Caro Franco!

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IL RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI CON GLI AMBASCIATORI DI PANAMA E GUATEMALA IN VISITA AL MUSEO DELLA PACE

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime – accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera, ha visitato il Museo della Pace - MAMT ed i percorsi emozionali dedicati a “DON BOSCO IL POTERE DELL’AMORE”.
Ad accogliere il Rettor Maggiore e gli ospiti il presidente Michele Capasso, l’on. Claudio Azzolini e Pia Molinari.
Ha partecipato alla visita Serena Angioli,  assessore al Mediterraneo, ai  fondi europei ed ai giovani della Regione Campania.
Il Rettor Maggiore ha espresso il proprio apprezzamento e ringraziamento, a nome di Don Bosco, per questo luogo unico che diffonderà, ancor di più, il messaggio di Don Bosco nel mondo. Particolare emozione è stata espressa durante i percorsi dedicati a Don Peppe Diana, Pino Daniele e Raffaele Capasso.
Gli Ambasciatori di Panama e Guatemala hanno assicurato il coinvolgimento dei rispettivi Paesi in iniziative di Pace da svolgersi con la Fondazione Mediterraneo.

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MUSEO DELLA PACE: INAUGURATO AL PIANO TERRA IL PERCORSO EMOZIONALE DEDICATO A “DON BOSCO E I GIOVANI”

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Centinaia di giovani delle scuole Don Bosco ed immigrati accolti nelle Case-famiglia hanno inaugurato, con il Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime, il percorso emozionale dedicato a “Don Bosco e i giovani” nei locali al piano terra del Museo della Pace - MAMT, prospicienti Piazza Municipio.
Dopo aver scritto sulle lavagne digitali i propri nomi e vari messaggi, i giovani ed i migranti si sono raccolti intorno al decimo successore di Don Bosco in un caldo abbraccio di condivisione e di amore.

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IL RETTOR MAGGIORE CON LA FAMIGLIA SALESIANA RIUNITA INTORNO AL TOTEM DELLA PACE DI MOLINARI

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco,  Don Ángel Fernández Artime, con  rappresentanti della Famiglia Salesiana - dal Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana Don Mauro Mantovani all’Ispettore IME Don Pasquale Cristiani alle Figlie di Maria Ausiliatrice - si sono riuniti intorno al “Totem della Pace” dello scultore Mario Molinari: il Simbolo che la Fondazione Mediterraneo sta diffondendo in tutto il mondo.
In questa occasione il Rettor Maggiore ha reso omaggio all’opera monumentale, simbolo dei migranti e della solidarietà.

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INAUGURATA LA “SALA DON BOSCO” DEL MUSEO DELLA PACE

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime - accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera -  ha inaugurato la “SALA DON BOSCO” del Museo della Pace: dodici videowall connessi con la Famiglia Salesiana in tutto il mondo che costituiscono un hub multimediale comprendente video, immagini, musiche, collegamenti in tempo reale ed altri strumenti ipertestuali con l’alta tecnologia 4k: l’obiettivo è diffondere l’opera di Don Bosco in ogni parte del mondo, apprezzata in più occasioni da Papa Francesco ed unanimemente riconosciuta, specialmente da coloro che hanno vissuto l’esperienza educativa, umana e sociale del “Santo dei giovani”.

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INAUGURATO IL MUSEO DEDICATO A “DON BOSCO IL POTERE DELL’AMORE”

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime – accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera -  ha inaugurato il Museo della Pace dedicato a “DON BOSCO IL POTERE DELL’AMORE”: dodici percorsi emozionali attraverso i 5 piani del Museo dove con video e strumenti ipertestuali sono raccolti i messaggi di Don Bosco ed i momenti essenziali dell’azione della Famiglia Salesiana in 132 Paesi del mondo.
Ad accogliere il Rettor Maggiore e tanti rappresentanti della Famiglia Salesiana - dal Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana Don Mauro Mantovani all’Ispettore dell’Italia Meridionale Don Pasquale Cristiani fino alle rappresentanti delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei cooperatori - il presidente della Fondazione Michele Capasso, Pia molinari e Claudio Azzolini.
Presenti alla cerimonia il delegato del Magnifico Rettore dell’Università Federico II Gilberto Sammartino, l’assessore alla Regione Campania Serena Angioli, l’Assessore al Comune di Napoli Annamaria Palmieri ed i rappresentanti di istituzioni militari, civili e religiose.

