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CITOYENNETÉ ACTIVE: COMME IL FONCTIONNE DANS TON PAYS

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Il poursuit avec réussite l'échange culturel « Citoyenneté Active : comme il fonctionne dans ton pays » grâce à la grande implication d'organisateurs et participants. Délégations étrangères de jeunes de divers Pays européens et méditerranéens se rencontre pour connaître la réalité que les jeunes italiens vivent, en se concentrant spécialement sur le rapport parmi des jeunes et des institutions.


Prés du siège de la « Fondazione Mediterraneo » - Depretis, 130 Naples – de vingt ans engagée en actions en faveur des jeunes on déroule un meeting dans lequel les garçons de divers Pays européens et méditerranéens se confrontent sur comme y soient la necessité d'un changement et d'un engagement social profond de la part des jeunes, surtout dans une période de crise dans laquelle des valeurs et des coutumes changent subitement.


Ils interviennent parmi les autres :
Michele Capasso – Président de la Fondazione Mediterraneo
Luca Palescandolo – Président de l'Ass. Agence pour la Promotion des Jeunes
Pia Molinari – responsable aire « Jeune » de la Fondazione Mediterraneo
Wassyla Tamzali – scrittrice, avocat, membre de la Fondazione Mediterraneo  et experte sur les thématiques juvéniles et sur le « Printemps Arabe ».
Enrico Elefante – Délégué Forum Régional Campanie

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PAPA FRANCESCO INCONTRA LA GUARDIA COSTIERA IMPEGNATA NEL SOCCORSO DEI MIGRANTI

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Papa Francesco ha incontrato a Santa Marta una delegazione della Guardia Costiera italiana con il ministro Lupi che gli ha portato la testimonianza del servizio svolto in mare per le difficili operazioni di soccorso di profughi e migranti.
Accompagnati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, erano presenti:

  • Felicio Angrisano, ammiraglio Comandante della Guardia Costiera
  • Giovanni Pettorino, ammiraglio Capo del reparto operativo (ha guidato tutte le più difficili operazioni di soccorso)
  • Ciro Petrunelli, tenente di vascello (ha partecipato al salvataggio della motonave Ezaden con centinaia di migranti a bordo)
  • Antonello Fava, tenente di vascello, (ha guidato il salvataggio della motonave Blue Sky con centinaia di migranti a bordo)
  • Marco Ancora, maresciallo (anche lui ha partecipato al salvataggio della motonave Ezaden con centinaia di migranti a bordo)
  • Salvatore Finocchiaro, sottocapo (ha eseguito molti interventi di soccorso con l’elicottero)

Il ministro Lupi aveva scritto al Papa chiedendo un incontro per una rappresentanza degli 11.000 uomini e donne della Guardia Costiera, che rischiano da anni la vita in queste operazioni di soccorso e spesso non solo non vengono ringraziati, ma a volte anche accusati di aiutare  indirettamente scafisti e terroristi. Il papa ha in poco tempo concesso l’udienza, che si è svolta con tono molto informale in una sala di santa Marta. Seduti in circolo, ognuno ha parlato, raccontato un’esperienza, il Papa ha ascoltato in silenzio e ha preso la parola alla fine ringraziandoli, citando le frasi ora dell’uno ora dell’altro che aveva ben memorizzate.
Nel suo saluto iniziale Lupi come esempio dell’incomprensione in cui incorre quest’opera di soccorso e di salvataggio di vite umane ha citato l’episodio della scorsa settimana quando dopo aver salvato circa 200 persone, sono stati minacciati con le armi dagli scafisti per riavere indietro la barca ormai vuota. “Li hanno accusati di arrendevolezza, ma invece sono stati assolutamente responsabili, avevano a bordo 200 migranti appena salvati tra cui molte donne incinte, dovevano ingaggiare un conflitto a fuoco con l rischio di far morire quelli che avevano appena salvato?”
Tutti hanno portato la loro testimonianza, l’ammiraglio Angrisano ha ricordato che dal 1991 a oggi la Guardia Costiera ha salvato in mare più di 460.000 migranti. Il maresciallo Ancora ha aggiunto: “pensi a quanti bambini sono nati da queste persone salvate”.
Il maresciallo Emiliano Venuti che 20 dicembre 2014 è intervenuto con una squadra di soccorso su una nave ormai fuori controllo, è salito a bordo del mercantile Merkur 1 che, abbandonato dagli scafisti con inserito il pilota automatico e con i motori bloccati, navigava  senza essere governato rischiando di schiantarsi contro le coste siciliane. Salito a bordo il maresciallo Venuti riusciva a individuare e disattivare il selettore del pilota automatico e quindi a prendere il pieno controllo della nave mettendolo in sicurezza. Tutti salvi gli oltre 800 migranti.
Capitaneria di porto di Reggio Calabria, il 24 settembre 2014 ha partecipato al salvataggio di un barcone con 774 migranti in difficoltà nello Stretto di Sicilia. Inoltre è persona che si prodiga nell’assistenza ai migranti per lo sbarco anche dopo i turni di servizio.
Marianna Mari ha detto che la cosa che l’ha più coinvolta: “Il ricordo che resta indelebile sono gli occhi di queste persone, che cambiano durante il viaggio, dalla paura alla speranza alla gioia quando vedono la costa italiana avvicinarsi”.
Un altro marinaio ha confessato “la paura” provata quando a Capodanno, mentre era a casa con la famiglia è stato chiamato per intervenire in soccorso su un vecchio mercantile alla deriva “con il timone bloccato e 900 persone a bordo e un mare con onde alte 9 metri”, la cosa più commovente, ha aggiunto, è stato l’applauso dei migranti quando sono riuscito e riprendere il controllo della nave”
Dopo che aver ascoltato le esperienze concrete, toccanti e impressionanti dei marinai,  al termine il Papa si è rivolto a loro manifestando la sua partecipazione e il suo apprezzamento per il questo servizio svolto con coraggio e dedizione a favore.
Ha detto tra l’altro che questo dei migranti non è un problema che si possa risolvere da un giorno all’altro, che certo la soluzione è più ampia dell’azione di soccorso, ma che intanto, quando una vita è in pericolo bisogna soccorrerla: “quando c’è un ferito la pria cosa è curargli le ferite”, poi viene il resto.
Il Papa ha ricordato il suo viaggio a Lampedusa e ha lodato la solidarietà dei lampedusani con i rifugiati anche a costo di danni per il turismo sull’isola; ha ricordato di avervi inviato il suo elemosiniere, Mons. Krajewski, a partecipare alle operazioni di recupero delle salme dopo il terribile naufragio dello scorso anno (“è tornato diverso, un altro” ha detto il Papa accompagnando la frase con il gesto della mano rivolta verso l’alto e poi rovesciata verso il basso) e ha concluso con queste parole: “…io ho ammirazione per voi, davvero, lo dico, mi sento piccolo davanti al lavoro che voi fate rischiando la vita, e vi ringrazio di cuore per questo. Ma vi sostengo come posso: con le preghiere e le buone parole e l’affetto”.

