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VEGLIA PER DON BOSCO A NAPOLI

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Si è svolta a Napoli, nella Chiesa di San Giuseppe a Via Medina - a due passi dal Museo della Pace - MAMT e dove Don Bosco celebrò la sua unica messa nel Sud Italia, il 30 marzo 1880 - la “Veglia annuale di preghiera” per Don Bosco, presieduta da don Pasquale Cristiani, ispettore per l’Italia meridionale dei Salesiani, ed organizzata da don Fabio Bellino, delegato alla pastorale giovanile.
Tanti giovani dei vari Oratori (Terzigno, Potenza, ecc.) intervenuti per riaffermare lo spirito di Don Bosco.
Questo evento ha un valore importante perché apre il percorso che vedrà la celebrazione della S.Messa al Museo della Pace il 31 gennaio 2017 (festività di S.Giovanni Bosco) e l’inaugurazione della sezione museale - il cui titolo è “DON BOSCO, IL POTERE DELL’AMORE” -  realizzata dalla Fondazione Mediterraneo e dalla Direzione Generale dei Salesiani in  collaborazione con l’Ispettoria Meridionale in programma per il 17 febbraio 2017,  con la partecipazione del Rettor Maggiore don ÁNGEL FERNANDEZ ARTIME.

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NAPOLI: PIAZZA MUNICIPIO DIVENTA L’ORATORIO DI DON BOSCO

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A conclusione della “Veglia annuale di preghiera per Don Bosco” i giovani degli Oratori si sono riuniti tutti in Piazza Municipio davanti al Museo della Pace - MAMT per le esibizioni dei vari Oratori e per l’Inno dei giovani di Don Bosco.
In questa occasione don Pasquale Cristiani, ispettore per l’Italia meridionale dei Salesiani, e don Fabio Bellino, delegato alla pastorale giovanile, hanno comunicato la prossima apertura della sezione del Museo della Pace dedicata a  “DON BOSCO, IL POTERE DELL’AMORE”.

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BIOARCHITETTURA: FARE CENT(R)O

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La Fondazione Mediterraneo con l’Ordine degli Architetti di Napoli ha organizzato un incontro di studi sulla Bioarchitettura.
L’occasione i ventidue anni dal primo numero della rivista di Bioarchitettura, nata a Bolzano dall’esigenza di avere “un respiro più profondo, una prospettiva più ampia che guardasse l’uomo senza perdere di vista la natura, i materiali, la psicologia dell’abitare”.
Tematiche di avanguardia nel 1994 sono diventate ai giorni nostri parte integrante della cultura progettuale. Nonostante siamo tutti consapevoli della necessità di un approccio sistemico ed umano al costruire, la tecnica ci ha preso la mano, portandoci talvolta molto lontano dalle intenzioni originarie.
Il numero 100 della rivista è l’occasione per riprendere i fili del giusto edificare migliorando gli strumenti concorsuali, legislativi e coinvolgendo le istituzioni.

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INAUGURATA L’AMBASCIATA DI PALESTINA PRESSO LA SANTA SEDE

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Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas, noto anche come Abu Mazen, ha inaugurato l’ambasciata dello Stato della Palestina presso la Santa Sede.
Abu Mazen ha incontrato Papa Francesco in Vaticano prima dell’apertura della sede diplomatica in via di Porta Angelica: durante il colloquio gli ha consegnato tra i vari doni una pietra proveniente dal monte Golgota. Il Papa ha invece consegnato al presidente palestinese la medaglia dell’anno giubilare ed una versione in arabo di “Amoris laetitia” e “Laudato sii”.
L’apertura dell’ambasciata palestinese presso la Santa Sede, ha dichiarato Abbas, “è il segno che il Papa ama il popolo palestinese e la pace”.
Lo Stato del Vaticano ha riconosciuto lo Stato della Palestina circa un anno e mezzo fa.
A fine incontro, Abu Mazen ha dichiarato: “Spero che altri stati prendano esempio dalla Santa Sede”.
Soddisfazione ed emozione ha espresso il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso, che ha ricordato l’incontro con il presidente Abu Mazen nella sede della Fondazione durante il quale fu proprio auspicato il rapido riconoscimento della Palestina come “Stato”, partendo proprio dalla Santa Sede.
“Un sogno che si è avverato – ha affermato Capasso – grazie alla “visione” di Papa Francesco”.