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MUSEO DELLA PACE: IL RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI BENEDICE LA CAPPELLA DEDICATA A DON BOSCO CON LE RELIQUIE DEL “SANTO DEI GIOVANI”

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Nel corso di una solenne cerimonia, il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco - Don Ángel Fernández Artime – con l’ispettore dei Salesiani del Sud Don Pasquale Cristiani, il Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana ed altri rappresentanti della Famiglia Salesiana (Figlie di Maria Ausiliatrice, Cooperatori, ecc.)  ha benedetto la Cappella del Museo della Pace dedicata a Don Bosco che custodisce la reliquia del “Santo dei Giovani”.
“Un momento di grande emozione - ha dichiarato il presidente della Fondazione Meditrraneo Michele Capasso – che ha reso immenso un piccolo spazio grazie al cuore ed al carisma di Don Bosco”.

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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ORATORIO SALESIANO VIRTUALE E DEL FILM “DON BOSCO IL POTERE DELL’AMORE” DI MICHELE CAPASSO

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime – accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera -  ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione dell’Oratorio Salesiano virtuale: uno spazio con videowall e sistemi di comunicazione multimediale che racconta il percorso educativo di Don Bosco ed interagisce con i Salesiani di tutto il mondo.
Ad accogliere il Rettor Maggiore e tanti rappresentanti della Famiglia Salesiana - dal Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana Don Mauro Mantovani all’Ispettore dell’Italia Meridionale Don Pasquale Cristiani fino alle rappresentanti delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei cooperatori - il presidente della Fondazione Michele Capasso, Pia molinari e Claudio Azzolini.
Presenti alla conferenza stampa il delegato del Magnifico Rettore dell’Università Federico II Gilberto Sammartino, l’assessore alla Regione Campania Serena Angioli, l’Assessore al Comune di Napoli Annamaria Palmieri ed i rappresentanti di testate giornalistiche e televisive.

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IL RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI DI DON BOSCO E LA FAMIGLIA SALESIANA PREGANO NELLA CAPPELLA DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE MAGGIORE DOVE DON BOSCO CELEBRÒ MESSA IL 30 MARZO 1880

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime - accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera -  insieme ad esponenti della Famiglia Salesiana, giovani delle scuole salesiane e migranti accolti dai Salesiani nelle Case-Famiglie ha pregato nella Cappella della Chiesa di San Giuseppe Maggiore dove Don Bosco celebrò l’unica messa al Sud il 30 marzo del 1880.
In questa occasione il Rettor Maggiore ha ringraziato la Fondazione Mediterraneo e Michele Capasso per aver reso possibile questo incontro e questo momento di preghiera in occasione dell’apertura del Museo dedicato a “DON BOSCO IL POTERE DELL’AMORE”.

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IL RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI DI DON BOSCO E LA FAMIGLIA SALESIANA RENDONO OMAGGIO ALL’URNA CON LE RELIQUIE DEL MIGRANTE IGNOTO CUSTODITA NEL “TOTEM DELLA PACE” DELLO SCULTORE MOLINARI.

