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Fondazione Anna Lindh Rete Italiana

Rete Italiana della Fondazione Euromediterranea "Anna Lindh" per il Dialogo tra le Culture

La Fondazione Euromediterranea "Anna Lindh" per il Dialogo tra le Culture (ALF) è un’organizzazione unica nel suo genere creata dall'Unione europea e dai Paesi Partner Mediterranei nell'ambito dell'Unione per il Mediterraneo. E' una rete di reti di organismi della Società Civile e delle Istituzioni (Università, Collettività locali, ecc.).

La Fondazione Mediterraneo è Capofila della Rete Italiana dal 2004

Il nostro ruolo è stato ed è quello di svolgere funzione di connessione tra i vari membri che agiscono attivamente per la promozione del dialogo tra le culture, favorendo la visibilità e l’azione del Partenariato Euromediterraneo a livello nazionale ed internazionale.


CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “KIMYYA”

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Si è svolta presso la sede della Fondazione Mediterraneo, nel Centro documentazione della Fondazione Anna Lindh, la conferenza stampa di presentazione del progetto “Kimyya. Le Donne attrici del Dialogo”, proposto dalla Fondazione Mediterraneo - nell’ambito di una call della Fondazione Anna Lindhdestinata ad attività interrete - in partenariato con le reti nazionali di Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Francia, Italia, Malta e Tunisia e con il coinvolgimento di tutte le 42 reti nazionali della FAL. Il progetto è stato selezionato ed approvato il 15 giugno2017.
Parteciperanno 84 membri delle 42 Reti Nazionali della FAL oltre a 10 esperti internazionali e rappresentanti delle istituzioni italiane ed internazionali: un’importante occasione per riaffermare il ruolo delle donne quali attrici principali del dialogo e della pace.
Negli allegativi è una scheda sintetica (in francese ed inglese) dell’iniziativa che è stata condivisa in tempo reale con i membri della Rete italiana presenti a Napoli: da molti di essi è venuta la proposta di associare l’Assemblea Generale della Rete italiana alla chiusura di “Kimyya”, dando la possibilità in questo modo ad altri membri della rete italiana (oltre a quelli che saranno selezionati per partecipare all’evento) di conoscere altri colleghi e i capofila delle 42 reti nazionali e di condividere le conclusioni della conferenza internazionale “Kimyya. Le Donne attrici del Dialogo”.