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LA FONDAZIONE MEDITERRANEO ESPRIME PROFONDO CORDOGLIO PER LA MORTE DI MARIO SOARES, MEMBRO FONDATORE

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Il presidente Michele Capasso, i membri del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico Internazionale, i responsabili delle Sezioni Autonome della Fondazione Mediterraneo esprimono profondo cordoglio per la morte di Mario Soares, membro fondatore dell’istituzione nata a Napoli nel 1991.
In particolare il presidente Capasso ricorda l’affettuosa amicizia fraterna con lo statista portoghese sviluppatasi nell’ambito del “socialismo dal volto umano” fondato sul rispetto dei valori della solidarietà e dei diritti della persona umana.
L’attività politica di Mario Soares, morto oggi all’ospedale della Croce Rossa di Lisbona - dov’era nato il 7 dicembre 1924 - a 92 anni, ha segnato il Novecento e oltre. Esiliato dalla dittatura salazarista portoghese, ha lottato non solo per la riconquista della democrazia in patria, avvenuta nel 1974 con la Rivoluzione dei garofani, ma per l’ingresso di Spagna e Portogallo nell’Unione Europea e per il sogno dell’Internazionale socialista a metà degli anni ‘70 quando lui in Portogallo, Craxi in Italia, Mitterrand in Francia, Gonzalez in Spagna e Brandt in Germania avevano creato un asse riformista che poteva portare a un’Europa diversa.
Due volte primo ministro, dal 1976 al 1978 e dal 1983 al 1985, due volte presidente della Repubblica (dieci anni al vertice fra il 1986 e il 1996), ministro degli esteri e ministro senza portafoglio nel primo governo dopo la liberazione, Soares – che era tornato in Portogallo il 28 aprile, tre giorni dopo la fuga dell’ultimo dittatore, Marcelo Caetano - ha guidato la transizione dall’esilio in Francia.
In clandestinità ha fondato il Partito socialista che ha guidato con grande passione. Un rapporto molto complesso Soares lo ha avuto a sinistra con Alvaro Cunhal, il leader del partito comunista. Le due forze popolari e democratiche si sono combattute non solo ideologicamente, ma anche sull’europeismo: mentre Soares propugnava una coalizione di tutte le forze riformiste e anti conservatrici, Cunhal resisteva in una posizione di rivoluzione permanente contraria all’eurocomunismo di Berlinguer e a cedere terreno fra il proletariato. Facevano entrambi parte del primo governo di liberazione, ma non legarono mai completamente.
Soares andò avanti nella sua politica di inclusione, fece di tutto per i trattati europei e nel 1985 lo firmò per entrare nella Ue.
“Era impossibile – disse un giorno nel suo ufficio alla Fundaçao che prende il suo nome, in rua Sao Bento a Lisbona – rimanere fuori; venivamo da anni post-rivoluzione che erano da un punto di vista economico molto difficili, la soluzione di un mercato europeo, di una moneta comune, era l’unica che potesse portarci a uno sviluppo che altrimenti non avremmo avuto”.
L’impegno europeista di Soares si è sviluppato nell’assemblea di Strasburgo, dove ha occupato un seggio fino al 2004. A lui si deve anche la risoluzione di quasi tutte le crisi internazionali del Portogallo, quando le colonie africane e asiatiche ottennero l’indipendenza dalla madre patria. Soares guidò la transizione evitando ulteriori spargimenti di sangue.
Laureato sia in filosofia sia in legge, Soares ha guidato il Collegio Moderno, importante istituzione accademica lisbonese fondata dal padre e ora diretta da sua figlia. In campo accademico ha ricoperto numerosi incarichi in atenei portoghesi e internazionali.

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GRANDE AFFLUSSO DI VISITATORI AL MUSEO

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Grande afflusso di visitatori al Museo della Pace – MAMT sulla scia del rinnovato interesse turistico per la città di Napoli e per l’Italia in generale.
In particolare apprezzati gli oggetti riferiti alle tre religioni: dalla Moschea alla prima Sinagoga nel mondo arabo per finire agli oggetti ed ai video sui grandi protagonisti del cristianesimo e del cattolicesimo.

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IL MERCATINO DELLA SOLIDARIETÁ PER I BAMBINI DI ALEPPO

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Continua nelle sale al piano terra del Museo della Pace - MAMT il “Mercatino della solidarietà per i bambini di Aleppo”, vittime della guerra in Siria.

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LA SCOMPARSA DEL DOTT. FRANCESCO PAOLO IACCARINO

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Il presidente Michele Capasso ed i membri del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico Internazionale della Fondazione Mediterraneo esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del dott. Francesco Paolo Iaccarino, fraterno amico e collaboratore della Fondazione.
Al termine dei funerali, dopo aver abbracciato la moglie Sandra e gli altri familiari, il presidente Capasso ha voluto ricordare il fratello, l’amico, il medico, il confidente che ha dedicato la propria vita agli altri cercando di alleviare i dolori fisici e morali.
Di seguito alcuni dei tanti eventi con la Fondazione Mediterraneo che tracciano la grandezza di questo umile grande uomo.

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