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Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco Don Ángel Fernández Artime - accompagnato da Don Horacio Lopez e dagli Ambasciatori presso la Santa Sede di Panama, Miroslava Rosas Vargas, e di Guatemala, Alfredo Vàsquez Rivera -  insieme ad esponenti della Famiglia Salesiana, giovani delle scuole salesiane e migranti accolti dai Salesiani nelle Case-Famiglie ha reso omaggio e deposto una corona d’alloro dinnanzi all’urna con le reliquie del Migrante Ignoto, custodita nell’opera monumentale “Totem della Pace” dello scultore Mario Molinari nel porto di Napoli.
Tanti i giovani impegnati in attività di aiuto e di solidarietà presenti. Tante le testimonianze: come quella di Amir, che dal Bangladesh è giunto in Italia e nell’oratorio ha trovato il sostegno, la sicurezza ed anche un futuro.
“Questo è un giorno molto speciale - ha affermato Don Ángel Fernández Artime – perché, oltre a rendere omaggio al Migrante Ignoto ed all’opera di Molinari,  abbiamo l’opportunità di continuare a scrivere pagine vere e insieme: con la società, con la Fondazione Mediterraneo, con i giovani”.

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IL MAROCCO RICONOSCE LA LIBERTÁ DI RELIGIONE

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L’Alta Commissione per gli Affari Religiosi del Marocco, incaricata di emettere fatwa (sentenze islamiche), ha annullato la sua precedenza sentenza secondo la quale la conversione religiosa costituisce un reato punibile con la pena di morte. Ai musulmani è ora riconosciuta la libertà di scegliere il proprio credo.
Nel 2012 l’Alta Commissione per gli Affari Religiosi pubblicava un libro nel quale esponeva la propria posizione circa l’apostasia. Attingendo da una diffusa tradizione giurisprudenziale, si sosteneva che un musulmano intenzionato a cambiare la propria religione dovesse essere punito con la morte.
Recentemente, tale posizione è stata contraddetta da un nuovo documento pubblicato dallo stesso organo religioso intitolato “La Via degli studiosi”. Fondamento della decisione di annullamento della sentenza, il documento ridefinisce i principi dell’apostasia. Quest’ultima non è più vista come una questione di fede ma piuttosto come una posizione politica facente parte della categoria dell’alto tradimento.
Nella “Via degli studiosi”, l’Alta Commissione si tuffa nel passato e suggerisce che un tempo il contesto dell’apostasia e la sua punizione era prevalentemente pragmatico e politico. Le guerre di apostasia erano condotte in linea con lo sforzo di mantenere lo Stato di nuova costituzione unito contro ogni tipo di divisione interna. Pertanto, precisa che l’interpretazione più accurata e più coerente con la legislazione islamica e l’esempio del Profeta è che l’uccisione dell’apostata riguardi essenzialmente il traditore del gruppo, colui che fuggendo dall’Islam mette in pericolo la Umma (comunità islamica) rivelandone i segreti ai suoi nemici; ossia l’equivalente di tradimento in diritto internazionale.
Di conseguenza, la parola del Profeta “chi cambia religione, uccidetelo”, deve essere interpretata come riguardante colui che lascia la propria religione e abbandona il proprio popolo.
Eppure, l’idea secondo cui l’apostata non deve essere ucciso non è nuova per l’Islam. Infatti, al tempo dell’Accordo di al-Ḥudaybiyya, lo stesso Maometto ha osservato tale disposizione affermando che a chiunque fosse diventato musulmano e rinunciasse ad esserlo sarebbe stata concessa la possibilità di ritornare alla Quraysh, all’epoca il più potente nemico dell’Islam.
Il comitato ecclesiastico infine nota anche che in diversi casi il Corano parla di apostasia e di una punizione nella vita a venire, non in quella presente. Ad esempio, al capitolo 2 versetto 217 si legge: “[…] E chi di voi rinnegherà la fede e morirà nella miscredenza, ecco chi avrà fallito in questa vita e nell’altra. Ecco i compagni del Fuoco: vi rimarranno in perpetuo”.
La decisione, che ha seguito un ragionamento politico piuttosto che religioso – afferma il presidente Michele Capasso soddisfatto per la decisione -  è sicuramente significativa e rivoluzionaria per la società marocchina. I cristiani, che rappresentano una piccola minoranza in Marocco – a maggioranza musulmana – tirano un sospiro di sollievo. Dopo anni di minacce di persecuzioni, le minoranze religiose più vulnerabili possono ora liberamente scegliere a quale Dio rivolgere la propria preghiera”.