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LA FONDAZIONE LANCIA UN APPELLO PER I MIGRANTI IGNOTI MORTI NEL MEDITERRANEO

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La Fondazione Mediterraneo, presente a Lampedusa in questo momento tragico, ha lanciato un appello per i migranti morti in mare, elogiando il coraggio degli uomini del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che rischiano la vita  per salvare vite umane.

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MEILLEURE PHOTO DE PAIX POUR LE PRIX ALFRED FRIED DE LA PHOTOGRAPHIE

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Appel à tous les photographes ! À quoi ressemble la paix ? L’appel à contribution du Prix Alfred Fried de la photographie, qui récompense la meilleure photo sur le thème de la paix, est désormais ouvert. Le Prix accepte des propositions du monde entier, dont les photos véhiculent les efforts de l’homme en faveur d’un monde pacifique.

La date limite de soumission est fixée à minuit, heure d’Europe centrale, le 14 mai 2015. Les cinq meilleures propositions recevront la médaille Alfred Fried. L’une de ces cinq photographies sera sélectionnée comme Image de paix de l’année, en plus d’une somme de 5 000€, de son exposition pendant un an au Parlement autrichien, et de son inclusion dans la collection permanente d’art du Parlement autrichien.

Présenté chaque année le 21 septembre dans le cadre de la Journée internationale de la paix des Nations Unies, le Prix est conjointement offert par l’UNESCO, la Photographic Society, les éditions Lammerhuber, le Parlement autrichien, l’Association des journalistes parlementaires d’Autriche, et l’Institut international de la presse (IIP). Le Prix est nommé en l’honneur d’Alfred Hermann Fried (1864-1921), un auteur et pacifiste autrichien, lauréat du Prix Nobel de la paix en 1911.

L’édition inaugurale 2014 du Prix Alfred Fried de la photographie a été bien accueillie par la communauté internationale de photographes. Les clichés gagnants et présélectionnés ont été exposés au Siège de l’UNESCO à Paris. Ces photos, ainsi que 320 autres contributions exceptionnelles, sont également présentées sur le mur digital de la nouvelle gare Hauptbahnhof Wien à Vienne jusqu’à mars 2015.

Pour l’UNESCO, l’art est un puissant agent de paix.  Il remodèle le monde et le recréé, ouvrant ainsi des espaces de dialogue et de compréhension. La photographie peut renforcer une culture mondiale de la paix, en saisissant, transmettant et unifiant le monde autour du rêve de paix que l’on partage tous.

Pour soumettre vos photos, et pour plus d’informations, visitez le site officiel du Prix Alfred Fried de la photographie

© Emil Gataullin - Le lauréat de la meilleure photo de paix du Prix Alfred Fried de la photographie 2014 était Emil Gataullin (Russie), avec un cliché tiré de son oeuvre "Vers l'horizon".