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PRESENTAZIONE DEL SONDAGGIO FAL-IPSOS SULLE TENDENZE INTERCULTURALI

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Una regione euro-mediterranea vittima non di uno "scontro di civiltà", ma di uno "scontro di ignoranza", dove ancora prevalgono stereotipi del passato e la "culturalizzazione" dei conflitti promossa da alcuni media e interpretazioni ideologiche. Ma anche una regione in cui resta fiducia nella possibilità di un progetto politico che valorizzi le diversità e promuova l'innovazione, la imprenditoria e la partecipazione dei giovani. È l'immagine che emerge dal terzo Rapporto sulle Tendenze interculturali nell'area euro mediterranea, promosso dalla Fondazione Anna Lindh e dall'Istituto Ipsos e condotto in 13 Paesi dell'Europa europei e della sponda sud-orientale del Mediterraneo.
Presentato alla Camera dei Deputati, il Rapporto si basa su 13 mila interviste, raccolte tra persone dai 15 anni in su in Finlandia, Polonia, Austria, Francia, Paesi Bassi, Italia, Croazia e Portogallo in Europa, e Israele, Giordania, Palestina, Tunisia e Algeria. E presenta anche alcuni dati sorprendenti, come quelli che sembrano sfatare alcuni miti sulle migrazioni. Alla domanda su quale Paese sceglierebbe se potesse ricominciare la sua vita altrove, il 60% degli intervistati della sponda sud risponde infatti che lo farebbe ancora in quello d'origine, contro il 15% che sceglierebbe l'Europa, il 6% il Golfo e il 5% il Nord America. Diversi invece i dati per l'Europa, dove solo il 36% ricomincerebbe in patria, il 30% in un altro Paese Ue e il 12% nell'America del Nord, l'8% in Australia o Oceania. Quanto agli italiani, il 41% sceglierebbe ancora l'Italia e il 25% un altro paese Ue, anche se solo l'1% andrebbe nel sud del Med. Ad indicare, secondo la coordinatrice del rapporto Eleonora Insalaco, che almeno al sud resta un certo "ottimismo" sul futuro, insieme alla convinzione - evidente in altri passaggi dell'indagine - che "Nord e Sud insieme possano fare di più dei governi nazionali", e che vi siano gli spazi per politiche euro mediterranee più efficaci di quelle attuali.
Questione che si lega direttamente allo scopo del Rapporto, cioè contribuire, in linea con gli obiettivi della Fondazione Anna Lindh e con gli auspici della Presidenza maltese della Ue, a nuove politiche di vicinato con la sponda sud. Dal rapporto - presentato dal direttore esecutivo della fondazione Anna Lindh, amb. Hatem Atallah, dal deputato Khalid Chaouki, dal min.pl. Enrico Granara del Ministero degli Esteri, da Ettore Greco dell'Istituto Affari Internazionali e da Rima Marrouch di Bbc Arabic - emerge una diffusa convinzione che l'istruzione e le iniziative guidate dalle giovani generazioni siano la risposta migliore al conflitto e alla radicalizzazione. In tal senso vanno infatti almeno l'80% delle risposte degli intervistati in Europa come sull'altra sponda, ma in particolare in Algeria, Giordania e Tunisia. Il nodo delle migrazioni è percepito su entrambe le sponde come uno dei temi che le accumuna, insieme agli stili di vita e alla cucina, ma non è il più importante. Al nord solo il 44% percepisce le migrazioni come "fortemente" associate con il Mediterraneo - contro il 61% che romanticamente guarda di più alla comunanza in termini di stile di vita e cucina - mentre al sud lo sono per il 60%. Nella sponda sud si enfatizza però anche l'ospitalità come carattere comune (65%), insieme al comune patrimonio storico e culturale ed allo stile di vita (52%). E questo nonostante al sud l'aspetto "origine di conflitti" - sui quali insistono generalmente i media - sia fortemente associato all'area euromediterranea dal 39% degli intervistati, contro il 25% al nord. In generale vi è comunque una "resistenza", valutano gli autori del rapporto, a far propria l'opinione di quanti insistono invece, al nord come al sud, sugli aspetti negativi e sui fattori che differenziano le due sponde. Insomma, in generale vi è "una certa distanza - scrivono gli autori - dallo spesso discusso, e molto desiderato dagli estremisti, scontro di civiltà".

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I MEMBRI DELLA RETE ITALIANA ALF VALUTANO IL SEMINARIO SUI FINANZIAMENTI EUROMEDITERRANEI

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I membri della Rete Italiana ALF che hanno partecipato al “Seminario sulle opportunità di finanziamento Euro-Mediterranee” hanno espresso apprezzamento per la qualità della formazione e per l’accoglienza.

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I PARTECIPANTI AL SEMINARIO EUROPEO IN VISITA AL MUSEO DELLA PACE – MAMT

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I membri della Rete Italiana ALF partecipanti al “Seminario sulle opportunità di finanziamento Euro-Mediterranee” hanno visitato il Museo della Pace - MAMT accompagnati dal presidente Michele Capasso.
In questa occasione hanno espresso apprezzamento per questa iniziativa unica finalizzata a promuovere il positivo e ciò che ci unisce.

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PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “KIMYYA: LE DONNE ATTRICI DEL DIALOGO”

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ll progetto interrete “Kimyya. Les Femmes Actrices du Dialogue” - presentato dalla Fondazione Mediterraneo e dalle Reti Nazionali ALF di Malta, Francia, Tunisia, Algeria, Albania e Bosnia-Erzegovina - è stato approvato e cofinanziato dall’ALF in data 15 giugno 2017.
Non appena ricevuta la comunicazione ufficiale vi è stata la condivisione con i membri della Rete Italiana partecipanti al Seminario di formazione sulle opportunità di finanziamento euro mediterranee e la presentazione sintetica del progetto.
I membri presenti hanno proposto di associare una parte dell’Assemblea Generale della Rete Italiana ALF a questo evento in modo da consentire ai membri di conoscere i colleghi delle 42 Reti nazionali e di condividere questa iniziativa importante per le donne e per il dialogo interculturale.

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