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SALESIANI E SUORE FMA DELL’ISPETTORIA MERIDIONALE IN VISITA AL MUSEO DELLA PACE - DON BOSCO

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Un gruppo di Salesiani e di Suore FMA dell’Ispettoria Meridionale Salesiana provenienti dalle regioni del Sud Italia hanno visitato in anteprima il Museo della PaceDon Bosco esprimendo compiacimento per la realizzazione dell’Oratorio Salesiano Virtuale.
In particolare sono stati proiettati sui grandi schermi i video più significativi dei 12 percorsi emozionali: dalla visita di Papa Francesco a Valdocco al video “Don Bosco, il potere dell’amore”.

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NAPOLI: URBAN PARTICIPATION AND CO-CREATION HUB

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Si è svolto a Napoli il convegno internazionale coordinato dalla prof. Caterina Arcidiacono – Università Federico II e Coordinatrice del Community Psychology Lab.

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LA FEDERAZIONE ANNA LINDH ITALIA RICORDA PREDRAG MATVEJEVIC’, MEMBRO DEL “GRUPPO DI SAGGI” DI PRODI PER LA FONDAZIONE ANNA LINDH

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La Federazione Anna Lindh Italia Onlus ha ricordato Predrag Matvejevic’ nel giorno della sua scomparsa: in modo particolare il suo ruolo di membro del “Gruppo di saggi” istituito dall’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi per indirizzare l’azione della futura “Fondazione euro mediterranea Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture”.
Il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso e la vicepresidente Caterina Arcidiacono - cofondatori con Matvejevic’ dell’istituzione con sede a Napoli -  hanno sottolineato l’importanza degli incontri di Alessandria in cui Predrag Matvejevic’ con Romano Prodi tracciò le linee direttive culturali e politiche su cui andava costruito in quell’epoca la complessa azione del dialogo per la pace.

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CIAO PREDRAG !