LA NEWSLETTER DI EUROMESCO

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La rete di studi strategici della quale fa parte la Fondazione Mediterraneo ha pubblicato la newsletter di gennaio.

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INCONTRO INTERNAZIONALE: EUROPA, MEDITERRANEO E MACROREGIONI VERSO LA LEGALITÀ

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L’incontro si è svolto presso la Sala Vesuvio del Museo MAMT.
Dopo la proiezione del video sulle proposte delle macroregioni in Italia ed una breve sintesi sulle conclusioni della ricerca della “Fondazione Giovanni Agnelli” (1992 – 1996) e della “Fondazione Mediterraneo” (1997) sull’opportunità di ridurre le regioni in Italia, il presidente Michele Capasso ed il prof. Abdelhak Azzouzi hanno discusso sul tema “Le Macroregioni: un’occasione per Europa e Mediterraneo”  con una relazione su “Il Maghreb arabo: da area di crisi ad occasione di sviluppo”.
Successivamente  su “La legalità elemento per lo sviluppo delle macroregioni” ha relazionato il
dott. Salvatore Càlleri, Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto e consigliere del Presidente della Regione Siciliana sui temi della corruzione, degli appalti e della lotta alla mafia.
“Il ruolo della Campania nel nuovo processo di Macroregioni, tra Europa e Mediterraneo” è stato affrontato dall’on. Andrea Cozzolino, parlamentare europeo, vicepresidente della Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale.

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LA FONDAZIONE IN GHANA PER INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ

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La Fondazione Mediterraneo promuove iniziative di solidarietà specialmente destinate ai bambini. Jacopo Molinari, membro della Fondazione, è in Ghana per portare a termine i progetti intrapresi.

SREBRENICA - PARIGI – MANILA E RITORNO. PAPA FRANCESCO CI INVITA A PIANGERE.

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Dopo Srebrenica e Parigi il presidente Capasso è a Manila con una delegazione della Fondazione Mediterraneo.
“Venni qui per la prima volta in viaggio di nozze con la mia defunta moglie Rita nel gennaio 1980 - afferma Capasso - ma mai ho visto un fiume umano di  milioni di persone. Un’emozione grande, una speranza grande: per la pace, per il futuro”.
Le stime parlano di circa 7 milioni di fedeli che si sono radunati nei 60 ettari del Parco Rizal, per l’ultimo giorno della visita del Papa: “è il più grande evento nella storia dei Papi”, dice padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano. La messa più seguita nella storia: anche oltre i quattro- cinque milioni di Giovanni Paolo II, sempre a Manila, il 15 gennaio 1995, a conclusione della Giornata mondiale della gioventù.
Prima della messa, il Papa incontra circa 30mila giovani nel campus della università Santo Tomas di Manila.
“Piangiamo quando vediamo "un bimbo senza casa, che soffre, abbandonato, abusato, usato da una società come schiavo?". Se lo è chiede incontrando i giovani, e rilanciando la domanda di Jun, ex bimba di strada che aveva chiesto: " Perché Dio permette questo, e perché solo poche persone ci aiutano?".
"Quando il cuore è capace di farsi questa domanda e di piangere, - ci fice il Papa - possiamo capire, c'è una compassione mondana che al massimo ci fa mettere la mano in tasca e dare una moneta: se Cristo avesse avuta questo tipo di compassione sarebbe passato, avrebbe curato 3 o 4 persone e se ne sarebbe tornato dal Padre".
Papa Francesco, aprendo l'incontro, subito dopo aver chiesto e ottenuto il permesso di parlare in spagnolo ha voluto cominciare, ha detto, "prima di tutto, una notizia triste: ieri - ha raccontato ai presenti - mentre stava per cominciare la messa, è caduta una delle torri e cadendo ha colpito una ragazza che stava lavorando, e l'ha uccisa. Si chiama Cristel, lavorava nella organizzazione della messa, aveva 27 anni, giovane come voi, e lavorava per una associazione che si chiama Catholic relief service, era una volontaria. Desidero che tutti voi giovani come lei - ha detto - preghiamo in silenzio un minuto per lei e preghiamo la mamma nel Cielo. Preghiamo. Preghiamo anche per suo padre e sua madre, era figlia unica, sua mamma sta venendo da Hong Kong, il padre viene a Manila a aspettarla".
"Le donne hanno molto da dirci nella società di oggi - dice Papa Francesco -  tante volte noi siamo maschilisti, ma una donna è capace di vedere le cose con occhio distinto, con differente sguardo, le donne sono capaci di porre questioni che noi uomini non siamo capaci di capire, hanno più attenzione, si fanno domande oggi:  l’unica domanda che non ha risposta ce l’ha posta Jun. Non le sono bastate le parole, e così ha pianto, ha avuto bisogno delle lacrime, così quando viene il prossimo papa a Manila, per favore che ci siano più donne. Dobbiamo imparare a piangere”.

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