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Dopo pochi giorni dalla morte di Gerardo Marotta, anche Predrag ci ha lasciato: due grandi personalità che hanno creato con me  la “Fondazione Mediterraneo”.
Predrag  è morto senza il riconoscimento che gli spettava, quel premio Nobel che solo un anno fa con un comitato di giornalisti e scrittori, tra cui Claudio Magris, reclamavamo con urgenza: l’omaggio ad un grande scrittore, vittima di ingiustizie e di quella che lui definiva “democratura”, la dittatura della democrazia.
Si è spento ieri a Zagabria all’età di 84 anni.  Da tempo si era allontanato dal dibattito pubblico a causa della malattia.
Avrebbe meritato il Nobel solo per  "Breviario Mediterraneo" , la sua opera più famosa,  splendido saggio 'geopoetico', 'diario di bordo', 'romanzo sui luoghi', tradotto in 20 lingue e considerato da Magris "un libro geniale, fulminante, inatteso".
Predrag: il fratello, l’amico, il confidente, l’intellettuale. Colui che ha inciso sulla seconda parte della mia vita facendomi diventare, come lui, un guerriero delle battaglie in difesa dei diritti dell'uomo, sempre a fianco dei dissidenti perseguitati dal potere: da Sacharov ad Havel, da Kundera a Sinjavskij.
Lui stesso fu poi perseguitato e inviso alle autorità croate, condannato a cinque mesi di prigione nel novembre del 2005 da un tribunale di Zagabria. Aveva osato rompere l'ipocrisia di quel regime scrivendo, nel 2001, un saggio in cui accusava alcuni scrittori di essere stati "guerrafondai" durante le guerre jugoslave. Li chiamò "I nostri Talebani" o “Talebani cristiani” e l'establishment gli si rivoltò contro. Processato per calunnia e diffamazione accettò la condanna come una medaglia, rinunciando all'appello: "Non voglio riconoscere l'autorità di chi ha emesso questa sentenza".
Era nato a Mostar, allora Jugoslavia, oggi Bosnia ed Erzegovina, da padre russo di Odessa e madre croata. Una miscela di razze e culture. Radici multiculturali, un'apertura verso il mondo che lo distingueva da altri intellettuali omologati al sistema.
Predrag insegna slavistica alla Sapienza di Roma, dal 1994 al 2007. Prima è docente a Zagabria e alla Sorbona. La Francia gli concede la “Legion d'Onore”, l'Italia la cittadinanza che lui esibisce con orgoglio, così come si sente lusingato quando la Commissione europea di Prodi lo inserisce nel Gruppo dei saggi per il Mediterraneo che fu alla base della nostra “Fondazione Anna Lindh”.
Nel 1987 il "Breviario Mediterraneo" gli ha dato fama internazionale ma lui, corteggiato da editori e giornali, rimane sempre lo stesso, ironico fino alla dissacrazione,  legatissimo ai suoi studenti, amante della buona cucina, della vita, sempre in fuga, sempre in bilico, "tra asilo ed esilio": Napoli, la mia casa e la sede della Fondazione Mediterraneo, furono la sua casa, il suo rifugio!
Un europeista convinto e lucidamente pessimista: "Ci sono troppe fratture nel Mediterraneo. Tanto a Nord quanto a Sud l'insieme del bacino si lega con difficoltà al continente e ciò genera frustrazioni e fantasmi".
Frustrazioni, fantasmi, guerre, sangue e 'democrature'. Democrature è un neologismo che, come dicevo prima,  porta la sua firma. Democrature sono "quei regimi, formalmente democratici, in realtà oligarchici". Matvejevic’ conia l'espressione in riferimento ai Paesi del socialismo reale. Ma, in anni più recenti, lo scrittore, con amarezza, individua tracce di 'democratura' anche nell'Europa liberale e socialdemocratica.
Negli anni passati abbiamo scritto insieme, come in tante occasioni, considerazioni sul “Pane” da lui contemplate nel libro "Pane Nostro" (2010). "Gli uomini e le donne - osservava Predrag - si sono sempre messi in viaggio, e lo fanno tuttora, verso quelle terre in cui il pane si sforna in gran quantità. E dove, per eccedenza, viene buttato ogni giorno al calar della sera.
Ancora oggi, come disse una volta Pjotr Kropotkin, 'la questione del pane è più importante di tutte le altre'".
E’ qui impossibile ricordare 25 anni di stretta fratellanza, amicizia, collaborazione: col tempo si comprenderà la grandezza di quest’Uomo, prima che Intellettuale e Scrittore.
In questo momento di tristezza, affido a poche immagini e video il suo ricordo.

Ciao Predrag, Fratello Mio!

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LA FONDAZIONE MEDITERRANEO TUTTA SALUTA CON UN BATTITO DI MANI PREDRAG MATVEJEVIC’, COFONDATORE E PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE

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La Fondazione Mediterraneo - il presidente e cofondatore Michele Capasso, la vicepresidente Caterina Arcidiacono, il responsabile dei rappoti istituzionali Claudio Azzolini, i componenti del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico Internazionale, i direttori delle Sezioni Autonome Almamed, Accademia del Mediterraneo, Isolamed, Labmed ed Euromedcity, i responsabili delle Sedi distaccate e gli Amici della Fondazione – saluta con un battito di mani Predrag Matvejevic’, cofondatore e presidente del Comitato Scientifico Internazionale.
L’amico, il collega, lo scrittore, il saggista, l’intellettuale, il dissidente Predrag Matvejevic’ è morto, all'età di 84 anni, nell'ospedale di Zagabria dove era ricoverato da tempo.
É stato un uomo impegnato dal punto di vista dei diritti umani Predrag, oltre che docente universitario: si è sempre battuto per la pace e il dialogo tra i popoli, in particolare, ovviamente, per quelli dei Balcani.
Nato a Mostar quando la città faceva parte della Jugoslavia (poi sarebbe diventata Bosnia-Erzegovina), ha vissuto anche in Italia (dal 1994 al 2008), dove ha insegnato Slavistica alla Sapienza di Roma dal 1994 al 2007. In precedenza era stato docente di Letteratura francese all'Università di Zagabria e di Letterature comparate alla Nuova Sorbona-Parigi III. Era emigrato in Francia nel 1991.
Fu consulente per il Mediterraneo nel Gruppo dei saggi della Commissione europea durante la presidenza Prodi e tra gli ideologi della “Fondazione Anna Lindh “; vice presidente del PEN Club Internazionale di Londra; cofondatore e presidente del comitato scientifico della nostra Fondazione Laboratorio Mediterraneo (oggi Fondazione Mediterraneo) con sede centrale a Napoli.
Per la sua attività di scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero, fra cui il Premio Malaparte nel 1991, il Premio Strega europeo nel 2003 e il Prix du Meilleur livre étranger 1993 a Parigi. Il governo francese gli ha conferito la Legion d'Onore, il presidente della Repubblica Italiana gli ha attribuito la cittadinanza italiana e il titolo di Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana.
Tra le sue opere più importanti si ricordano, "Breviario Mediterraneo" - tradotto in varie lingue - "Sarajevo", "Un'Europa maledetta", "Pane nostro".
La Fondazione Mediterraneo ha pubblicato vari libri del suo cofondatore: tra essi si ricordano “Diario di una guerra”, “Sulle identità dell’Europa”, “Il Mediterraneo e l’Europa”.
Il presidente Capasso, commosso, ricorda il fratello, l’amico e l’intellettuale con cui ha condiviso tante battaglie per oltre 25 anni: per la pace, per il dialogo, per la libertà, per la giustizia sociale; dall’Appello per la Pace in ex Jugoslavia a quelli per la Palestina, la Siria, il Kossovo…

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IL PRESIDENTE DEL CONI GIOVANNI MALAGÒ IN VISITA AL MUSEO DELLA PACE – MAMT: “ UN LUOGO NON RARO MA UNICO IN CUI C’E’ UNA STORIA DI PASSIONE E DI VALORI CHE FA ONORE ALL’ITALIA”.

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Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha visitato il Museo della PaceMAMT esprimendo grande apprezzamento per questo luogo. In particolare ha molto apprezzato le sezioni dedicate a Pino Daniele, Mario Molinari e Raffaele Capasso.
“Questo è un luogo non raro ma unico ! - ha affermato – c’è una storia di passione nei confronti dei valori della vita…”

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IL PRESIDENTE DEL CONI MALAGÒ RENDE OMAGGIO AL MUSEO MAMT ED AL TOTEM DELLA PACE DI MOLINARI

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Nel corso della visita al Museo della PaceMAMT il presidente del CONI Giovanni Malagò ha espresso apprezzamento per le sezioni museali: da Pino Daniele a Mario Molinari.
In modo particolare si è complimentato per il “Totem della Pace” dello scultore del colore.

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GIOVANI IN PREGHIERA NELLA “CAPPELLA DON BOSCO” IN OCCASIONE DELLA FESTIVITÀ DEDICATA AL SANTO DEI GIOVANI

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Don Angelo Santorsola - direttore della Casa Salesiana del Vomero e prossimo Ispettore per il meridione dei Salesiani - e don Fabio Bellino - delegato alla pastorale giovanile - hanno guidato una delegazione di giovani studenti dell’Istituto Salesiano di Napoli - Vomero nella “Cappella Don Bosco” del Museo della Pace, in occasione della Festività dedicata al “Santo dei Giovani”.
Un momento emozionante di preghiera tra reperti, oggetti e simboli di Don Bosco.
In questa occasione sono stati proiettati in anteprima alcuni video di “Don Bosco, il potere dell’amore”: dodici percorsi emozionali che costituiranno l’Oratorio salesiano virtuale, un hub dei salesiani nel mondo e la cui inaugurazione è in programma per il 17 febbraio 2017 in presenza del Rettor Maggiore don Angel Fernandez Artime.

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